| Gli idoli degli "sport minori" meglio dei calciatori, per il 40% un cattivo esempio per i figli |
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| 21/01/2008 | |
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21 gen. - Sara' che stanno cambiando i canoni della bellezza maschile ma, piu' di tutto, e' l'eccesso di vanita' dei calciatori che segna il loro crollo di popolarita' tra il pubblico femminile. Sotto accusa i capelli unti di vaselina con tanto di
cerchietto alla Me'xes, i tatuaggi eccessivi alla Vieri, i piercing e gli orecchini
alla Beckham, le esultanze eccessive con imitazioni di "file di
cagnolini", baci sulla bocca e samba improvvisati sulla linea di fondo.
Per questi motivi i calciatori, spesso vincenti in campo, perdono colpi su un
altro importante 'palcoscenico': quello dell'immaginario erotico femminile, a tutto
vantaggio dei cosiddetti, spesso piu' rudi e machos, sport minori.
C'e' chi e'
pronto a giurarlo: il 2008, anche per l'effetto olimpiadi a Pechino, sara'
l'anno dei campioni del volley, basket e del rugby pronti a conquistare le fantasie
piu' nascoste delle Italiane, che ne sono attratte anche per la maggior stima che
nutrono per il loro stile di vita, visto che i calciatori vengono spesso
accusati di avere un'immagine 'leggera' e delle volte poco virile.
Secondo uno studio
condotto dall'Associazione di sessuologi Donne e Qualità della Vita - di cui
si rende noto che, su un panel di 500 donne, tra i 20 e i 45 anni, alle quali
e' stato chiesto quale sia l'uomo ideale per una notte d'amore, a vincere e'
stato, a sopresa, il campione europeo di volley Luigi Mastrangelo con il 19%
delle preferenze. D'altronde non meraviglia trovare "Mastro" (così e'
soprannominato dai compagni di squadra) in testa alla classifica:
fisico da urlo, oltre due metri di altezza, celebratissimo su internet, pancia
scolpita, ma anche, simpatia, professionalita' e sportivita'.
Mastrangelo e' il
piu' amato dalle italiane anche per il fatto che ispira fiducia (34% del
campione), conduce una vita semplice (32%), ha una normale famiglia e non finisce
sui giornali per motivi di gossip (28%).
Nella speciale classifica, al secondo posto c'e' poi un altro pallavolista,
Alberto Cisolla che il 16% delle intervistate ha definito "un adone":
alto, aria sbarazzina e occhi penetranti. Sul terzo gradino invece sale il
volto macho del boxeur Vincenzo Cantatore (14%), mentre al quarto il
rugbista Mirco Bergamasco (11%), seguito (10 per cento) dal suo
compagno e neocapitano di nazionale Sergio Parisse, un vero e proprio bronzo di
Riace dalla possente bellezza. Solo dal sesto posto in giu' troviamo i calciatori,
Luca Toni (9%), la sorpresa Alberto Aquilani (8%) e Alessandro
Nesta (7%). In fondo alla classifica
resta infine a galla il nuotatore Luca Marin (5 per cento) e il cestista
Gianluca Basile (4 per cento).
Ma cosa comunicano gli idoli dei cosiddetti
sport minori? Secondo il campione interpellato una maggiore affidabilita' (12%) e rigore (9%), passione (7%) e semplicita' (6%). "Sono elementi che non passano indifferenti - spiega la sessuologa
Serenella Salomoni - le donne sono sempre piu' attratte da un uomo che coniughi
lavoro e dedizione allo sport, ma soprattutto, un uomo con i piedi a terra che
non pensi solo a se stesso e al riflesso della propria immagine".
Insomma uomini veri, belli piu' per gli altri che per se' stessi. Cosa dovrebbe mutuare invece il calcio dagli sport minori? Al primo posto c'e' il fair play (20 per cento), poi la sportivita' (19 per cento), la maggior disponibilita' e accessibilita' nei confronti dei tifosi (16 per cento), la dedizione alla fatica (13 per cento), la maggior passione per la "bandiera" della nazionale (12 per cento), maggior ironia nei confronti di se' stessi (10 per cento), e maggior rispetto dell'arbitro (9 per cento). Ma l'inchiesta coordinata da Serenella Salomoni ha approfondito anche un altro aspetto importante: cosa odiano le donne del mondo del calcio. E qui fioccano le motivazione piu' strane. Sono "fighetti e schiavi della moda", per il 22 per cento del campione; comunicano immagine poco virile (19 per cento); sono troppo narcisi (12 per cento). Inoltre, una donna su tre ne aborre la vita mondana. Una su quattro ne condanna l'eccessivo numero di fidanzate esibite quasi a mo' di trofeo. Il 33 per cento ne rigetta l'inutile presenzialismo. Il 19 per cento ne stigmatizza l'eccessiva aggressivita' sul campo, soprattutto verbale. Un altro 11 per cento l'eccessivo divismo fuori dal campo. Mentre quasi il 40 per cento sentenzia: molti sono un cattivo modello per i nostri figli, gli altri sportivi offrono un modello piu' sobrio e sano. Non basta. Sbaglia anche chi pensa che lo scandalo delle partite truccate sia stato dimenticato da un anno all'altro. Il 34 per cento del panel ammette di aver smesso di seguire il calcio per gli episodi di corruzione segnalati dalle autorita' giudiziarie. Dei pallavolisti, al contrario, e' apprezzata l'asciutta virilita' (33 per cento) e l'eleganza 'aerea' (25 per cento); dei rugbisti la forza fisica (23 per cento) e la simpatia guascona (20 per cento); dei cestisti la modestia fuori dal campo (30 per cento); dei ciclisti la dedizione alla fatica e lo spirito di squadra (41 per cento); degli sciatori la riservatezza e il fascino montanaro (37 per cento). Interrogati sui sorprendenti risultati dell'indagine, alcuni importanti pubblicitari hanno espresso un parere e dato un giudizio sul valore "pubblicitario" e di brand di queste discipline. Alberto Contri (presidente Pubblicita' Progresso) sottolinea come "gli sport minori (anche se la pallavolo e' qualcosa di piu' di uno sport minore), sono discipline in cui gira poco denaro, sono piu' sport e meno business e quindi esprimono figure piu' credibili. A livello di immagine, questi campioni sono persone molto piu' vicine alla gente e all'ambiente locale. Per il mondo pubblicitario puo' essere dunque interessante andare a trovare personaggi meno star ma piu' vicini alla gente comune". Per Luca Lo Presti (ad dell'Agenzia di pubblicita' D'Adda, Lorenzini, Vigorelli, Bbdo), "un testimonial degli sport minori e' funzionale se e' conosciuto per una qualche peculiarita'. Pensiamo alla duratura fama degli idoli storici del volley italiano (Andrea Zorzi, Giulio Velasco ecc.) e a quelli del rugby alla ribalta perche' hanno 'vinto' nel 6 Nazioni e perche' poi si sono fatti fotografare seminudi per la pubblicita'. Totti e Gattuso invece sono l'esempio da seguire per i calciatori. Sono scesi dal piedistallo, ironizzando sui propri difetti". (Velino) |
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