| I sondaggi per CASINI numeri diversi e tanta confusione. |
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| 12/02/2008 | |
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12 Feb. - Alleanze difficili per l'Udc. Anche a sentire i principali istituti di sondaggi, il maggior partito centrista oscilla tra il 4 e il 6% a seconda dell'alleato prescelto. E non esiste una previsione univoca; se infatti per Ipr Marketing l'Udc federata al Pdl vale il 4,5% (meno che se corresse in solitaria), per Euromedia vale fino al 6% (più che nel caso in cui corresse da sola).
Dice Antonio Noto di Ipr Marketing, che ha appena elaborato i dati di un sondaggio per Repubblica: "L'Udc è il partito che subisce le maggiori oscillazioni: se corre da solo prende il 6% (aveva il 6,8% alle politiche del 2006); se va con il Pdl conservando il suo simbolo vale il 4,5%; se entra nella lista del Pdl il suo valore aggiunto è del 3%". Rilevazioni analoghe quelle dell'Istituto Piepoli: "Preso da solo il partito di Casini si attesta sul 6% ma occorre tenere d'occhio il neo partito della Rosa Bianca - osserva Nicola Piepoli -. Per noi vale circa 400mila voti, un punto percentuale che verrebbe sottratto alla formazione originaria e cioè proprio l'Udc". Tradotto: il partito di Pezzotta, Tabacci e Baccini porterebbe via una fetta di consenso proprio a Casini. Analisi diversa quella di Alessandra Ghisleri di Euromedia: "Lo scudo crociato -rileva la sondaggista- vale tra il 4 e il 4,5% se corre da solo ma ha un potenziale di crescita che ariva al 5-6% se si coalizza con il Pdl". La condizione è tuttavia che il partito di Casini mantenga intatto il suo simbolo. "Ma attenzione -aggiunge Ghisleri- questo è il partito più istabile dell'attuale panorama politico sia perché ha l'elettorato più mobile, sia perché ha dinanzi a sè più scelte possibili in termini di alleanze e posizionamento". I sondaggisti sono poi all'opera per quantificare il popolo degli indecisi. Una percentuale che potrebbe finire per essere dirimente. Al momento, infatti, le rilevazioni sono unanimi: coloro che non hanno ancora sciolto la riserva oscillano tra il 25 e il 30%. "Due anni fa - ricorda Noto- a due mesi dalle elezioni si altalenava tra il 15 e il 20%. In altre parole l'oggettiva indecisione dei partiti politici ha fatto raddoppiare la quota di elettori incerti sulla posizione da tenere quando si apriranno i seggi". (Il sole24ore) |
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