| Eures: Sorpresa! Evade le tasse più un Muratore 73,2% che un Architetto 48,8%. |
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| 26/10/2007 | |
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L'evasione per categoria, ecco la classifica secondo l'Eures: insegnanti privati, architetti, negozianti di piastrelle e materiali edili. Sono queste le professioni al top dell'evasione fiscale nelle tre categorie di servizi, professionisti e commercianti. Gli insegnanti evadono
sulle ripetizioni private, mentre imbianchini, idraulici, elettricisti
e falegnami non rilasciano ricevuta per i loro interventi nelle case.
Ma tra i super-evasori ci sono anche professionisti come gli avvocati e
gli psicologi, gli architetti e i dentisti, i veterinari e i notai.
Insomma, sono davvero molti i mestieri in cui compaiono gli artisti
dell'evasione.
E se la situazione migliora tra colf, commercianti e parrucchieri, gli evasori risultano invece in crescita in tutte le altre categorie. Ecco di seguito la classifica degli evasori fiscali, in base all'esperienza degli intervistati dall'Eures.
L'indagine EURES analizza il comportamento di 12 categorie artigiane, di
4 prestatori di servizi alla persona, di 9 categorie di professionisti e di 19 categorie di
commercianti.
Un'ampia maggioranza degli
intervistati denuncia l'evasione fiscale tra gli artigiani, in particolare tra
quelli che lavorano nelle abitazioni private (falegnami, elettricisti,
idraulici, ecc.); complessivamente, tra gli artigiani, la classifica degli
evasori vede al primo posto i muratori/pittori, con il 70% degli evasori
segnalati, seguiti dai tappezzieri (65,8%), dai falegnami (62,6%), dai fabbri
(61,6%), dagli idraulici (58,7%) e dagli elettricisti (55,4%). Gli evasori si
attestano inoltre sul 41,3% tra i carrozzieri, sul 40,4% tra i meccanici e sul
36,7% tra i gommisti. Chiudono la classifica i parrucchieri/barbieri (34,3%), i
centri estetici (34,1%) e le lavanderie (13,9%).
Frequente, tra gli espedienti adottati, è
inoltre quello di emettere fattura o ricevuta con un corrispettivo inferiore
alla somma percepita, che risulta particolarmente diffuso tra barbieri e
parrucchieri (raggiungendo ben il 15%) e nei centri estetici (10,9%); anche tra
i carrozzieri (5,5%), tra gli elettricisti (5,1%) e tra i fabbri (5%) i valori
appaiono piuttosto significativi, attestandosi inoltre al di sopra del 3% in
numerose altre categorie artigiane (lavanderie, gommisti, meccanici, idraulici, tappezzieri).
Nel
rapporto con i professionisti, molti la fattura la esigono. Una conferma in
questa direzione si trova nel numero particolarmente alto di intervistati che,
nel caso del medico specialista (19,8%) e del dentista (18,4%), ha ottenuto la
fatturazione relativa agli importi pagati soltanto dopo averne preteso
l'emissione; nella medesima direzione sembra andare la quota significativa dei
professionisti che hanno accordato uno sconto al cliente in cambio della
mancata fatturazione: la percentuale più alta di questo comportamento si
registra tra gli psicologi/psichiatri (14,5%), seguiti dai dentisti (10,5%) e
dagli avvocati (7%).
Per quanto riguarda invece il comportamento pienamente
regolare, ovvero l'emissione "spontanea" della fattura, questa è avvenuta nel 74%
dei casi da parte dei commercialisti, dal 72,2% dei notai, dal 62,8% dei
veterinari, dal 59,1% degli avvocati, dal 54,8% dei medici specialisti e dal
53,9% dei dentisti; il valore si attesta inoltre al di sotto del 50% tra gli
architetti (49,6%), i geometri (45,9%) e, in ultimo, tra psicologi e psichiatri
(45,3%). Più consistente, invece, il numero di quanti emettono la fattura con
un corrispettivo inferiore, evadendo cioè soltanto per una parte gli obblighi
fiscali. Una pratica diffusa fra geometri (6,1%), avvocati (5,7%), notai (5,6%)
e veterinari (5%); questo espediente non riscuote invece l'interesse delle
professioni mediche, essendo adottata soltanto dal 3,4% dei dentisti e deglipsicologi/psichiatri
e dal 2,6% degli specialisti. Complessivamente, il valore più alto degli
evasori si riscontra tra gli architetti (42,5%), gli psicologi/psichiatri
(39,3%) e i geometri (37,8%); seguono l'avvocato (32%), il veterinario (27,9%),
il dentista (27,7%) e il medico specialista (25,5%); chiudono la classifica, risultando
i più attenti alla normativa fiscale, i notai ed i commercialisti, tra i quali
gli "evasori" risultano comunque essere, rispettivamente, il 21,9% ed il 21,4%.
