| GIORDANIA oggi al voto 2 milioni di elettori per il rinnovo del Parlamento |
|
|
||
| 20/11/2007 | |
|
20 nov. - Urne aperte oggi in Giordania dove
due milioni di elettori sono chiamati a rinnovare il Parlamento
(110 membri). E' un appuntamento importante per il regno
Hashemita alla luce dell'impegno annunciato da re Abdallah e il
suo governo a favore di un voto trasparente.
Sono 754 i candidati
appartenenti ad una quindicina di formazioni politiche e tra di
essi figurano 203 donne che non hanno grandi possibilita' di
successo in considerazione del sistema sociale tribale. La
rappresentanza femminile comunque e' assicurata per legge da un
minimo di sei
parlamentari.
La votazione difficilmente portera' novita' di rilievo
poiche' il sistema elettorale, che non e' cambiato nonostante le
assicurazioni date dal regime nei mesi scorsi, garantisce
maggiori possibilita' di vittoria ai candidati vicini al regime,
in genere appartenenti alla minoranza beduina (almeno il 60% dei
giordani e' di origine palestinese) e ad altre piccole comunita',
come i circassi.
In ogni caso per la Giordania, da sempre filo occidentale e
divenuta in questi ultimi anni destinataria di un crescente aiuto
militare e finanziario degli Stati Uniti, il voto di oggi
rappresenta la possibilita' di mostrare un volto meno autoritario.
A dominare la scena elettorale e' la partecipazione di 22
candidati del Fronte Islamico di Azione (Fia), il braccio locale
dei Fratelli Musulmani forte soprattutto nelle periferie urbane,
che aveva boicottato le elezioni amministrative di qualche mese
fa.
E' opinione diffusa tra gli osservatori che nella
decisione del Fia di prendere parte al voto abbia avuto gran peso
dopo quanto accaduto a giugno a Gaza, con la presa di potere da parte
di Hamas, anche in considerazione della composizione a
maggioranza palestinese della popolazione. I diritti dei
palestinesi peraltro sono stati uno dei pochi temi caldi della
campagna elettorale.
Secondo Toujan al-Faisal, la prima donna eletta, nel
1993, nel Parlamento giordano, il governo sta cercando di
manovrare la futura opposizione, in modo da poterla controllare
da un lato e di potersi presentare come un regime "democratico"
dall'altro.
In ogni caso re Abdallah sa di godere del pieno
appoggio di Washington che, abbandonate le sue strategie di
democratizzazione del Medio Oriente per riabbracciare la linea
della stabilita' nella regione, riconosce alla Giordania un forte
impegno nella lotta al terrorismo di matrice islamica e di
protezione di Israele.
Consapevoli di non avere grandi possibilita' di successo,
15 partiti dell'opposizione giordana nelle scorse settimane hanno
puntato la loro campagna elettorale sulla mobilitazione sociale
su temi come la liberta' di opinione e i diritti civili. Hanno
percio' pubblicato un documento in cui fanno appello alla riforma
politica e a un cambiamento democratico nel Paese. Nella speranza
di scuotere l'elettorato hanno anche puntato l'indice contro la
liberalizzazione dei prezzi dei derivati del greggio che sta
colpendo soprattutto le fasce di popolazione a basso reddito, e
rivolto un appello contro le privatizzazione e a favore di un
rilancio del settore pubblico. Argomenti convincenti ma non
sufficienti di fronte a un sistema elettorale studiato proprio
per impedire cambiamenti ai vertici del potere.(Apcom)
|
|
Fai tu la notizia
Hai qualcosa da raccontarci? Ti sei imbattuto in un fatto che pensi meriti l'attenzione dei media? Scrivi il tuo pezzo e invialo a Clandestinoweb, la redazione ti contatterà per pubblicarlo sul sito





Segnalo
OKNOtizie
Smarking
Spurl
del.icio.us
Digg
Furl
Netscape
Yahoo! My Web
Google Bookmarks
Technorati
BlinkList
Newsvine
ma.gnolia
reddit
Tailrank








17 visitatori online

.jpg)


