Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 25.07.2008 ore 13:34
DEMOS: BERLUSCONI E VELTRONI PARI AL 37,9% PER LA SFIDA ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO Stampa E-mail
28/03/2008
28 Mar. - Il sondaggio pubblicato da Repubblica, realizzato da Demos e commentato da Ilvo Diamanti, conferma il vantaggio della coalizione guidata da Berlusconi. Il Pdl e alleati hanno un margine di 6-7 punti, che non sembra però mettere al riparo da sorprese.

berlusconi_veltroni_280x200.jpg E' come se la corsa elettorale procedesse in surplace, in attesa dell'ultima curva prima del traguardo. Il sondaggio condotto da Demos per la Repubblica, prima dell'oscuramento imposto dalla par condicio, ripropone, infatti, le stesse indicazioni emerse sin dall'inizio della campagna elettorale.

Senza grandi scostamenti. Pochi decimali differenziano una rilevazione dall'altra. Inutile, anzi, dannoso cercare di inseguirli. Si rischierebbe di dare senso politico a variazioni che possono dipendere da errore statistico. La verità è che il clima evoca la vigilia dello scontro finale.

Fino ad oggi, rinviato. I leader dei due partiti nuovi - e maggiori - si sono fronteggiati, evitando di scontrarsi. Così, abbiamo assistito a polemiche indirette. Non sui contenuti o sui programmi. Ma su persone tradotte in simboli. Da un lato, Calearo. Imprenditore. Sicuramente non di sinistra. E anzi piuttosto di destra. Candidato dal Pd. Agitato polemicamente dal PdL, ma anche da Sinistra l'Arcobaleno, per creare difficoltà a Veltroni, nel rapporto con i lavoratori. Dall'altro, Ciarrapico e la Mussolini, candidati del Pdl. Gli avversari ne hanno polemicamente dal PdL, ma anche da Sinistra l'Arcobaleno, per creare difficoltà a Veltroni, nel rapporto con i lavoratori. Dall'altro, Ciarrapico e la Mussolini, candidati del PdL. Gli avversari ne hanno fatto un bersaglio critico, per spaventare gli elettori moderati (ammesso che il riferimento al fascismo li spaventi).

Solo nell'ultima settimana il dibattito è stato scosso da questioni più concrete. Piegate anch'esse a scopi elettorali. "O si fa l'(Al) Italia o si muore", ha esclamato Berlusconi. Solleticando l'orgoglio nazionale (che, peraltro, si impenna solo durante i mondiali di calcio). E, al tempo stesso, il popolo nordista, che guarda Malpensa. D'altro canto, Veltroni ha galvanizzato i pensionati, che rappresentano una base elettorale solida per il Pd.

Intorno, le altre forze politiche hanno sgomitato, alla ricerca di visibilità. Perché questo sondaggio conferma che si va verso un bipartitismo robusto. Quasi tre elettori su quattro concentrano le loro intenzioni di voto su Pd e PdL. Considerando i partiti apparentati, si sfiora l'85%.

Quanto all'esito finale, restano 6 punti e mezzo di vantaggio, a favore del Pdl e dei suoi alleati. Un distacco "non" incolmabile. Fosse convinto davvero di avere già vinto, Berlusconi non reagirebbe in modo stizzito ogni qualvolta Veltroni annuncia che la rimonta prosegue. Né suggerirebbe agli elettori dell'Unione di centro di votare in modo disgiunto, scegliendo il Pdl al Senato. Il cui esito, in termini di seggi, può essere previsto solo da un oracolo. Fosse convinto davvero di avere già vinto, Berlusconi non reagirebbe in modo stizzito ogni qualvolta Veltroni annuncia che la rimonta prosegue. Né suggerirebbe agli elettori dell'Unione di Centro di votare in modo disgiunto, scegliendo il PdL al Senato. Il cui esito, in termini di seggi, può essere previsto solo da un oracolo.

