| EURISKO: FAMIGLIE SFIDUCIATE - IL 29% RITIENE CHE BERLUSCONI ABBIA MIGLIORATO L'ECONOMIA |
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| 15/07/2008 | |
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15 lug. - Il 29% degli italiani pensa che il
comportamento degli ultimi mesi tenuto da Silvio Berlusconi
abbia migliorato l'economia del Paese, il 33% che non l'abbia
mutata e il 16% che l'abbia peggiorata: e' un risultato molto
migliore di quello ottenuto da Prodi a marzo, quando il 72%
degli italiani pensava che l'allora presidente del Consiglio
avesse peggiorato le cose.
Lo afferma un sondaggio nazionale di Gfk-Eurisko, condotto
dal 10 al 15 giugno scorsi, secondo il quale Berlusconi viene
pero' battuto da Walter Veltroni nel ruolo di leader
dell'opposizione: secondo la ricerca il 15% degli italiani pensa
che le scelte di Veltroni abbiano migliorato l'economia
generale, il 32% che non abbiano avuto influenza e il 29% che
l'abbiano peggiorata. Il 24% non risponde.
Peggiore in un
analogo sondaggio del marzo scorso il risultato ottenuto
dall'attuale premier: 7% di giudizi positivi e 22% di neutrali,
contro il 57% di pareri negativi e il 14% di mancate risposte.
Il sondaggio Gfk-Eurisko segnala anche come la ''luna di
miele'' tra il Governo e i suoi elettori sia finita: nell'aprile
scorso l'indice globale di fiducia (Ics) tra coloro che hanno
votato centrodestra era di 79 punti su una scala di 100, il
risultato piu' elevato degli ultimi tre anni. Ora si trova a 52
punti, praticamente lo stesso di quanto registrato tra gli
elettori di centrosinistra (49 punti). Confermato il maggior
interesse degli italiani per i temi economici: il 61% pensa che
la priorita' del Governo sia questa (il 19% si concentra su
lavoro e occupazione, il 17% salari e pensioni, il 15%
sull'economia generale e il sulle 10% tasse), contro il 23% che
indica l'ordine pubblico quale massima priorita': il 13% chiede
soprattutto lotta alla criminalita', il 9% un freno
all'immigrazione e solo l'1% misure contro il terrorismo. (Ansa)
FAMIGLIE SFIDUCIATE - IL LIVELLO PIU' BASSO NEGLI ULTIMI 6 ANNI - Il 63% delle famiglie italiane
pensa che la propria situazione finanziaria sia peggiore
rispetto a un anno fa, il livello piu' basso da sei anni e
mezzo. Lo afferma un sondaggio nazionale condotto da
Gfk-Eurisko, secondo il quale il tasso di fiducia e' in continua
discesa dal marzo 2007 a oggi.
Il saldo tra ottimisti e pessimisti e' negativo anche
guardando al prossimo futuro, ma con qualche piccolo segnale di
speranza. Secondo la ricerca, condotta dal 10 al 15 giugno
scorsi, il tasso di fiducia sulle ''condizioni di mercato e
sulla situazione economica generale'' tra le aziende e' negativo
di 52 punti su una scala di 100, praticamente stabile dal
dicembre scorso.
Sempre negativa ma in leggero miglioramento la fiducia tra i
consumatori: l'indice di giugno si trova a un saldo negativo di
24 punti, contro il -30 di marzo e il -42 di dicembre.
Un po'
meno a disagio rispetto a qualche mese fa ci si ritrova sul
posto di lavoro: a giugno il saldo tra chi si sente meno
garantito rispetto a un anno fa e' negativo di 36 punti, contro
i 40 registrati nel sondaggio di marzo.
Lo studio Gfk-Eurisko individua anche quelli che vengono
definiti i 'fast moving consumers', il profilo verso cui
starebbero dirigendosi i consumatori italiani.
Tradotto dal
linguaggio delle ricerche, significa maggior utilizzo di
televisioni tematiche e di internet contro un calo irreversibile
dei media tradizionali, oltre a tanto telefonino: solo il 40%
delle nuove famiglie apre un contratto per il fisso.
Ma si
cambia anche nell'alimentazione, piu' sana, e nelle vacanze,
sempre piu' brevi.
In particolare, i prodotti alimentari che gli italiani
affermano di consumare maggiormente sono verdura (16%), frutta
(15,1%), carne bianca (13,4%) e acqua minerale (11,5%). Quelli i
cui consumi sono stati tagliati sono salumi (24,5%), dolci
(24,1%), snack (22,5%) e bevande gassate (21,6%). E anche per
quest'estate e' confermato il calo delle 'macrovacanze': solo
nel 2002 le ferie lunghe erano scelte dal 40,4% delle famiglie
italiane contro il 21,3% che faceva le cosiddette
'microvacanze'. Ora la forbice si e' molto ristretta: 33,5% di
vacanze lunghe contro il 24,4% di micro. E gli altri?
Semplicemente se ne stanno a casa, non ci sono i soldi. (Ansa). |
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