Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 06.09.2008 ore 02:00
CUBA: Per il 79% Castro non può risolvere i problemi del paese Stampa E-mail
04/12/2007

5 Dic. - Più di 8 milioni di cubani andranno al voto, il prossimo 20 gennaio, a Cuba, per rinnovare l'Assemblea Nazionale del Potere Popolare e per eleggere il futuro presidente cubano. Le elezioni per il rinnovo dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare si terranno il prossimo gennaio.

Gli elettori sceglieranno i futuri rappresentanti da una lista unica di candidati scelti dalla Commissione Nazionale di Candidature tra gli esponenti del Partito Comunista o suoi simpatizzanti. L'Assemblea avrà il compito di eleggere il futuro presidente cubano.

fidel_castr_280x200.jpgDal 1976 questo ruolo è sempre stato ricoperto da Fidel Castro, tuttora convalescente dopo il delicato intervento chirurgico a cui è stato sottoposto 18 mesi fa. Anche se Fidel si è candidato per l'Assemblea generale, la prossima leadership potrebbe essere affidata all'attuale presidente ad interim Raúl Castro. Segnali di un desiderio di cambiamento arrivano dal recente sondaggio dell' International Republican Institute che ha rilevato che i 3/4 degli intervistati sentono la necessità di un'apertura del paese soprattutto dal punto di vista economico.

Il presidente ad interim Raúl Castro ha annunciato a fine novembre che le elezioni generali per il rinnovo dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare, l'organo legislativo cubano, si svolgeranno il 20 gennaio 2008. Dai membri del nuovo Parlamento emergeranno poi il Consiglio di Stato e quello dei Ministri, entrambi fino ad oggi presieduti da Fidel Castro. Più di 8 milioni di cittadini cubani, maggiori di 16 anni e non inabilitati dal punto di vista giudiziario, hanno diritto al voto.

L'affluenza 5 anni fa è arrivata al 97% nonostante gli appelli dell'opposizione al boicottaggio. In occasione della sua prima seduta, nel marzo 2008, l'Assemblea Nazionale dovrà approvare formalmente la nomina dei 31 membri del Consiglio di Stato, massimo organo esecutivo del regime castrista, sostanzialmente equivalente a un governo, il cui presidente ricopre la carica di capo del governo.Questa è la prima volta dal 1976 in cui non si sa chi verrà eletto presidente, poiché Fidel Castro rimane ancore fuori dall'attività politica. Sembra che a questo proposito l'opinione pubblica sia divisa tra chi crede che è il momento giusto per legalizzare la carica effettiva del Generale Raúl Castro e chi invece pensa che Fidel debba essere rieletto anche se solo formalmente. Il Parlamento unicamerale è composto da più di 600 deputati eletti in forma diretta tra una lista unica di candidati elaborata da organizzazioni affini al Partito Comunista.

Nel testo del decreto di convocazione della consultazione parlamentare si indicono per la stessa data anche le elezioni per le assemblee delle quattordici province dell'isola.In questi giorni le autorità cubane stanno mettondo a punto i comizi generali che definiranno i membri delle 14 Assemblee Provinciali del Potere Popolare ed i deputati al Parlamento. I membri della Commissione Elettorale Nazionale, CEN, provinciale e del municipio speciale dell'Isla de la Juventud si sono riuniti la settimana scorsa a L'Avana, per valutare i risultati delle elezioni, nelle quali sono stati selezionati i delegati municipali.

Un recente sondaggio condotto in 14 delle 15 provincie cubane dall' International Republican Institute, IRI, ha rilevato che tre quarti degli intervistati vorrebbe votare un successore del malato Presidente Fidel Castro. Inoltre dei 600 cubani intervistati il 79% pensa che il governo di Castro non può risolvere i problemi che affliggono il paese. Il 41% crede che la situazione nel paese stia peggiorando mentre solo il 25% crede che stia sperimentando miglioramenti. Il 77% vorrebbe un nuovo sistema elettorale e l'83% crede che un'apertura verso un'economia di mercato potrebbe migliorare il loro stile di vita.

Mentre alcuni commentatori hanno detto che il sondaggio rispecchia le ricerche sulle attitudini dei cubani, gli esperti in sondaggi hanno detto che il metodo usato non è stato ortodosso, poiché è stato condotto senza dire agli intervistati che le loro risposte sarebbero state registrate, coinvolgendoli semplicemente in una conversazione.Shawn Sullivan, il direttore del programma per l'America Latina e per i Caraibi dell'IRI, ha affermato che questo metodo ha dato la possibilità agli intervistati di parlare liberamente. Anche se non è un metodo convenzionale Sullivan ha spiegato che è il modo migliore per acquisire opinioni in un regime non democratico, poiché c'è sempre la preoccupazione che chi fa delle domande lavori per il governo.Eric Nielsen, il direttore delle strategie mediatiche della Gallup ha spiegato però che questo metodo comporta dei rischi, in particolare chi fa il sondaggio può inavvertitamente viziare i risultati durante la conversazione. Anche il target degli intervistati si limita in questo caso alle persone che si incontrano per strada. Jaime Suchlicki, il direttore dell'Istituto per gli Studi Cubani presso l'Università di Miami, ha affermato che la reticenza è evidente poiché in un sondaggio ufficiale della Gallup dello scorso anno dove gli intervistatori si dichiaravano tali, solo il 39% degli intervistati dichiarava di disapprovare la leadership cubana. Nel sondaggio informale di quest'anno la percentuale è diventata 79%.

