Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 06.07.2008 ore 02:00
GIORDANIA oggi al voto 2 milioni di elettori per il rinnovo del Parlamento Stampa E-mail
20/11/2007
20 nov. - Urne aperte oggi in Giordania dove due milioni di elettori sono chiamati a rinnovare il Parlamento (110 membri). E' un appuntamento importante per il regno Hashemita alla luce dell'impegno annunciato da re Abdallah e il suo governo a favore di un voto trasparente.
Sono 754 i candidati appartenenti ad una quindicina di formazioni politiche e tra di essi figurano 203 donne che non hanno grandi possibilita' di successo in considerazione del sistema sociale tribale. La rappresentanza femminile comunque e' assicurata per legge da un minimo di sei bandiera giordania-grande.jpgparlamentari.
La votazione difficilmente portera' novita' di rilievo poiche' il sistema elettorale, che non e' cambiato nonostante le assicurazioni date dal regime nei mesi scorsi, garantisce maggiori possibilita' di vittoria ai candidati vicini al regime, in genere appartenenti alla minoranza beduina (almeno il 60% dei giordani e' di origine palestinese) e ad altre piccole comunita', come i circassi. In ogni caso per la Giordania, da sempre filo occidentale e divenuta in questi ultimi anni destinataria di un crescente aiuto militare e finanziario degli Stati Uniti, il voto di oggi rappresenta la possibilita' di mostrare un volto meno autoritario.
A dominare la scena elettorale e' la partecipazione di 22 candidati del Fronte Islamico di Azione (Fia), il braccio locale dei Fratelli Musulmani forte soprattutto nelle periferie urbane, che aveva boicottato le elezioni amministrative di qualche mese fa.
E' opinione diffusa tra gli osservatori che nella decisione del Fia di prendere parte al voto abbia avuto gran peso dopo quanto accaduto a giugno a Gaza, con la presa di potere da parte di Hamas, anche in considerazione della composizione a maggioranza palestinese della popolazione. I diritti dei palestinesi peraltro sono stati uno dei pochi temi caldi della campagna elettorale. Secondo Toujan al-Faisal, la prima donna eletta, nel 1993, nel Parlamento giordano, il governo sta cercando di manovrare la futura opposizione, in modo da poterla controllare da un lato e di potersi presentare come un regime "democratico" dall'altro.
In ogni caso re Abdallah sa di godere del pieno appoggio di Washington che, abbandonate le sue strategie di democratizzazione del Medio Oriente per riabbracciare la linea della stabilita' nella regione, riconosce alla Giordania un forte impegno nella lotta al terrorismo di matrice islamica e di protezione di Israele.
Consapevoli di non avere grandi possibilita' di successo, 15 partiti dell'opposizione giordana nelle scorse settimane hanno puntato la loro campagna elettorale sulla mobilitazione sociale su temi come la liberta' di opinione e i diritti civili. Hanno percio' pubblicato un documento in cui fanno appello alla riforma politica e a un cambiamento democratico nel Paese. Nella speranza di scuotere l'elettorato hanno anche puntato l'indice contro la liberalizzazione dei prezzi dei derivati del greggio che sta colpendo soprattutto le fasce di popolazione a basso reddito, e rivolto un appello contro le privatizzazione e a favore di un rilancio del settore pubblico. Argomenti convincenti ma non sufficienti di fronte a un sistema elettorale studiato proprio per impedire cambiamenti ai vertici del potere.(Apcom)
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