Il fatto è che, dal 1994 ad oggi, ogni previsione "certa" è stata smentita. Tutte le elezioni si sono risolte in pochi punti di distacco (1996 e 2001). Talora, in frazioni di decimale (2006). Anche quando i sondaggi certificavano un distacco più largo di oggi (nel 2001, ad esempio). Le rimonte, le svolte, si sono verificate nelle ultime settimane. Quando gli elettori indecisi hanno deciso. I potenziali astensionisti si sono rassegnati a votare. Turandosi il naso (e anche il resto). Naturalmente, le differenze del passato sono profonde. Alle spalle abbiamo quattordici anni di campagne elettorali condotte in un clima e con un linguaggio da guerra civile ("a bassa intensità", per evocare una nota metafora). Su fronti contrapposti. Sottinteso che, chiunque avesse vinto le elezioni, gli altri se ne sarebbero andati a vivere altrove. Fin qui, per ora, ha regnato una calma piatta. Nel sondaggio di Demos, cambia poco. Veltroni si conferma il leader che gode di maggiore fiducia. I consensi, per la premiership, si dividono esattamente a metà, fra lui e Berlusconi. Il Pdl resta avanti, rispetto al Pd, più o meno come prima. Si corre lungo il crinale fra attesa e delusione. Rischioso "solo" per il Pd. La disaffezione, infatti, affligge soprattutto i suoi elettori. Potrebbero essere tentati dal non voto, senza una sferzata. Per questo, molti osservatori - ed elettori - si attendono che qualcosa di nuovo avvenga, nelle prossime settimane. Che la campagna elettorale diventi politicamente più scorretta. Che esplodano polemiche vere su questioni vere. Com'è avvenuto in Spagna, fra Zapatero e Rajoy. Oppure nelle primarie democratiche Usa, fra la Clinton e Obama. Sistemi aperti a democrazia competitiva, dove partiti e candidati di sponda alternativa si riconoscono reciprocamente. Ma, in campagna elettorale, si misurano in modo aspro. Senza risparmiarsi colpi bassi. (Zapatero e Rajoy, nell'ultimo faccia a faccia, si sono accusati reciprocamente ed esplicitamente di sfruttare il terrorismo a fini elettorali). Altrimenti, non si capisce su che base possano decidere gli elettori, in tempi di depressione psicologica e disincanto ideologico.

Per questo, immaginiamo che Veltroni, nel prossimo periodo, alzerà il tono del confronto. Costringerà Berlusconi a un faccia a faccia tivù. Senza rete. Si farà sentire e vedere dovunque. Non solo sul territorio. Come il Cavaliere, due anni fa. Intervenne perfino a "Uomini e camion", in radio. Non si tratta di riedificare il muro di Arcore, rilanciando l'antiberlusconismo. Berlusconi non è il nemico. E' l'avversario più forte. Come tale, va sfidato, incalzato. Ogni giorno. Se si pretende di vincere. Questo, peraltro, sembra il modo più efficace di promuovere il voto "utile". Convincere gli elettori a votare per un partito e un candidato perché hanno idee, proposte, relazioni, capacità. Migliori degli altri. E le sanno comunicare. Imporre, se necessario.

Perché, in politica, non il voto, ma il "vuoto" è inutile. (Ilvo Diamanti)

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Commenti (17) >>
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scritto da osvi, marzo 29, 2008

x gianfranco bissi: vedo che purtroppo fascisti si nasce e si resta , nella testa e nel linguaggio. Avete sempre e comunque bisogno di un duce e lo avete trovato in Berlusconi complimenti

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scritto da gianfranco bissi, marzo 29, 2008

Se pensate che gli elettori di La Destra siano scemi,.....ognuno è libero di pensarla come crede. Una buona percentuale di elettori di destra, che non hanno gradito la conversione di AN verso il PPE, già molti di essi (me compreso)al Senato voteranno Lega o Mpa, e alcuni anche alla Camera. Un domani La destra di Storace (malgrado il voltagabbana Fini)rientrerà nella ex Cdl, cioè il PDL.(A noi Berlusconi presidente va ULTRABENE)W la Destra W Pdl.

