| COREA DEL SUD: SOLO PER 3 SEGGI CONFERMATA LA VITTORIA DI MYUNG-BAK |
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| 10/04/2008 | |
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10 Apr. - Il presidente Lee-Myung-bak vince le elezioni parlamentari in Corea del Sud, ma il suo partito, il Grand National Party (Gnp), ottiene la maggioranza all'assemblea unicamerale solo per un pugno di seggi: 153 sul totale di 299.
Se il Gnp guadagna 32 parlamentari rispetto alla legislatura precedente, il futuro cammino dell'ex sindaco decisionista di Seul non si presenta come una marcia trionfale. A partire dal ruolo dell'opposizione interna che vede in Park Geun-hye, ex presidente del partito e figlia dell'ultimo dittatore militare Park Chung-hee, una leader pronta a dare battaglia su alcuni punti eccessivamente liberisti del suo programma. Secondo i media coreani avrebbe alle sue spalle piu' una cinquantina di neodeputati ribelli. A questo si aggiunge anche il fatto che molti dei piu' stretti collaboratori del presidente sono stati sconfitti, pagando oltre le attese la piu' bassa affluenza alle urne nella storia del paese: solo il 46% dei 37,8 milioni di aventi diritto. ''Il sostegno pubblico in favore del mio piano economico e di creazione di posti di lavoro ha portato alla vittoria del Gnp all'assemblea nazionale'', dice Lee ai suoi sostenitori. I liberali dello United Democratic Party (Udp), il principale rivale del Gnp e componente piu' forte delle forze di centro-sinistra, perdono il 40% dei seggi e scendono a quota 81. E' la prima sconfitta per lo schieramento da quando il Paese ha avuto piu' di 20 anni fa elezioni democratiche. Il mondo degli affari brinda alla svolta elettorale. ''Questo risultato sembra essere un forte mandato a favore della nuova amministrazione per le politiche pro-mercato e pro-crescita'', rileva ad esempio Goldman Sachs in una nota. ''La vittoria sara' probabilmente un positivo catalizzatore per la Borsa di Seul (oggi l'indice Kospi sale dello 0,2%, ndr), ma crediamo che un sostenuto rally richiede visibili passi in avanti nella attuazione dei progetti''. Lee ha promesso sul medio periodo il piano '747' (tasso di crescita al 7%, 40mila dollari in piu' di reddito annuale procapite e un'economia al settimo posto al mondo) oltre al un progetto di canalizzazione del paese per rilanciare i trasporti e all'abbattimento della burocrazia. Il presidente contava di proseguire a cavalcare la grande affermazione avuta alle elezioni di dicembre che lo hanno proiettato al vertice istituzionale e politico del Paese. I dati economici vedono un'inversione di tendenza rispetto alle previsioni, con un Pil proiettato al 4,2% (dal 5% dello scorso anno), sugli stessi livelli del 2005. In piu', c'e' lo scontro con la Corea del Nord che ha lanciato una dura campagna contro Lee per il suo proposito di avere un legame piu' stretto con gli Stati Uniti, accusandolo di voler trascinare la penisola coreana alla soglia dellaguerra. (ANSA) |
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