Mentre la Cuban Interests Section a Washington, che rappresenta il governo cubano, si è rifiutata di commentare il sondaggio, secondo James Robert, un ricercatore presso l'Heritage Foundation che lavora anche presso Dipartimento di Stato per l'area dell'America Latina, questo sondaggio esprime ciò che è la vera Cuba, e che dà l'idea di ciò che le persone a Cuba non dicono, ma sentono.

Gli occhi sono tutti puntati su Fidel Castro che è stato scelto come candidato dall'assemblea municipale di Santiago, la sua circoscrizione dalla proclamazione della vittoria della Revolución nel 1959. Fidel sarà dunque uno dei 610 candidati alle elezioni del prossimo 20 gennaio, ma non è detto che, qualora l'Assemblea nazionale dovesse sceglierlo come membro del Consiglio di Stato, il leader maximo rimanga capo di Stato e di governo. L'anziano presidente cubano è stato infatti costretto a cedere il potere al fratello minore Raúl alla fine del luglio 2006, quando si è sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Da allora Castro non è più apparso in pubblico: si è solo mostrato in video e fotografie, e ha scritto alcuni editoriali. Il presidente ad interim Raúl si è candidato alle elezioni nella circoscrizione di Segundo Frente.

Formalmente non è esclusa neanche l'opzione "nuove generazioni", alle quali Fidel fa riferimento, insieme però al concetto di continuità e con le quali intende politici come il vicepresidente Carlos Lage, ugualmente candidato a un seggio. È lo stesso Lage però ad aver allontanato l'ipotesi dicendo che il ritorno in scena di Fidel risponde al grande affetto del popolo cubano nei suoi confronti e dimostra la ripresa fisica del leader.

Il sondaggio sopraccitato mostra che una grande maggioranza degli intervistati non crede che l'attuale governo possa risolvere i problemi del paese: mentre il 32% ha risposto che vorrebbe un sistema democratico, solo il 3% ha indicato uno socialista come possibilità, mentre il 43% non ha risposto.

Vicki Huddleston, ex capo dell'American Interests Section all'Havana, ha indicato che le risposte inconcludenti potrebbero indicare che i Cubani non vogliono abbandonare una certa stabilità in favore della democrazia, preservando alcuni aspetti dell'attuale regime come la gratuità dell'educazione e dell'assistenza medica. Ma Roberts, dell' Heritage Foundation, spiega che dovrebbero essere meno preoccupati di perdere i vantaggi che hanno oggi se scoprissero che potrebbero avere un'educazione ed un'assistenza sanitaria migliore.

Nonostante la partecipazione al voto non sia obbligatoria, non farlo è considerato un gesto di opposizione poiché la maggior parte delle organizzazioni dissidenti, come il gruppo Todos Unidos, consigliano l'astensionismo.Il gruppo Todos Unidos appoggia tutte le iniziative di associazionismo civile che esortano la protesta pacifica contro queste elezioni attraverso l'annullamento delle schede o l'astensione. Si sostiene che la legge elettorale non garantisce il diritto elementare dei cittadini di eleggere liberamente persone che presentino dei programmi e proposte differenti dal Partito Unico. Per l'opposizione arrivare in Parlamento è veramente difficile poiché per poter essere candidati bisogna ottenere l'approvazione della Commissione per le Candidature, composta interamente da simpatizzanti del governo.Di fatto il Parlamento è composto completamente da membri del partito comunista o cittadini politicamente affini e durante le deliberazioni non si hanno quasi mai voti contrari e ci sono poche astensioni. La risposta della dissidenza è sempre quella di convocare l'astensione, o rendere il voto nullo, ma mai hanno ottenuto, tra le tre opzioni, più di un 10%del totale dello scrutinio.

Di recente, l'oppositore cubano Osvaldo Payá, presidente del Movimiento Cristiano Liberación, ha annunciato in una conferenza stampa la fondazione in tutto il paese dei Comitati Cittadini di Riconciliazione e Dialogo. Questi saranno forum in cui i Cubani potranno dibattere sui cambiamenti che si possono realizzare nell'isola ed informarsi sui mezzi per promuovere la trasformazione dell'apparato legale. Tra le proposte di questi comitati c'è la liberazione di tutti i prigionieri politici, il cambio di legge per garantire i diritti fondamentali e la realizzazione di elezioni libere per l'Assemblea Costituente. Secondo Payá, i comitati già sono frequentati da centinaia di cittadini in tutte le provincie del paese e sono aperti non solo agli oppositori, ma a tutti coloro che puntano al dialogo.

La convocazione delle elezioni va ben oltre il suo valore amministrativo. Se l'ipotesi più verosimile è la conferma di Fidel come membro del Consiglio di Stato, è anche probabile che l'Assemblea vaglierà l'ipotesi di affidare la carica di capo di Stato e di governo all'attuale presidente ad interim Raúl.

Se il sondaggio sulle aspirazioni e le attitudini dei Cubani ha rivelato un desiderio sommerso di eleggere un successore di Fidel Castro, il maggiore problema per la popolazione sembra risiedere nel sistema economico e nella ricerca di soluzioni alternative in grado di garantire la stabilità interna ma al tempo stesso uno sviluppo economico sostenuto e continuato. (Equilibri)

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