| Draghi: Il 31,6% dei giovani sotto i 30 anni non prevede di lasciare la casa dei genitori |
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| 27/10/2007 | |
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Sono tanti i giovani sotto 30 anni che vivono con i
genitori e non prevedono di lasciarla; probabilmente a causa della percezione di un minor reddito permanente e la maggiore
volatilità di quello corrente
"Occorre che il reddito torni a crescere in modo stabile, la produttività è la variabile chiave" questo è il monito che il governatore di Bankitalia, Mario Draghi, la lanciato durante una lezione alla facoltà di economia dell'Università degli studi di Torino nel corso della quale ha analizzato l'attuale scenario italiano ed ha definito alcune possibili risposte di politica economica.
Un fatto rilevante è che i giovani guadagnino meno delle passate generazioni: "I diplomati o laureati entrati nel mercato del lavoro negli anni più recenti percepiscono, in termini reali, una retribuzione prossima a quella che ricevevano coloro che entravano nel mercato del lavoro all'inizio degli anni Ottanta e inferiore a quella di coloro che entravano nei primi anni Novanta". Questo si spiega considerando il fatto che "la produttività delle nuove generazioni è meno adeguata al paradigma tecnologico corrente di quanto non lo fosse la produttività delle generazioni entrate nel mercato del lavoro nei decenni passati al vecchio paradigma". I giovani italiani guadagno meno di tutti i loro colleghi europei. Secondo dati dell'Eurostat relativi alle imprese dell'industria e dei servizi privati nel 2001-02 la retribuzione media oraria era, a parità di potere d'acquisto, di 11 euro in Italia, tra il 30 e il 40% inferiore ai valori di Francia, Germania e Regno Unito e le retribuzioni mensili nette italiane risultano in media inferiori di circa il 10 % a quelle tedesche, del 20 a quelle britanniche e del 25 a quelle francesi. Draghi ha inoltre affrontato il problema di quelli che Padoa Schioppa ha definito "bamboccioni" (cioè i trentenni che vivono con i genitori), spiegando che questa bassa propensione a lasciare la famiglia si motiva con "la percezione di un minor reddito permanente e la maggiore volatilità di quello corrente". "Nel confronto europeo - ha rilevato Draghi - l'Italia è il paese con la quota più alta di giovani che convivono con i genitori e con la quota più bassa di nuclei familiari con capofamiglia al di sotto dei 30 anni. Negli ultimi dieci anni la quota di giovani tra i 25 e i 35 anni che vive ancora nella famiglia d'origine è cresciuta di circa cinque punti percentuali, al 45%; la quota è più elevata per i maschi che per le femmine. I tassi di fecondità sono tra i più bassi in Europa".
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