| Gli italiani preferiscono difendere la propria auto (42,4) piuttosto che la casa (33,3%) |
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| 25/01/2008 | |
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25 gen. - Un popolo di barricati in case bunker. È uno dei dati che emerge dal Rapporto Italia 2008 dell'Eurispes. Il 33,3% degli italiani ha infatti installato un sistema di difesa alla propria abitazione, come conseguenza dell'aumento dei furti in appartamento.
La citta'
in cui le azioni criminali sono complessivamente molto diffuse e' Napoli (42,1%).
La percezione della sicurezza espressa dai cittadini risente ovviamente di
questo fattore, infatti i napoletani manifestano un livello di sicurezza al di
sotto della sufficienza (5,5 punti). La sensazione di sentirsi al sicuro nella
propria citta' aumenta invece per altri centri, come Bari (6,4), Firenze (7,2)
e Catania (6), dove tuttavia il tasso di criminalita' si attesta su valori
piuttosto alti.
Infatti il 42,4% degli italiani ha installato un allarme antifurto in
macchina, mentre il 33,3 per cento ha preferito montarne uno a difesa della
propria casa.
Una percentuale piuttosto elevata ha, invece, deciso di rafforzare la protezione della propria abitazione con porte blindate (49,3%) ed inferriate alle finestre (30,2%). Meno diffusa e' la tendenza a ricorrere alla videosorveglianza (9%) o a portare con se' armi da fuoco (5,1%) o da taglio (5,4%). La scelta del sistema di difesa dipende in larga parte dalla disponibilita' economica dei proprietari dell'abitazione: per un impianto "base" piu' economico e' necessario spendere almeno duemila euro, ma se si vuole avere la sensazione di trasformare la propria casa in una sorta di bunker a prova di sfondamento, si possono arrivare a spendere anche quindicimila euro, utili per allestire un sistema con quindici telecamere collegate ad un monitor con funzione di registrazione 24 ore su 24. A richiedere l'installazione di tali misure cautelative non sono, come si potrebbe pensare, solo i proprietari di appartamenti e ville di lusso che si trovano in zone isolate delle citta' ma anche coloro che vivono in abitazioni nel cuore dei centri urbani, a dimostrazione del fatto che il timore del crimine e' un fenomeno che attanaglia indistintamente tutti, a prescindere dalla stratificazione sociale. Ad avvertire maggiormente la preoccupazione per la criminalita' sono i cittadini che si collocano negli strati medio-alti della societa' e tra i soggetti che si identificano in posizioni politiche conservatrici, inoltre essa tende ad aumentare nei periodi in cui si susseguono rapidi cambiamenti nel panorama politico e sociale. La paura di subire reati e' invece particolarmente sentita dagli strati medio-bassi della società ed e' in genere legata alla percezione della presenza di criminalita' e devianza che caratterizza il quartiere in cui si abita (ministero dell'Interno). Infine, bisogna considerare che in Italia sono impiegati a garantire l'ordine pubblico quasi 350mila uomini e donne, tra Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, senza contare che lo Stato destina ogni anno il 2 per cento del Pil (pari a 480 € per ogni cittadino) per la sicurezza, collocandosi al di sopra della media europea. Eppure niente di tutto questo sembra essere sufficiente. I fatti di cronaca lo dimostrano: non c'e' giorno in cui non si ricevano notizie che hanno per argomento reati vecchi e nuovi, spesso enfatizzati dal tono adottato dai media che contribuisce ad amplificare le ansie e i timori dei cittadini, i quali in molte occasioni si sentono abbandonati proprio da coloro che dovrebbero tutelarne l'incolumita' (Velino) |
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