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Ultimo aggiornamento: 03.12.2008 ore 07:41
Eures: Sorpresa! Evade le tasse più un Muratore 73,2% che un Architetto 48,8%. Stampa E-mail
26/10/2007
L'evasione per categoria, ecco la classifica secondo l'Eures: insegnanti privati, architetti, negozianti di piastrelle e materiali edili. Sono queste le professioni al top dell'evasione fiscale nelle tre categorie di servizi, professionisti e commercianti. Gli insegnanti evadono sulle ripetizioni private, mentre imbianchini, idraulici, elettricisti e falegnami non rilasciano ricevuta per i loro interventi nelle case.
muratori.jpg Ma tra i super-evasori ci sono anche professionisti come gli avvocati e gli psicologi, gli architetti e i dentisti, i veterinari e i notai. Insomma, sono davvero molti i mestieri in cui compaiono gli artisti dell'evasione.

 

E se la situazione migliora tra colf, commercianti e parrucchieri, gli evasori risultano invece in crescita in tutte le altre categorie. Ecco di seguito la classifica degli evasori fiscali, in base all'esperienza degli intervistati dall'Eures.

L'indagine EURES analizza il comportamento di 12 categorie artigiane, di 4 prestatori di servizi alla persona, di 9 categorie di professionisti e di 19 categorie di commercianti.


Va ai docenti delle ripetizioni e ai centri di sostegno allo studio la maglia nera dell'evasione fiscale. Più dell'82% degli intervistati dichiara di non aver mai avuto da queste categorie ricevute fiscali o fatture per i servizi resi (solo nel 16,3% dei casi è stata emessa fattura/ricevuta). Una situazione analoga riguarda baby sitter e badanti, con un peso dell'evasione che raggiunge l'81,7%, così come nell'attività lavorativa delle collaborazioni domestiche il dato si attesta sull'80,3%; per queste due ultime categorie, tuttavia, risulta leggermente più alto il numero di quanti rilasciano fattura/ricevuta soltanto dopo esplicita richiesta del cliente (6,7% tra i primi e 3,8% tra i secondi). Risulta anche piuttosto frequente, con valori compresi tra il 13% e il 16%, il fatto di accettare il lavoro soltanto "in nero", quindi imponendo preventivamente al cliente questa modalità di rapporto; inoltre nel caso delle ripetizioni private e dei Centri di sostegno allo studio sono più numerosi (5,7%) quanti hanno accordato uno sconto in cambio della mancata fatturazione.

Un'ampia maggioranza degli intervistati denuncia l'evasione fiscale tra gli artigiani, in particolare tra quelli che lavorano nelle abitazioni private (falegnami, elettricisti, idraulici, ecc.); complessivamente, tra gli artigiani, la classifica degli evasori vede al primo posto i muratori/pittori, con il 70% degli evasori segnalati, seguiti dai tappezzieri (65,8%), dai falegnami (62,6%), dai fabbri (61,6%), dagli idraulici (58,7%) e dagli elettricisti (55,4%). Gli evasori si attestano inoltre sul 41,3% tra i carrozzieri, sul 40,4% tra i meccanici e sul 36,7% tra i gommisti. Chiudono la classifica i parrucchieri/barbieri (34,3%), i centri estetici (34,1%) e le lavanderie (13,9%).

Frequente, tra gli espedienti adottati, è inoltre quello di emettere fattura o ricevuta con un corrispettivo inferiore alla somma percepita, che risulta particolarmente diffuso tra barbieri e parrucchieri (raggiungendo ben il 15%) e nei centri estetici (10,9%); anche tra i carrozzieri (5,5%), tra gli elettricisti (5,1%) e tra i fabbri (5%) i valori appaiono piuttosto significativi, attestandosi inoltre al di sopra del 3% in numerose altre categorie artigiane (lavanderie, gommisti, meccanici, idraulici, tappezzieri).

Nel rapporto con i professionisti, molti la fattura la esigono. Una conferma in questa direzione si trova nel numero particolarmente alto di intervistati che, nel caso del medico specialista (19,8%) e del dentista (18,4%), ha ottenuto la fatturazione relativa agli importi pagati soltanto dopo averne preteso l'emissione; nella medesima direzione sembra andare la quota significativa dei professionisti che hanno accordato uno sconto al cliente in cambio della mancata fatturazione: la percentuale più alta di questo comportamento si registra tra gli psicologi/psichiatri (14,5%), seguiti dai dentisti (10,5%) e dagli avvocati (7%).

