| GALLUP-WEF: in Europa è il 54% ad essere pessimista sul futuro economico |
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| 17/01/2008 | |
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17 gen - Aumentano i timori sul futuro dell'economia mondiale e sulle condizioni di sicurezza, soprattutto in Europa Occidentale che e' la regione piu' pessimista. E' quanto emerge da un sondaggio della Gallup International, realizzato per il World Economic Forum (Wef) in vista della riunione annuale che si terra' la settimana prossima a Davos. Il 36%
delle 61.600 persone intervistate in 60 Paesi (tra ottobre e dicembre 2007) ritiene
che la prossima generazione vivra' in un mondo meno prospero contro il 31%
della precedente indagine. Si proclama ottimista il 33% degli interpellati, ma
la percentuale e' in calo rispetto al 40% del 2006.
In Europa i pessimisti
sono il 54% contro il 19% che ha fiducia nel futuro economico.
Gli americani
hanno una visione un po' piu' rosea degli europei: gli ottimisti sono il 27%
contro il 43% degli sfiduciati. E' per contro di rigore l'ottimismo nei Paesi
africani, dove il 71% ritiene che le future generazioni vivranno in condizioni
piu' prospere, con picchi del 78% in Nigeria e del 67% in Kenya.
Sul fronte della sicurezza, il 48% degli intervistati ritiene che il mondo sara' meno sicuro per le prossime generazioni (la stessa percentuale della precedente indagine) e il 25% pensa invece che sara' piu' sicuro (in calo dal 26%). Ancora una volta gli europei si distinguono per pessimismo: i timori sulla sicurezza prevalgono su due-terzi (69%) degli interpellati e solo uno su 10 (l'11%) pensa che la prossima generazione potra' godersi un mondo piu' sicuro. Seguono a ruota gli americani, con il 62% di pessimisti sulla sicurezza e solo il 13% di fiduciosi. In Medio Oriente, una dell'aree con il maggior numero di conflitti negli ultimi anni, i timori sulla sicurezza prevalgono nel 51% degli interpellati, ma il 23% si attende condizioni piu' sicure e la percentuale sale al 40% in Iraq.
Alla domanda su quali debbano essere le priorita'
per i leader del mondo, infine, al primo posto c'e' l'eliminazione della
poverta', scelta dal 14% degli intervistati, mentre per il 13% e' la crescita
economica e per un'uguale percentuale la riduzione delle guerre. In fondo alle
preferenze la lotta alla droga (3%) e al crimine organizzato (2%).
Significativamente, chiude la classifica l'uguaglianza delle donne: e' una
priorita' solo per l'1%. (Il Sole 24 Ore Radiocor)
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