| GIULIANO FERRARA IL PAPERON DEI DIRETTORI |
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| 01/05/2008 | |
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1 Mag. - Archivio che spulci, notizia che trovi: non è Ferruccio De Bortoli il Paperone dei direttori italiani, ma niente di meno che Giuliano Ferrara. Il direttore del Foglio nel 2006 ha dichiarato redditi lordi per quasi 2 milioni di euro, arrivando in testa alla classifica su stampa e tv fatta da Italia Oggi.
Una bella somma, che però non sembra arrivare interamente dal giornale dell'elefantino: una voce non pubblicata in classifica è infatti quella del reddito di impresa o lavoro auonomo, pari per Ferrara a quasi 1,7 milioni di euro: per esempio dovrebbe essere conteggiato quanto ricevuto per La7 per Otto e 1/2 o da Panorama per gli editoriali e così via.
De Bortoli scalzato da Ferrara, quindi, ma anche per una seconda ragione: nel 2005, come ha precisato lo stesso direttore di Italia ggi, aveva ottenuto dal Sole 466 mila euro, il resto proveniva da altri redditi e, soprattutto, dalla liquidazione di 20 anni di Corriere della Sera.
Chi invece ha ottenuto tutti i suoi 870mila euro dal lavoro dipendente è il terzo direttore della classifica, Clemente Mimun. Tre anni fa Mimun era il direttore del Tg1, carica che ha tenuto fino a luglio dello scorso anno. Al Tg5, invece, c'era Enrico Mentana e guadagnò 1,2 milioni di euro, per il 90% da lavoro dipendente.
Proseguendo si trova Emilio Fede. Il direttore del Tg4 ha dichiarato 833mila euro, ben oltre Paolo Mieli del Corriere della Sera (689mila) e Carlo Verdelli, attuale direttore del Corriere dello Sport che quell'anno era ancora a Vanity Fair (643mila euro). Ma anche ben oltre Carlo Rossella.
Vera Montanari, oggi a Grazia e Flair di Mondadori, e nel 2005 a Hachette Rusconi con varie cariche e direzioni, arriva ottava (616mila), seguita da Maurizio Belpietro, ex Gional e oggi Panorama con quasi 602mila euro, e infine Vittorio Feltri di Libero con 590 mila euro.
Già fermandosi ai primi dieci si nota qualcosa di interessante: la televisione, per i direttori, rende più della carta stampata. Mediaset, in media, più della Rai. Mondadori più dell'Espresso.
Quindi la ricetta per qualche giovane che fosse tentato: non basta fare i giornalisti, bisogna diventare direttori e se proprio volete fare le cose per bene puntate al Tg5.
Detto questo, si arriva ad un'altra succosa classifica, quella dei volti e delle firme note, anche se per forza di cose l'elenco è parziale. Il reddito di Maurizio Costanzo non è più una novità anche se i suoi quasi 4,3 milioni di euro fanno sì che distanzi di molto il secondo della classifica, Enrico Mentana. Cìè da dire che Costanzo, con le sue molteplici attività, è anche un contribuente di tutto rispetto: più di 1,8 milioni versati al fisco nel 2005. Al terzo posto c'è Carlo Rossella, attuale presidente di Medusa e tre anni fa al Tg5, con 808mila euro di reddito lordo. Segue Pietro Calabrese (ex Panorama), 716mila euro. C'è poi un duo femminile con una dichiarazione veramente di peso: Ilaria D'Amico e Daria Bignardi. La prima, fra lo sport Sky e altri programmi della tv generalista, ha guadagnato quasi 599mila euro, mentre la condutrice di Invasioni Barbariche di La7 era a quota 573mila. Seguono poi grandi firme come Giorgio Bocca (544mila), Corrado Augias (481mila), l'ex ambasciatore Sergio Romano (476mila) e Candido Cannavò (406mila). Italia Oggi
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