Per quanto riguarda invece il comportamento pienamente regolare, ovvero l'emissione "spontanea" della fattura, questa è avvenuta nel 74% dei casi da parte dei commercialisti, dal 72,2% dei notai, dal 62,8% dei veterinari, dal 59,1% degli avvocati, dal 54,8% dei medici specialisti e dal 53,9% dei dentisti; il valore si attesta inoltre al di sotto del 50% tra gli architetti (49,6%), i geometri (45,9%) e, in ultimo, tra psicologi e psichiatri (45,3%). Più consistente, invece, il numero di quanti emettono la fattura con un corrispettivo inferiore, evadendo cioè soltanto per una parte gli obblighi fiscali. Una pratica diffusa fra geometri (6,1%), avvocati (5,7%), notai (5,6%) e veterinari (5%); questo espediente non riscuote invece l'interesse delle professioni mediche, essendo adottata soltanto dal 3,4% dei dentisti e deglipsicologi/psichiatri e dal 2,6% degli specialisti. Complessivamente, il valore più alto degli evasori si riscontra tra gli architetti (42,5%), gli psicologi/psichiatri (39,3%) e i geometri (37,8%); seguono l'avvocato (32%), il veterinario (27,9%), il dentista (27,7%) e il medico specialista (25,5%); chiudono la classifica, risultando i più attenti alla normativa fiscale, i notai ed i commercialisti, tra i quali gli "evasori" risultano comunque essere, rispettivamente, il 21,9% ed il 21,4%.

Per quanto riguarda i commercianti, rispetto alle 19 categorie di esercenti oggetto dell'indagine, gli intervistati segnalano: in 12 casi una percentuale superiore al 90% di quanti hanno emesso "spontaneamente" regolare scontrino/ricevuta; per 6 categorie (accessori di abbigliamento; pizza al taglio/rosticceria; ferramenta; alberghi e campeggi; bar; ristorante/pizzeria/pub) una percentuale di "regolari" compresa tra l'80% e il 90%, ed in un solo caso, quello dei materiali edili e piastrelle, una percentuale inferiore (76,7%).

Un ruolo importante del cliente si registra inoltre per ristoranti e pizzerie (nell'8,5% dei casi la ricevuta appare soltanto su richiesta del cliente), per alberghi e campeggi (6%) e per pizzerie al taglio e rosticcerie (5,6%). Nella classifica degli evasori al primo posto si collocano dunque i rivenditori di materiali edili e piastrelle (15,6%), seguiti da ristoranti, pizzerie e pub (10,9%), dai bar (9,9%), da alberghi e campeggi (9,5%), dai ferramenta (8,1%) e infine dalle rosticcerie e negozi di pizza al taglio (7,9%).

In generale al Centro-Sud la mancata fatturazione delle prestazioni da parte di artigiani, commercianti e professionisti è decisamente più elevata rispetto al resto del territorio nazionale.

Tra gli artigiani la maggiore tendenza nel Centro-Sud a porre in essere comportamenti contrari alla normativa sulla emissione di fattura o ricevuta è stata rilevata in particolare per carrozzieri e gommisti, sia per quella della riparazione e manutenzione domestica, in particolare per i falegnami (55,5% gli evasori indicati al Nord, rispetto al 64,1% del Sud ed al 72,6% del Centro), gli idraulici (46,6% gli evasori indicati al Nord rispetto al 66% del Sud ed al 69,6% al Centro) e gli elettricisti (47,3% gli evasori al Nord rispetto al 60,1% al Sud ed al 67,1% al Centro). Tra barbieri e parrucchieri le percentuali di quanti non emettono ricevuta, segnalate dagli intervistati, si attestano sul 24,1% al Nord, sul 39,9% al Centro e sul 43,4% al Sud; ancora superiore lo scarto tra le tre aree geografiche per i centri estetici, con il 23,4% degli evasori segnalati al Nord, il 34,8% al Centro ed il 47,9% al Sud.

Tra i professionisti evadono maggiormente al Sud i veterinari e gli avvocati, rispettivamente il 44% ed il 41,1% dei casi, contro il 21,2% e il 22,7% al Nord; anche tra i commercialisti l'evasione della fattura "raddoppia" da Nord a Sud, passando dal 14,9% al 29,7%; medici e dentisti si orientano complessivamente allo stesso modo, anche se con scarti più contenuti tra le due aree. La sola eccezione è costituita da psicologi e psichiatri, "evasori" nel 45,1% dei casi con i clienti del Nord, nel 43,6% con i clienti del Sud e "soltanto" nel 22,2% dei casi con quelli del Centro. I cittadini-clienti del Centro segnalano invece il record degli evasori tra i geometri (51,7% rispetto al 37,8% complessivo) e, soprattutto tra gli architetti che evaderebbero al Centro nel 65,2% dei casi, a fronte di valori decisamente più contenuti al Nord (26,7%), ma anche a Sud (46,7%).