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scritto da gianfranco bissi, marzo 29, 2008

Per Osvi. se non c'era questa legge elttorale , le ultime elezioni (con la legge elettorale uninominale)le avrebbe vinte la cdl. E poi scusa al senato la ex Cdl, ha ottenuto 280.000 voti in più.Se poi la diciamo tutta, è stato il tuo amico Ciampi a farla cambiare, volendo il premio regionale e non nazionale al Senato. Per andare a scuola non è mai troppo tardi. Se non credi,chiedi ai tuoi amici cattocomunisti.

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scritto da osvi, marzo 29, 2008

x mario: ti ricordo che questa legge elettorale che di fatto garantisce l'ingovernabilità al senato è stata voluta pensata e congeniata proprio per questo
dal centrodestra.- appellarsi alla responsabilita adesso che potrebbe ritorcersi contro chi l'ha ideata e non ha voluto in nessun caso modificarla pensando di avere la vittoria facile facile, non solo è puerile, ma dimostra una faziosità che rasenta la malafede. chi è causa del suo mal.....pianga se stesso

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scritto da mario s 69, marzo 28, 2008

osvi, fammi il piacere, menti sapendo di mentire, sai benissimo che l'applicazione della legge bossi-fini è demandata se non erro alle prefetture o ai magistrati, sai benissimo che la legge funziona se applicata da chi avrebbe dovuto...ma guardacaso chi avrebbe dovuto è di maggioranza sostenitore della sinistra....se avessero fatto bene il loro mestiere, oggi non avremmo il problema del sovraffollamento di immigrati, di clandestini e di irregolari.
giulio ha perfettamente ragione.

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scritto da osvi, marzo 28, 2008

per giulio: Ti ricordo che in Italia è tuttora vigente la legge Bossi-Fini.
Per quello di cui tu ti lamenti dovresti ringraziare loro e non lasciarsi influenzare dalle macroscopiche bugie che dicono

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scritto da osvi, marzo 28, 2008

Tutta questa certzza sulla vittoria della Pdl al senato non è confortato da nessun dato statistico. basterebbe conoscere BENE la legge elettorale che ricordo è stata scritta e congeniata perchè il centrsinistra dato per sicuro vincente alle scorse elezioni non potesse governare come poi dimostratosi e questa volta si ritocerà contro il PdL. Siccome in nessuna regione la PdL supera il 55% dei voti non otterrà nessun superpremio e facendo l'esempio della Lombardia qualora nessun'altra lista superi l'8% iseggi saranno cosi suddivisi: 26PdL 21PD, perchè i voti presi da UdC o SA che non superano l'8% vanno alla lista perdente in questo caso il PD. Trasferendo questo esempio su tutte le regioni e concedendo la vittoria alla Pdl a tre delle cinque regioni in bilico avremmo 158Pdl 157 le opposizioni (PD UdC SA) piùi senatori a vita. Ne vedremo delle belle

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scritto da mario s 69, marzo 28, 2008

x davide
scusami se sono stato offensivo

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scritto da mario s 69, marzo 28, 2008

x davide
dico questo per il semplice fatto che è scontata la vittoria alla camera del pdl, quindi, se al contrario al senato il pdl non avesse sufficienti senatori perchè in virtù della tua teoria si verificasse ciò che hai auspicato, vorrebbe dire che l'ingovernabilità è assicurata perchè non si potrebbe formare un governo sostenuto da maggioranze diverse alla camera e al senato, sai benissimo che in questo momento c'è bisogno di un governo che governi l'italia e faccia le riforme indispensabili per uscire dal tunnel in cui l'italia è finita e per responsabilità di tutti, so benissimo che da queste elezioni potrebbe uscire una maggioranza che ad alcuni potrebbe non piacere, ma è impensabile sperare che chi vinca alla camera non ottenga anche una maggioranza al senato, allora significherebbe che gli italiani si meritano un'italia dentro il tunnel vita natural durante.