Per quanto riguarda i commercianti, rispetto alle 19 categorie di esercenti oggetto dell'indagine, gli intervistati segnalano: in 12 casi una percentuale superiore al 90% di quanti hanno emesso "spontaneamente" regolare scontrino/ricevuta; per 6 categorie (accessori di abbigliamento; pizza al taglio/rosticceria; ferramenta; alberghi e campeggi; bar; ristorante/pizzeria/pub) una percentuale di "regolari" compresa tra l'80% e il 90%, ed in un solo caso, quello dei materiali edili e piastrelle, una percentuale inferiore (76,7%).
Un ruolo importante del cliente si registra inoltre
per ristoranti e pizzerie (nell'8,5% dei casi la ricevuta appare soltanto su
richiesta del cliente), per alberghi e campeggi (6%) e per pizzerie al taglio e
rosticcerie (5,6%). Nella classifica degli evasori al primo posto si collocano
dunque i rivenditori di materiali edili e piastrelle (15,6%), seguiti da
ristoranti, pizzerie e pub (10,9%), dai bar (9,9%), da alberghi e campeggi
(9,5%), dai ferramenta (8,1%) e infine dalle rosticcerie e negozi di pizza al
taglio (7,9%).
In generale al Centro-Sud la mancata fatturazione delle
prestazioni da parte di artigiani, commercianti e professionisti è decisamente
più elevata rispetto al resto del territorio nazionale.
Tra gli artigiani la maggiore tendenza nel Centro-Sud a porre in
essere comportamenti contrari alla normativa sulla emissione di fattura o ricevuta è stata rilevata in
particolare per carrozzieri e gommisti, sia per quella della riparazione e
manutenzione domestica, in particolare per i falegnami (55,5% gli evasori
indicati al Nord, rispetto al 64,1% del Sud ed al 72,6% del Centro), gli
idraulici (46,6% gli evasori indicati al Nord rispetto al 66% del Sud ed al
69,6% al Centro) e gli elettricisti (47,3% gli evasori al Nord rispetto al
60,1% al Sud ed al 67,1% al Centro). Tra barbieri e parrucchieri le percentuali
di quanti non emettono ricevuta, segnalate dagli intervistati, si attestano sul
24,1% al Nord, sul 39,9% al Centro e sul 43,4% al Sud; ancora superiore lo
scarto tra le tre aree geografiche per i centri estetici, con il 23,4% degli
evasori segnalati al Nord, il 34,8% al Centro ed il 47,9% al Sud.
Tra i professionisti evadono maggiormente al Sud i
veterinari e gli avvocati, rispettivamente il 44% ed il 41,1% dei casi, contro
il 21,2% e il 22,7% al Nord; anche tra i commercialisti l'evasione della
fattura "raddoppia" da Nord a Sud, passando dal 14,9% al 29,7%; medici e
dentisti si orientano complessivamente allo stesso modo, anche se con scarti
più contenuti tra le due aree. La sola eccezione è costituita da psicologi e
psichiatri, "evasori" nel 45,1% dei casi con i clienti del Nord, nel 43,6% con
i clienti del Sud e "soltanto" nel 22,2% dei casi con quelli del Centro. I
cittadini-clienti del Centro segnalano invece il record degli evasori tra i
geometri (51,7% rispetto al 37,8% complessivo) e, soprattutto tra gli
architetti che evaderebbero al Centro nel 65,2% dei casi, a fronte di valori
decisamente più contenuti al Nord (26,7%), ma anche a Sud (46,7%).
