| ENTRO 2010 IL 70% ITALIANI AVRA' DIGITALE TERRESTRE |
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| 11/09/2008 | |
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12 set. - Tra un anno e mezzo il 70 per cento della
popolazione italiana avrà la televisione in digitale terrestre. E’ la
promessa di Paolo Romani, sottosegretario con delega alle
Comunicazioni, durante la conferenza stampa di presentazione del
calendario di digitalizzazione in Italia.
“Abbiamo diviso il territorio in 16 aree tecniche da qui al 2012 in 8 diversi archi semestrali tutte le regioni transiteranno al digitale terrestre – dichiara Romani - Si comincia con la Sardegna il prossimo 31 ottobre, che diventerà la prima regione all digital italiana, per continuare con la Valle D’Aosta nel primo semestre del 2009″.
Lo Stato, aggiunge Romani, finanzierà, come punto di partenza, circa il 10 per cento del capitale necessario alla realizzazione di una rete di nuova generazione (Ngn) per completare i collegamenti in fibra ottica, il cui costo secondo le stime più attendibili si aggira sui 10 miliardi di euro. E’ stato calcolato che, a regime, il completamento della Ngn comporterà un valore annuale di incremento del pil pari a 1,5-2 punti percentuali.
Lo “switch off”, ovvero il passaggio dall’analogico al digitale terrestre, ha già avuto un primo momento significativo a marzo con lo spegnimento del segnale per oltre l’80 per cento delle famiglie sarde. Dopo Sardegna e Valle d’Aosta, sarà il Piemonte a proseguire sulla strada della tv digitale terrestre. Ci sarà prima lo spegnimento del segnale analogico di Rai Due e Retequattro nelle province di Torino e Cuneo entro il 17 marzo 2009, in tutto il Piemonte entro il 17 marzo 2011; in seguito, Rai Due e Retequattro passeranno sul digitale terrestre entro il 17 novembre 2010, a condizione che il 65 per cento delle famiglie disponga del necessario decoder.
Entro il 2009 il digitale diventerà realtà in pianura padana, nelle province di Alessandria, Vercelli e Novara, in Trentino Alto Adige, nella provincia di Bolzano, e a Roma e provincia. Nel 2010 il segnale digitale raggiungerà Piemonte orientale, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto Friuli e Liguria; nel 2011 Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata e Puglia; nel rush finale del 2012 impegnate Toscana, Umbria, Sicilia e Calabria.
“Sono previsti incentivi da parte del ministero - aggiunge il sottosegretario - per l’acquisto del decoder dedicati alle famiglie che hanno un reddito annuo inferiore ai 15 mila euro e sono in regola con il pagamento del canone”. In tutto lo stanziamento per il passaggio alla tv digitale, sarà di 100 milioni annui dedicati anche alla campagna di comunicazione, in gran parte attraverso le tv locali, per la sensibilizzazione della popolazione.
I dati sul digitale terrestre sono confortanti. In Italia, in quasi un anno, la piattaforma ha raddoppiato lo share, dal 2,2 al 4,4 per cento, ed è salito a 5,6 milioni il numero di famiglie in possesso di un decoder. A marzo, sono stati venduti circa 264 mila ricevitori. In Sardegna il processo ha prodotto una quota di ascolto del 39,9 per cento, incrementando dell’82,2 per cento il dato 2007.
Secondo uno studio dell’European media consulting association (Emca), la velocità di digitalizzazione è piuttosto differente nei mercati principali. L’86 per cento del totale della abitazioni britanniche guarda già la tv digitale mentre in Francia, Italia, Spagna e Germania tra il 40 e il 47 per cento del totale delle abitazioni televisive usa ricevitori digitali. La televisione terrestre gioca ancora un ruolo dominante in Spagna e Italia dove oltre il 75 per cento delle televisioni riceve le trasmissioni in modalità terrestre. Con una quota di mercato minore del 10 per cento, questa piattaforma è invece molto meno importante in Germania dove cavo e satellite hanno quasi rimpiazzato la tv.
Il satellite resta, però, tra tutte le infrastrutture televisive tradizionali, quella con il più alto livello di digitalizzazione. La trasmissione via satellite è digitale in Italia e nel Regno Unito, è largamente diffusa in Francia (80 per cento nel 2007) e Spagna (90 per cento nel 2007), mentre la Germania, con il 56 per cento, è piuttosto indietro. Per questo motivo, la Sardegna ospiterà Skylogic Mediterraneo, una nuova piattaforma per telecomunicazioni satellitari a banda larga realizzata da una società del gruppo Eutelsat, leader mondiale nel settore satellitare. La struttura, che sorgerà a Macchiareddu, zona industriale di Cagliari, in un’area di oltre 34 mila mq e che Panorama.it è andata a visionare in anteprima, offrirà nuove opportunità per il mercato delle telecomunicazioni e della televisione in tutto il bacino del Mediterraneo. Sarà in grado di fornire servizi di video broadcasting, gestione di piattaforme televisive e servizi di playout, cioè mixaggio di palinsesti televisivi e criptaggio del segnale. Il teleporto sarà anche dotato di grandi antenne per fornire collegamenti con l’Africa attraverso i nuovi satelliti della flotta Eutelsat in banda C e aprire alle telecomunicazioni marittime su navi anche lontane dalla terra ferma. Il costo dell’operazione si aggira intorno ai 350 milioni di euro, soldi reperiti tutti con investimenti privati, come tengono a precisare da Eutelsat
. “Dopo l’esperienza del teleporto di Torino, che ci ha permesso, tra l’altro, di gestire il broadcasting delle Olimpiadi invernali del 2006, arriviamo a Cagliari con l’obiettivo di offrire nuovi servizi in banda larga e molteplici nuovi canali tv – sottolinea a Panorama.it Arduino Patacchini, amministratore delegato di Skylogic – In Italia la copertura di banda larga di prima generazione è pari al 94 per cento, per intenderci quella offerta da un tradizionale adsl, mentre in alcune parti del mondo si parla già di quarta generazione, con una velocità di trasmissione di quasi dieci volte maggiore. Skylogic Mediterraneo vuole contribuire a ridurre drasticamente il digital divide in Sardegna, soprattutto nelle zone di difficile copertura, e in futuro stiamo pensando di offrire servizi internet sui treni di questa regione”.
(panorama.it)
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