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scritto da mario s 69, marzo 28, 2008

x davide
e con questa tua teoria, a cosa vorresti che si arrivasse? all'ingovernabilità? e poi chi sarebbero gli irresponsabili? pensi che così facendo si potranno fare gli interessi degli italiani? oppure tu speri ad una cosa del genere per agevolare gli interessi dei partiti? che razza di italiano sei? che razza di persona responsabile ragionerebbe come stai ragionando tu? io capisco che speri che vinca veltroni, ma da quì a consigliare addirittura al pd e sa di fare accordi affossa/italia, è quanto di più macabro che si possa sentire. ma non ti vergogni neanche un pò di dare questi suggerimenti? ma non ti senti la coscienza (ammesso che tu ne abbia una) putrida? voi cercate solo di arrivare al potere e se non ci riuscite cercate di ostacolarlo a chi è migliore di voi.....mi fate veramente schifo, ribrezzo, vergognatevi, vendereste cara la pelle vostra e di chi più avete caro pur di arrivare ai vostri macabri obiettivi. non siete degni nemmeno di uno sputo.

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scritto da Giulio, marzo 28, 2008

Ribadisco che il Centrodestra vincerà sicuramente anche al Senato e non escludo che la spunti anche in Liguria e Basilicata, nel Lazio vedremo. Il resto sono illazioni...Ricordatevi che con Veltroni proseguirà l'invasione di immigrati clandestini che ci ha resi isolati in Europa dove i controlli, già rigidi, si sono fortificati.

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scritto da Giulio, marzo 28, 2008

L'articolo mi è piaciuto, quello che invece non ho gradito è la posizione sottintesa da Diamanti che lui supporta Veltroni. Un sondaggista deve riportare i dati per tutti gli italiani senza prendere posizione; già sappiamo che La Repubblica è di sinistra che almeno i sondaggisti che vi scrivono si astengano da, sia pure velate, partigianerie.

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scritto da Fabio Messina, marzo 28, 2008

Che cavolata di sondaggio... Basta vedere chi lo ha commissionato...

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scritto da Maxim, marzo 28, 2008

Vorrei porre una domanda a CRESPI.
La domanda è la seguente: come si spiega il risultato al Senato delle politiche 2006?
Spiego. Quello che non mi torna non è tanto il fatto che gli exit poll della Nexus abbiano sbagliato previsione, assegnando un 5% a Prodi anzichè il 0,9% a Berlusconi (dato finale). Quello che non mi spiego è come abbia fatto la Nexus a toppare clamorosamente la proiezione finale. Che dava le due coalizioni perfettamente alla pari. Invece ha vinto Berlusconi, di quasi un punto percentuale.

Ora chiedo a CRESPI: Qual è la probabilità che si esca fuori dalla forchetta di un exit-poll? E qual è il margine d'errore di una proiezione con 100% di copertura del campione?

Grazie

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scritto da Pancrazio, marzo 28, 2008

Ma sulla Lombardia, sei sicuro? Se il centro-destra non supera il 55% dei voti (impossibile), perché dovrebbe ottenere 29 seggi anziché 26? C'è un cavillo della legge che non conosco? A me risulta che, se la Sinistra Arcobaleno dovesse superare l'8%, toglierebbe seggi solo alla coalizione perdente (cioè PD-IdV) e non anche a PdL-Lega. Qualcuno fa un po' di chiarezza?

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scritto da Davide, marzo 28, 2008

Fattore L al Senato.
Secondo le proiezioni dei seggi al Senato il PDL potrebbe arrivare teoricamente a 167, ovviamente se tutto gli dovesse andare bene. Esiste però il fattore L.
L come Lomardia, LIguria e Lazio.
In Lombardia attualemte PDL 29 - PD 18. Se il PD spostasse un po di voti per garandire alla SA di superarel'8% finirebbe PDL 26 - PD 17 - SA 3.
In Liguria la situazione è in bilico. Se SA spostasse un po di voti verso PD garantirebbe la vittoria al PD anche a scapito di superare l'8%, quindi PD 5 - PDL 3.
Nel Lazio lo stesso ragionamento della Liguria con l'aggravante che la Destra o l'UDC potrebbero superare l'8%. Quindi PD 15 - PDL 12 (o 9-10 se UDC o Destra>8%)
Il fattore L correlato da un accordo tecnico tra PD e SA potrebbe far perder quindi 3 seggi in LOmbardia, 2 in Liguria e da 3 a 6 nel Lazio.
In totale potrebbe costare da 8 a 11 Seggi e portare il PDL da 159 a 156 seggi.

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