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22 giu. - PER 46% NEO MAMME PRIMO PENSIERO E'
RECUPERARE FORMA FISICA - Uomini italiani sempre piu' coraggiosi,
almeno quando arriva la cicogna. Giunto il momento della coccarda alla
porta, infatti, i papa' abbandonano paure e timori ed entrano in sala
parto accanto alla propria compagna.
Ben il 98%, secondo un'indagine realizzata all'ospedale
San Giovanni Calibita Fatebenefratelli di Roma, e' tra medici e
ostetriche ad assistere alla nascita del proprio figlio. In sala parto,
dunque, per sostenere la propria meta' quando arriva il momento di
allargare la famiglia.
La ricerca, presentata oggi a un appuntamento a
Roma sul tema delle 'maternita' difficili' organizzato dal Centro di
psicoanalisi romano, sezione locale della Societa' psicoanalitica
italiana, fa luce sul rapporto tra le neo mamme e i propri bebe', senza
omettere timori e paure delle italiane alle prese con la culla.
"Vogliamo - spiega Stefania Salvadori, psicoanalista della Societa'
psicoanalitica italiana e responsabile del servizio di consultazione
del Centro di psicoanalisi romano - tentare di avvicinare le maternita'
difficili, ovvero quei casi in cui non si attiva nella madre nessuna
sintonizzazione con il bambino, ma anzi prevalgono spavento,
claustrofobia, indifferenza.
Qui la violenza si manifesta nel rifiuto
del vincolo piu' viscerale che conosciamo".
Dall'indagine presentata oggi, ad esempio, emerge che il 46% delle neo
mamme riconosce che il sentimento prevalente subito dopo il parto e'
quello di recuperare la propria forma fisica, mentre l'8% prova una
sensazione di vuoto per non avere piu' il bambino dentro se'.
Il 51%,
poi, ha provato perplessita' alla vista del bebe', il 4% addirittura
una sensazione di estraneita'. Perplessita' e timori per molte,
inoltre, quando arriva il momento di allattare.
Per il 56% nutrire il proprio figlio era immaginata, prima della nascita del piccolo, come un'esperienza da temere, per il 4% una situazione faticosa, e solo per il 40% qualcosa di desiderato. All'idea di lasciare l'ospedale e far ritorno a casa, infine, il 36% delle mamme ammette di aver provato paura, insicurezza e dubbi per il futuro. E se l'idea di essere madre e' motivo di gioia per 6 donne su 10, il 43% ammette di essere investita dal senso di responsabilita', mentre il 7% dalla preoccupazione.
"La depressione e la psicosi che possono manifestarsi tra il secondo e il quarto mese dopo il parto - aggiunge Salvadori - sono fenomeni gravi, e quello che colpisce e' che sia proprio la maternita' a scatenarli per la prima volta senza alcun preavviso. Due risposte non all'impossibilita' di concepire un bambino - prosegue l'esperta - ma di riuscire ad amare quel bambino reale, e dunque diventare una madre. Solo da una forte concentrazione delle energie si possono costruire le condizioni di una prevenzione, e strategie comuni per l'ascolto e la cura. Costruire, in altre parole, una rete di sostegno a queste maternita' difficili".
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