| ZIMBABWE: ONU-IL BALLOTTAGGIO PRESIDENZIALE VA FERMATO. MUGABE ACCUSA GB E USA |
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| 24/06/2008 | |
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24 giu. - Il ballottaggio presidenziale in
Zimbabwe, previsto per venerdì, va fermato. Le violenze e le
intimidazioni nel Paese non rendono le consultazioni credibili.
E' questa la posizione del segretario generale dell'Onu Ban
Ki-moon, intervenuto prima che il Consiglio di Sicurezza
cominciasse a dibattere della situazione nel Paese.
Andare avanti con il ballottaggio del 27 giugno, secondo il
capo del Palazzo di Vetro, ''non farebbe altro che allargare le
divisioni nel Paese e produrrebbe risultati che non sarebbero
credibili''.
''Questa campagna di intimidazioni va contro il vero spirito
della democrazia'', ha detto Ban Ki-moon ai giornalisti
sottolineando che nel fine settimana ha parlato con diversi
leader africani con cui si e' trovato d'accordo nel chiedere che
le elezioni siano posticipate.
''La situazione nello Zimbabwe - ha proseguito il segretario
generale - è la piu' grave sfida all'Africa del Sud: la
sicurezza politica ed economica della regione è in gioco, così
come il principio stesso delle elezioni in Africa''.
Sul tavolo del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, riunitosi in
serata sullo Zimbabwe, c'e' una dichiarazione di ferma condanna
proposta dai Paesi occidentali, in primis Francia, Gran Bretagna
e Stati Uniti.
Il documento, che non e' vincolante ma ha comunque bisogno
dell'unanimita' per essere approvato, e' osteggiato dal
Sudafrica e altri membri del Consiglio, come la Russia, la Cina,
il Vietnam, la Libia e l'Indonesia, che hanno chiesto alcune
modifiche.
Secondo il loro punto di vista, la crisi dello
Zimbabwe è un affare interno al Paese, o al massimo un problema
regionale.
La dichiarazione proposta dagli occidentali usa toni forti:
''fino a quando non ci sara' un secondo turno chiaramente libero
e onesto - si legge - l'unica base legittima per il governo
dello Zimbabwe e' il primo turno di elezioni del 29 marzo'',
vinto dal leader dell'opposizione Morgan Tsvangirai.
La bozza, inoltre, chiede ''alle autorita' dello Zimbabwe di
permettere agli inviati dell'Unione africana e dell'Onu di
trovare una soluzione pacifica che permetta la formazione di un
governo legittimo, che rifletta la volonta' del popolo''.
Le discussioni dei Quindici, a porte chiuse, sono state
aperte dall'intervento di Lynn Pascoe, sottosegretario agli
affari politici dell'Onu, che in questi giorni e' stato in
stretto contatto con l'inviato delle Nazioni Unite in Zimbabwe,
Haile Menkerios. .
Il presidente dello Zimbabwe,
Robert Mugabe, ha accusato la Gran Bretagna, gli Stati Uniti e i
loro alleati di mentire sulla situazione del suo paese per
giustificare un intervento nello Zimbabwe. Lo hanno riferito
stanotte i media ufficiali del paese.
''La Gran Bretagna e i suoi
alleati raccontano una serie di menzogne sullo Zimbabwe, dicendo
che molte persono stavano morendo. Tutte queste menzogne vengono
dette perche' vogliono creare una situazione tale che
giustifichi il loro intervento nello Zimbabwe'', ha dichiarato
Mugabe secondo quanto riportato dal quotidiano ufficiale Herald.
Mugabe ha fatto queste dichiarazioni ieri, lunedi', davanti a
circa 15.000 persone radunate a Chipinge, nel sud-est del paese. (Ansa)
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