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Ultimo aggiornamento: 05.07.2008 ore 02:00
I PIU' BUONI DEL MONDO. Sondaggio: In Italia il Dalai Lama, in Giappone il Papa... Stampa E-mail
05/12/2007
6 Dic. - In Italia il Dalai Lama è considerato dagli italiani il massimo ispiratore di buone azioni e impegno sociale. Lo è anche in altri Paesi tradizionalmente cattolici come il Brasile. Il Dalai Lama supera Nelson Mandela anche in Germania e in Canada, mentre nel Regno Unito è Nelson Mandela a superare il Dalai Lama.

Invece il Papa è considerato il massimo ispiratore in Giappone, nonostante la tradizione buddista. In Cina al primo posto si colloca la Bill Gates Foundation, in India Bono degli U2.

dalai.lama2.jpgLo rivela uno studio, condotto dall'istituto di ricerca internazionale Edelman - Strategy One su un campione di 5600 consumatori in 9 paesi (Stati Uniti, Cina, Regno Unito, Germania, Brasile, Italia, Giappone, India e Canada). Nella classifica assoluta, comunque, è il Dalai Lama a collocarsi al primo posto davanti a Nelson Mandela, mentre il Papa si piazza solo al terzo posto.

Il sondaggio ha rivelato inoltre che i consumatori sono più che mai coinvolti nell'azione sociale: l'88% afferma di sentirsi in dovere di contribuire al miglioramento della società e dell'ambiente. "Aiutare gli altri e contribuire alla comunità" è stata citata, dagli intervistati, come la seconda più importante fonte di soddisfazione personale dopo "dedicare tempo alla famiglia e agli amici".

"I risultati del nostro studio ci dicono che l'impegno sociale rappresenta ormai una richiesta diffusa del consumatore a livello globale e costituirà sempre più un must per le marche nello sviluppo di relazioni più profonde e significative con i consumatori", sottolinea Fiorella Passoni, Amministratore Delegato di Edelman Italia. "Il successo di note marche come Dove, Body Shop, Virgin e Coca Cola, che sono associate all'impegno sociale nell'immaginario dei consumatori, dimostrano come le marche possano agire attivamente a sostegno di buone cause ed essere apprezzate per questo dai consumatori", commenta spiega Fiorella Passoni.

"E' inoltre interessante notare che in tutto il mondo solo il 39% dei consumatori è a conoscenza di marche che supportano attivamente buone cause attraverso i propri prodotti o servizi. Considerando che il 56% dei consumatori è più propenso a raccomandare una marca che supporta una buona causa, è evidente che se le marche si allineassero ad una causa cara ai consumatori, riuscirebbero a toccare delle corde significative nei loro cuori e nelle loro menti". (Affari Italiani)

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