Tra i commercianti, complessivamente è il campione delle regioni del Sud a segnalare la frequenza più elevata di un mancato rilascio dello scontrino o ricevuta

Appare incontrovertibile il giudizio degli intervistati sul ruolo della lotta all'evasione fiscale all'interno di un ideale programma di governo: questa, infatti, per il 62,4% degli intervistati dovrebbe essere inserita tra i primi tre obiettivi e per un altro 15,6% costituisce il primo degli obiettivi programmatici auspicati. Ciò significa che per 8 intervistati su 10 la centralità della lotta alla evasione fiscale rappresenta un'aspettativa forte e, indirettamente, una denuncia di una situazione di diffusa violazione della norma. Sono soprattutto gli intervistati del Centro-Sud, che più degli altri hanno segnalato la diffusione del fenomeno, a collocare la lotta all'evasione fiscale tra i primi obiettivi di un buon governo (80,3%) rispetto al 78,7% del Centro ed al 74,8% del Nord. A tale richiesta di attenzione si accompagna l'indicazione di un inadeguato impegno del Governo nella lotta all'evasione fiscale, definita da oltre 7 intervistati su 10, poco o per niente efficace, contro il 16,5% di opinione contraria; più in particolare, il 34,9% del campione indica "per niente efficace" l'azione del Governo in materia mentre il 36,6% la ritiene "poco efficace"; sul fronte opposto il 14,7% la definisce "abbastanza efficace" e soltanto l'1,8% "molto efficace", apprezzando l'utilità finanziaria delle azioni prodotte (normative, controlli).

I giudizi negativi nei confronti dell'impegno antievasione del governo sono superiori al 70% in tutto il territorio nazionale (il 70,6% al Nord, il 70,4% al Centro e il 73,5% al Sud). Le valutazioni positive raggiungono il valore più alto al Nord, dove tuttavia si fermano al 17,3%.

Uno dei risultati più interessanti dell'indagine riguarda l'affermazione di un ruolo attivo della cittadinanza nella lotta all'evasione fiscale: soltanto il 4% del campione ritiene infatti che il cittadino non debba adottare alcun comportamento particolare in questa direzione, e soltanto un altro 4% non sa indicare quale possa essere una utile ed efficace azione di sostegno in merito.

I principale comportamento da adottare, di questi, indicato dal 60,7% del campione, è senza dubbio quello di esigere sempre lo scontrino/ricevuta; il secondo dei possibili contributi (30,6%), è quello consequenziale di non acquistare beni o servizi da chi non emette scontrino, fattura o ricevuta; con una quota analoga di citazioni (29,6%) gli intervistati affermano che il cittadino dovrebbe limitarsi a pagare regolarmente le imposte, confermando quindi un atteggiamento attivo ma senza particolare enfasi sulla possibilità di condividere competenze e responsabilità degli organi deputati al controllo ed al contrasto dell'evasione fiscale. (Eures)


ARTIGIANI E SERVIZI ALLA PERSONA

Ripetizioni - 79,4%

Muratore/Pittore - 73,2%

Baby-sitter/Badante - 72,7%

Tappezziere - 72,4%

Falegname - 72,1%

Fabbro - 67,1%

Elettricista - 66,1%

Collaboratrice domestica - 65,4%

Idraulico - 64,9%

Carrozziere - 50,6%

Gommista - 42,5%

Meccanico - 41,6%

Estetista - 37,4%

Parrucchiere/Barbiere - 30,9%

Lavanderia - 21,7%

 

LIBERI PROFESSIONISTI

Architetto - 48,8%

Psicologo/Psichiatra - 46,5%

Avvocato - 45,8%

Geometra - 44,1%

Dentista - 32,9%

Veterinario - 31,2%

Notaio - 30,3%

Medico specialista - 26,7%

Commercialista - 22,5%

 

PUBBLICI ESERCIZI

Materiali edili/piastrelle - 37,0%

Ferramenta - 19,1%

Bar - 18,1%

Pizza a taglio/rosticceria - 16,7%

Ristorante/Pizzeria/Pub - 14,6%

Albergo/Campeggio - 12,5%

Pasticcerie/Gelaterie - 11,1%

Giocattoli - 11,1%

Cartoleria/articoli scuola - 10,4%

Articoli sanitari - 8,4%

Abbigliamento/accessori - 8,0%

Alimentari 7,5% Dischi/cd/video - 7,3%

Libreria - 7,0%

Profumeria/erboristeria - 6,3%

Telefonia/hi-fi 5,4% Farmacia - 2,0%


 

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