| Il 53% dei pachistani è contrario ad un accordo di potere fra la leader del Ppp e Musharraf |
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| 27/10/2007 | |
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Un sondaggio Gallup, mostra che il 53% dei pachistani è
contraria a un accordo fra la leader del Ppp e Musharraf e il 58% non
crede che l'attentato di Karachi aumenti le chance politiche dalla Bhutto
Un sondaggio della Gallup, condotto in quattro città - Karachi, Lahore, Islamabad e Rawalpindi - il
sondaggio mostra che il 53% dei
pachistani è contraria a un accordo di
potere fra la leader del Ppp e Musharraf e il 58% non crede che l'attentato di
Karachi aumenti le chance politiche dalla ex premier.
Secondo l'82% degli intervistati, inoltre, il Pakistan sta andando "nella direzione sbagliata". La Commissione elettorale pachistana ha pubblicato la "lista finale" degli aventi diritto al voto, da cui risulta che dallo scorso giugno, quando fu pubblicata una prima bozza di lista, l'elettorato è aumentato di ben 28 milioni di persone, arrivando alla cifra di 80 milioni.
La questione degli elettori mancanti è divenuto un argomento centrale di contenzioso politico dopo che la commissione elettorale in una prima bozza di lista aveva fissato il numero degli elettori in 52 milioni, 20 milioni in meno di quanti votarono nelle elezioni del 2002. Questi dati sono stati contestati fra gli altri anche da Benazir Bhutto, la leader del Partito del popolo del Pakistan (Ppp, il maggiore del Paese). Dopo un ricorso alla Corte suprema della Bhutto, la Commissione elettorale ha ritirato questa prima lista provvisoria. La Commissione ha argomentato che la lista del 2002, di 72 milioni di aventi diritto, fu gonfiata a causa di errori dell'organismo statale competente, che incluse una moltitudine di persone prive della carta di identità pachistana. La nuova lista "finale", tuttavia, parte proprio da quella del 2002 e vi ha aggiunto i milioni di nuovi elettori che da allora hanno compiuto 18 anni, secondo quanto ha detto Dilshad. Circa la metà dei 160 milioni di pachistani ha meno di 18 anni. Anche questa "lista finale" suscita però sospetti: "Abbiamo dubbi sulla nuova lista. Non è questione dei numeri, ma di quanto siano affidabili queste liste", ha detto Ahmed Bilal Mehboob, che dirige il gruppo non governativo Pildat. (Corriere del Ticino) |
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