| CRISI DELLE CONFESSIONI: IL 60% SI E' ALLONTANATO DAI CONFESSIONALI |
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| 07/03/2008 | |
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7 Mar. - "‘Confessori più preparati e sensibili - scrive
REPUBBLICA - ma anche più formati che, però, non usino mai toni
apocalittici, che siano sempre pronti ad accompagnare al perdono i
peccatori, senza dimenticare di prendersi cura anche di alcune
categorie di penitenti ritenute "speciali" come i divorziati risposati,
le persone omosessuali, chi pratica riti diabolici o pratiche
sataniche’.
Sulla confessione si cambia. L´annuncio arriva dalla
Penitenzeria apostolica della Santa Sede che col suo vescovo reggente
Gianfranco Girotti lancia un vero e proprio ‘grido di allarme’ per la
‘grande crisi’ in cui versa il sacramento della penitenza,
quantificabile in circa il 60 per cento di fedeli che negli ultimi anni
si sarebbero allontanati dai confessionali.
Se ne sta discutendo in
Vaticano da lunedì scorso in un simposio a porte chiuse i cui lavori si
concluderanno domani mattina. ‘Dopo le vocazioni e il matrimonio, anche
il sacramento della penitenza deve confrontarsi con un periodo di crisi
che si acuisce sempre più e comincia addirittura a varcare le soglie
dei seminari, dei collegi e degli istituti ecclesiastici’, scrive
l´Osservatore Romano presentando il corso. I dati citati dal giornale
vaticano risalgono ad una ‘ricerca fatta dall´università Cattolica,
piuttosto datata, ma ugualmente significativa ancora oggi perché la
situazione attuale non è migliorata, anzi...’.
Secondo l´indagine, ‘per
il 30 per cento dei fedeli non è necessaria la presenza dei preti nei
confessionali; il 20 è in difficoltà a parlare di cose personali con un
estraneo; per il 10 il sacerdote impedirebbe persino il contatto
diretto con Dio’. Altri ancora ‘si lamentano del modo di confessare di
alcuni sacerdoti’. Da qui la necessità sollevata da monsignor Girotti
di ‘preparare’ con più attenzione i sacerdoti confessori. Particolare
cura, raccomanda il vescovo, va riservata a divorziati e conviventi
‘soprattutto se malati o in pericolo di vita’, ma cercando anche di
‘proporre soluzioni che trasformino la convivenza in rapporto di
amicizia e solidarietà’. Per gli omosessuali, va invece ‘distinta la
tendenza profondamente radicata da quella non radicata, legata a
condizioni esterne e transitorie (ubriachezza, accondiscendenza verso
un superiore, per soldi o per anni trascorsi in carcere...)’.
L´assoluzione si dà solo per le condizioni transitorie, ‘ma dopo tre
anni senza recidive’. Tra gli altri casi di penitenti ‘speciali’, la
Penitenzeria indica chi segue riti satanici: in questi casi ‘i
confessori devono essere preparati con corsi appropriati’, ma ‘in casi
di possessioni diaboliche’ è sempre consigliabile chiedere l´intervento
di un esorcista". (Il Velino)
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