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Ultimo aggiornamento: 07.09.2008 ore 19:32
IL 40% DELLE IMPRESE RITIENE LA TV STRUMENTO STRATEGICO PER LA COMUNICAZIONE Stampa E-mail
21/04/2008
21 Apr. - Un terzo delle aziende italiane comunica con la tv. Ben il 40% delle imprese del bel Paese lo ritiene infatti uno strumento importante o strategico per la propria comunicazione. A rilevarlo e' una ricerca realizzata dall'Universita' Bocconi che spiega come per le aziende italiane la tv sia ormai una forma espressiva sofisticata e articolata.
businesstv280x200.jpg"Il video -sottolinea la Bocconi nella ricerca- e' mezzo di comunicazione ideale per raggiungere molteplici stakeholder dell'azienda moderna ed il suo uso e' in forte espansione nelle imprese italiane".

In particolare, in base ad una ricerca dell'Osservatorio Business Tv della Bocconi presso 330 aziende risulta, infatti, il video essere utilizzato nel 30% del campione. Tramite business e brand tv, canali tematici su Internet e video prodotti dall'azienda, "il mezzo e' usato sia per coinvolgere ed informare i dipendenti sia per promuovere e crescere il brand all'esterno". "La ricerca mostra come un numero crescente di aziende usa il video per sperimentare forme e modalita' di comunicazione nuove a pubblici diversi" spiega Paola Dubini, responsabile dell'Osservatorio Business Tv della Bocconi.

"E con l'abbattimento di costi di produzione e la proliferazione dei canali di diffusione -aggiunge Dubini- aumenta la sperimentazione, con le imprese che usano i video per raccontare la propria storia, per raccontarsi, per far raccontare ai propri dipendenti la loro storia".

Secondo la ricerca, circa il 30% delle aziende italiane produce o utilizza in modo continuativo il video per comunicare a pubblici diversi. Il 14%, infatti, ha una business tv, il 10% usa video in modo diffuso e organizzato (ma non tramite business tv) e il 6% ha una tv aziendale in fase di attivazione. Il 40% delle aziende che utilizzano il video in modo continuativo si rivolgono prevalentemente a un target interno e il 20% a uno esterno.

"Il video come leva comunicativa e' in grado di cogliere numerosi obiettivi" spiega Francesco Saviozzi, coordinatore della ricerca. "Rivolto all'interno diventa, oltre a leva strettamente informativa, strumento di motivazione, coinvolgimento e condivisione tra dipendenti. Rivolto all'esterno, invece, diventa strumento di differenziazione nelle attivita' di promozione e di brand building".

Per i ricercatori della Bocconi, inoltre, il video risulta essere uno strumento di recente introduzione nelle imprese italiane.

Il 22% lo ha introdotto nel periodo 2000-04, il 48% a cavallo tra il 2005 e 2006 e il 26% nell'ultimo biennio. Per quanto riguarda il ruolo che il video ha assunto nella comunicazione aziendale, il 33% dichiara che e' importante e l'8% lo ritiene strategico, il 28% che agisce di supporto alla comunicazione tradizionale e il 21% che e' marginale.

I contenuti delle business tv vengono aggiornati mensilmente nel 20% dei casi, settimanalmente nel 18% e quotidianamente nel 17%. Nel dettaglio, le business tv interne prediligono un aggiornamento quasi quotidiano e le brand tv un aggiornamento mensile E le scelte editoriali sono orientate a una comunicazione in 'pillole', con il 42% dei canali che trasmettano video che non superano i tre minuti.

Infine, l'esperienza dell'utilizzo della business tv e' ritenuta positiva dall'81% del campione, con l'88% che intende continuare e sviluppare l'esperienza. Il 9%, invece, sta riflettendo su come trovare un nuovo ruolo per le loro tv. "C'e' una crescente consapevolezza delle opportunita' legate all'utilizzo di queste forme di comunicazione partecipative con pubblici diversi" aggiunge ancora Dubini.

"Ma -conclude la ricercatrice- anche delle necessita' di integrare le business tv in modo coerente con le altre forme di comunicazione interna ed esterna. I confini fra prodotto, informazione e pubblicita' si stanno infatti modificando, dando la possibilita' alle imprese di entrare in contatto meno mediato con diversi pubblici e di fatto la comunicazione d'impresa diventa fortemente identitaria". (Adnkronos)

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