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Ultimo aggiornamento: 03.12.2008 ore 07:41
EURISPES: il Nord-Est seppellito dalla paura, Sondaggio per il 77,4% è cresciuta la criminalità Stampa E-mail
14/12/2007
14 dic. - La Regione Veneto deve stanziare tre euro in piu' per ogni residente, per un totale di 15 mln di euro, in modo da riuscire a garantire ai Comuni veneti mille agenti in piu' da dedicare a servizi di vigilanza e controllo nelle ore serali e notturne.

carab.jpg E' la richiesta del gruppo consiliare veneto della Lega Nord che, presentando a Treviso i risultati dell'indagine regionale curata da Eurispes sul senso di sicurezza percepito dagli abitanti del Veneto, ha anticipato i contenuti della prossima iniziativa politica del Carroccio veneto: portare il problema sicurezza in cima alla scala delle priorita' delle politiche regionali per il 2008. ''Abbiamo gia' presentato un progetto di legge a favore dei Comuni - hanno spiegato i consigliere Federico Caner e Maurizio Conte a nome dell'intero gruppo presente oggi quasi al completo a palazzo Rinaldi - per cofinanziare apposite convenzione con istituti di vigilanza privata e siamo pronti a dare battaglia con i nostri emendamenti in sede di approvazione del bilancio di previsione della Regione Veneto, in discussione in queste settimane in Consiglio regionale, per riuscire a destinare ai Comuni e alle Unioni di Comuni con almeno 15 mila abitanti residenti un fondo speciale di 15 milioni di euro l'anno che consenta alle amministrazioni locali di assumere personale di polizia municipale o di convenzionarsi con istituti di vigilanza privata. In questo modo i Comuni riusciranno a potenziare prevenzione e controllo nel proprio territorio, a presidiare i pronto soccorso delle aziende ospedaliere e contrastare il dilagare della criminalita'''. La richiesta della Lega, sponsorizzata dal sindaco di Treviso e segretario ''nazionale'' Giampaolo Gobbo e dal vicepresidente della Regione Luca Zaia, si fa interprete del ''generale senso di insicurezza'' dei veneti, misurato da Eurispes interrogando un campione selezionato di un migliaio di cittadini e una rappresentanza di 200 agenti delle forze dell'ordine.

I risultati dell'indagine - illustrata da Fabrizio de Checchi, responsabile di Eurispes per il Veneto e il Trentino Alto Adige - fotografano l'inquietudine e il malessere dei veneti che negli ultimi due anni avvertono un significativo aumento della criminalita' (per il 77,4 per cento degli intervistati), ritengono insufficiente o scarsa la presenza delle forze dell'ordine (74,4 per cento), guardano tutti con preoccupazione e con timore alle zone a forte concentrazione di immigrati e agli accampamenti dei nomadi, abbinano immigrazione irregolare a criminalita' e chiedono (2 su 3) l'espulsione immediata di tutti i clandestini (salvo pero' precisare che dal rimpatrio forzoso dovrebbero essere scuse le badanti e le colf). ''Le interviste raccolte dimostrano che ormai si e' rotto il patto sociale tra Stato e cittadini - ha chiosato Luca Zaia - e a Roma qualcuno dovrebbe rendersene conto e prendere atto che il 30 per cento dei reati sono commessi da immigrati, in particolare romeni, marocchini e albanesi, responsabili del 67 per cento dei furti, del 52 per cento delle rapine in casa e del 38 per cento delle violenze sessuali.

Il Veneto non ignora il lavoro degli immigrati regolari, che produce oltre il 4 per cento del Pil veneto, ma sa che con loro sono arrivati anche contingenti di delinquenti da rispedire nei loro Paesi''. Nove su 10 degli intervistati chiedono maggior presenza delle forze dell'ordine, piu' telecamere di controllo, vorrebbero avere una magistratura che giudica con maggior celerita' e severita' (84,7 per cento) e uno Stato che garantisca certezza della pena sempre e comunque, anche nei casi di detenuti con buona condotta e che dimostrino ravvedimento (62,5 per cento), e che non ammetta misure di perdono (l'indulto viene bocciato da 84 veneti su 100).

Dal canto loro, anche il campione intervistato di agenti delle forze dell'ordine chiede piu' organico e piu' mezzi e diverse regole d'ingaggio per fronteggiare una criminalita' che in tutto il Veneto avvertono essere in sensibile aumento. Da notare, inoltre, che i rappresentanti delle forze dell'ordine intervistati bocciano senza appello l'utilita' e l'efficacia della figura del vigile di quartiere Il sondaggio delinea quindi un Veneto impaurito, dove due residenti su 3 sono preoccupati per il pericolo di furti in casa (anche se ad aver subito un furto, un danneggiamento o una rapina negli ultimi tre anni e' un intervistato su 3), il 53,5 per cento considera insicuri i mezzi pubblici e le stazioni, 6 donne su 10 hanno timore di uscire la sera, e dove un cittadino su tre non esita ad acquistare e impugnare un'arma per difesa personale o per difendere il proprio patrimonio. ''Ma il dato piu' significativo - commenta Caner, interpretando la domanda 'politica' che nasce dalla ricerca - e' la richiesta rivolta ai Comuni, perche' siano le amministrazioni locali ad adoperarsi di piu' per la tutela e incolumita' dei loro cittadini.

La ricerca conferma quindi quello che i nostri sindaci sperimentano quotidianamente e che la Lega, sin delle sue origini, ha sempre ribadito chiedendo autonomia finanziaria e la devoluzione dei compiti di polizia alle Regioni e alle autonomie locali''. Il Veneto, in materia di sicurezza, si e' mosso gia' da tempo - ha ricordato Conte - dotandosi di una legge per la promozione della legalita' e della sicurezza (la legge 9 del 2002 che ha finanziato investimento a favore degli operatori della sicurezza e sistemi pubblici di videosorveglianza) e di norme in materia di polizia locale che promuovono aggregazioni e consorzi tra Comuni (la legge 40 del 1988). ''Ma nel corso del 2007 - ha evidenziato il rappresentante della Lega - i finanziamenti complessivi messi a bilancio per gli interventi previsti da queste due leggi ammontano a 5,5 milioni di euro. Una somma insufficiente che la Lega chiede che sia almeno triplicata per cofinanziare fino al 40 per cento interventi e progetti delle amministrazioni comunali per potenziare i servizi di vigilanza e di controllo. Un investimento regionale di 15 milioni di euro l'anno, riesce a mettere in modo un investimento pubblico complessivo di 37 milioni e mezzo di euro(Adnkronos)

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