| I Sondaggisti e La Destra: dal 2% al 5%, tutti concordi sul valore aggiunto della Santanchè. |
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| 13/11/2007 | |
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13 Nov. -
I sondaggisti concordano: la Destra non è un fuoco di paglia. Il
movimento di Francesco Storace parte da un 1,5 per cento accreditato
dalle prime stime. Ma può crescere fino al 5 per cento con
l'effetto-Santanchè, ovvero con l'adesione della deputata proveniente
dalle file di Alleanza Nazionale.
Ciò a discapito proprio del partito di Gianfranco Fini, che ci rimetterebbe una parte del suo elettorato più identitario. Ma l'accoppiata Storace-Santanchè pescherebbe anche nell'area del non voto. Quello di destra, che alle ultime elezioni non è andato alle urne perchè insoddisfatto dalla offerta politica della Casa delle libertà.
Gli istituti che hanno già testato la Destra sono Ipr ed Ekma. Per il primo, il nuovo partito si attesterebbe tra il 2 e il 3 per cento. Per il secondo, avrebbe una forchetta compresa tra il 2,5 per cento e il 3. "Ma stiamo lavorando a un sondaggio per valutare l'inserimento della Santanchè", annuncia Luigi Crespi di Ekma. Secondo le stime dell'esperto, "l'ascesa storaciana non danneggia Fini. An veleggia sul 12-13 per cento e non sembra dover scendere sotto la soglia di guardia del 10 per cento". Crespi seziona così le intenzioni di voto della Destra: "La metà, quindi un 1,5 per cento, è costituita dall'elettorato missino deluso. Uno 0,7 per cento viene fuori dall'area del non voto che definirei volontario, non qualunquista. Il resto viene dall'estrema destra. Ma è poca roba". E la Santanchè? "Certamente", ne è sicuro Crespi, "porterà un valore aggiunto. In questo momento le donne in politica incontrano molto il gusto degli elettori. E lei è una di quelle che piacciono di più". "La forte caratterizzazione politica può premiare", premette il presidente di Ipsos Nando Pagnoncelli, "ma un partito del genere averbbe avuto molto più successo cinque anni fa, quando c'era più malumore tra gli elettori del centrodestra". Pagnoncelli nega che Storace possa produrre particolari danni ad An: "Il percorso non sarà facile. Specie se si dovesse rivotare con la legge elettorale attuale o con un'altra che preveda soglie di sbarramento".
IN ARRIVO L'EFFETTO-SANTANCHE' - Più ottimista Nicola Piepoli dell'omonimo istituto: "E' un buon partito. Ed è partito bene. Ora ha un 1,5 per cento di consensi. Ma può arrivare tranquillamente al 3 per cento", spiega l'esperto, "può crescere, come sta crescendo Rifondazione comunista: le ali estreme in questo momento vanno bene". Piepoli fa una stima anche sul margine potenziale: "L'elettorato nostalgico in Italia corrisponde al 5 per cento del totale. Un partito di destra-destra può ambire a prenderselo tutto. E ciò può depauperare An, certo. Così come la nascita del Prc danneggiò il Pds". Come Pagnoncelli, Piepoli contesta a Storace di essere partito tardi: "Cinque anni fa sarebbe stata tutta un'altra cosa. Comunque la Destra ha dirigenti molto attrattivi: Storace, Santanchè, Buontempo. Sono figure note, possono catalizzare consenso". (Libero)
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