Tra i commercianti, complessivamente è il campione delle regioni del Sud a segnalare la frequenza più elevata di un mancato rilascio dello scontrino o ricevuta Appare incontrovertibile il giudizio degli intervistati sul ruolo della lotta all'evasione fiscale all'interno di un ideale programma di governo: questa, infatti, per il 62,4% degli intervistati dovrebbe essere inserita tra i primi tre obiettivi e per un altro 15,6% costituisce il primo degli obiettivi programmatici auspicati. Ciò significa che per 8 intervistati su 10 la centralità della lotta alla evasione fiscale rappresenta un'aspettativa forte e, indirettamente, una denuncia di una situazione di diffusa violazione della norma. Sono soprattutto gli intervistati del Centro-Sud, che più degli altri hanno segnalato la diffusione del fenomeno, a collocare la lotta all'evasione fiscale tra i primi obiettivi di un buon governo (80,3%) rispetto al 78,7% del Centro ed al 74,8% del Nord. A tale richiesta di attenzione si accompagna l'indicazione di un inadeguato impegno del Governo nella lotta all'evasione fiscale, definita da oltre 7 intervistati su 10, poco o per niente efficace, contro il 16,5% di opinione contraria; più in particolare, il 34,9% del campione indica "per niente efficace" l'azione del Governo in materia mentre il 36,6% la ritiene "poco efficace"; sul fronte opposto il 14,7% la definisce "abbastanza efficace" e soltanto l'1,8% "molto efficace", apprezzando l'utilità finanziaria delle azioni prodotte (normative, controlli).
I giudizi negativi nei confronti dell'impegno antievasione del governo sono superiori al 70% in tutto il territorio nazionale (il 70,6% al Nord, il 70,4% al Centro e il 73,5% al Sud). Le valutazioni positive raggiungono il valore più alto al Nord, dove tuttavia si fermano al 17,3%.
Uno dei risultati più interessanti dell'indagine riguarda l'affermazione di un ruolo attivo della cittadinanza nella lotta all'evasione fiscale: soltanto il 4% del campione ritiene infatti che il cittadino non debba adottare alcun comportamento particolare in questa direzione, e soltanto un altro 4% non sa indicare quale possa essere una utile ed efficace azione di sostegno in merito.
I principale comportamento da adottare, di
questi, indicato dal 60,7% del campione, è senza dubbio quello di esigere
sempre lo scontrino/ricevuta; il secondo dei possibili contributi (30,6%), è quello consequenziale di non acquistare beni o
servizi da chi non emette scontrino, fattura o ricevuta; con una quota analoga di citazioni (29,6%)
gli intervistati affermano che il cittadino dovrebbe limitarsi a pagare
regolarmente le imposte, confermando quindi un atteggiamento attivo ma senza
particolare enfasi sulla possibilità di condividere competenze e responsabilità
degli organi deputati al controllo ed al contrasto dell'evasione fiscale. (Eures)
Ripetizioni - 79,4% Muratore/Pittore - 73,2% Baby-sitter/Badante - 72,7% Tappezziere - 72,4% Falegname - 72,1% Fabbro - 67,1% Elettricista - 66,1% Collaboratrice domestica - 65,4% Idraulico - 64,9% Carrozziere - 50,6% Gommista - 42,5% Meccanico - 41,6% Estetista - 37,4% Parrucchiere/Barbiere - 30,9% Lavanderia - 21,7%
LIBERI PROFESSIONISTI Architetto - 48,8% Psicologo/Psichiatra - 46,5% Avvocato - 45,8% Geometra - 44,1% Dentista - 32,9% Veterinario - 31,2% Notaio - 30,3% Medico specialista - 26,7% Commercialista - 22,5%
PUBBLICI ESERCIZI Materiali edili/piastrelle - 37,0% Ferramenta - 19,1% Bar - 18,1% Pizza a taglio/rosticceria - 16,7% Ristorante/Pizzeria/Pub - 14,6% Albergo/Campeggio - 12,5% Pasticcerie/Gelaterie - 11,1% Giocattoli - 11,1% Cartoleria/articoli scuola - 10,4% Articoli sanitari - 8,4% Abbigliamento/accessori - 8,0% Alimentari 7,5% Dischi/cd/video - 7,3% Libreria - 7,0% Profumeria/erboristeria - 6,3%
Telefonia/hi-fi 5,4%
Farmacia - 2,0%
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