| COSA VUOI FARE DA GRANDE? 1 BAMBINO SU 2 VUOLE FARE LO CHEF |
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| 11/03/2008 | |
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11 mar. - Un bambino su 2 vuole fare lo chef
'da grande'. Lo rivela uno studio condotto dall'associazione Donne e
Qualita' della Vita che ha intervistato mamme e papa' sulle
aspirazioni dei propri figli. Secondo il sondaggio, infatti, condotto
su un panel di 500 genitori con figli di eta' compresa tra i 6 e i 14
anni, il mestiere del cuoco risulta vincente. Ben il 55% del campione
intervistato sogna di diventare uno chef, mentre il 22% sogna ancora
di fare il calciatore e il 15% vuole diventare astronauta.
Ecco perche' proliferano trasmissioni televisive di cucina per
bambini e si diffondono libri per giovani chef che aspirano a
diventare famosi come Gianfranco Vissani o Gualtiero Marchesi.
La
cucina ha invaso anche il mondo dei videogames: basti pensare a
"Cooking Mama 2", una simulazione culinaria in cui i bambini sono
proiettati virtualmente sui fornelli e hanno a disposizione 80 ricette
internazionali e piu' di 300 ingredienti per imparare l'arte della
cucina, oltre a poter giocare a gare di cucina virtuali a colpi di
mestoli e cucchiai.
A conferma della tendenza, negli ultimi 2 anni sono aumentati i
corsi di cucina, adattati anche ad un pubblico piu' giovane.
Gia' da
qualche anno, infatti, come riporta il quotidiano canadese "The Globe
and Mail", nei ristoranti di Parigi, Londra, Amsterdam per esempio, si
tengono corsi per mini chef.
In Olanda esiste addirittura un
ristorante, il Kinderkokkafe, gestito da ragazzini e da 5 adulti
supervisori.
La tendenza si sta spostando anche in Italia, dove il
desiderio di destreggiarsi tra i fornelli e' in ascesa ed e' forse
legato alla voglia di imitare gli adulti.
Sempre dal sondaggio emerge infatti che oltre la
meta' degli intervistati (il 53%) vuole imparare a cucinare per
imitare i genitori, per lo piu' le madri, o per seguire gli amici
aspiranti chef (il 6%), mentre il 19% sembra convinto di volerlo fare
per intraprendere in futuro un mestiere che permetta loro di esprimere
al meglio la propria 'verve creativa'.
Percio', tra le attivita' extra
scolastiche per i bambini tra i 4 ed i 16 anni, adesso spopola il
corso di cucina.
Non si tratta solo di lezioni in gruppo, come afferma il
quotidiano americano "Boston Globe": esistono anche altre varianti
come lezioni private on-line o con chef a domicilio e vacanze
enogastronomiche che alle degustazioni di prodotti tipici affiancano
corsi di cucina per turisti.
Un esempio della 'Cooking Vacation' e' il
nuovo "Secret" di Positano, dove le famiglie affinano le proprie
abilita' culinarie e, in particolare, i bambini imparano a fare pizza,
pasta, mozzarella fresca, gelato e altri piatti italiani, come si
legge sul "New York Times".
Si impara a cucinare durante le feste di compleanno, dove gli
invitati fanno gare di cucina per preparare la torta al festeggiato o
ristoranti che mettono a disposizione la cucina per un cliente che si
improvvisa cuoco per i propri amici.
In America, come scrive il
quotidiano americano "South Florida Sun Sentinel", esiste una cucina
di livello nazionale, la "Young Chefs Academy" che, a 5 anni
dall'apertura, ha gia' 106 sedi in tutta l'America.
Tornando all'Italia, invece, tra gli intervistati
nel sondaggio il 33% dichiara di frequentare un corso di cucina, ma il
45% ne vorrebbe frequentare uno.
Non sorprende, quindi, il tutto
esaurito di corsi di cucina under 14, dove i bambini oltre a
socializzare e divertirsi, imparano a cucinare i loro piatti
preferiti.
Alla domanda "quale piatto preferisci cucinare?", il 35%
degli intervistati ha scelto la pasta nelle varie modalita': pomodoro
ragu' o pesto, mentre solo il 25% si cimenta con la pizza margherita.
Il primo posto e' detenuto dal Tiramisu' e tutti i dolci in
generale: il 48% degli intervistati si diverte di piu' a preparare i
dessert, dalle mousse al cioccolato alle ciambelle, dalle crostate di
frutta alla torta di mele.
Spiega questa ricerca la psicologa
Serenella Salomoni: "Oggi l'universo maschile e quello femminile si
intrecciano sempre di piu'. I bambini non distinguono piu' in maniera
decisa il ruolo dei genitori, che sempre piu' spesso sono separati e
questo li porta a dover provvedere da soli a cucinare".
"Il cibo, inoltre -conclude la psicologa- rappresenta una forma
di amore e spesso addirittura lo va a sostituire. Credo che il volersi
dedicare al cibo sia indice di profonde mancanze forse il bambino
inconsciamente, nel dedicarsi alla creazione di qualcosa, concentra la
propria attenzione su universi che si distaccano dal quotidiano e che
lo deludono certamente di meno".
(Adnkronos)
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