| Il 54% degli italiani fatica ad arrivare a fine mese |
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| 04/01/2008 | |
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4 gen. - Piu' prudente e accorto, meno edonista e gaudente, piu' preoccupato. E' il ritratto che emerge da un sondaggio effettuato da Ancc/Coop Italia del consumatore italiano che si affaccia al 2008. Tanto che se qualche
soldo in piu' rimanesse nelle tasche degli italiani cresce il peso della voce
'risparmi e investimenti' (il 31% destinerebbe a questi i denari in eccedenza
rispetto al 26% dell'anno precedente) tallonata dalle spese per la casa (29%
contro il 26% del 2007), diminuisce invece la voce viaggi e divertimenti che
arretra di ben 7 punti percentuali rispetto ad un anno fa (allora erano nei
desiderata del 30% degli italiani, oggi solo del 23%).
A spiccare, pero', tra le preoccupazioni degli italiani la possibile carenza di denaro per pagare le spese (indicato da piu' della meta' del campione, pari al 54%) e la salute propria e dei familiari (51%). Al terzo posto il timore per veder sfumare la sicurezza del proprio posto di lavoro e la sicurezza della zona in cui vive (entrambe le voce si attestano sul 25% del campione). Se si paragona a un anno fa, era esattamente il contrario: il 37% degli italiani destinavano la tredicesima ai regali (oggi il 34%), il 34% ci pagava le bollette (oggi il 42%). Crescono inoltre del 30% le famiglie che hanno impegnato la tredicesima per pagare le rate del mutuo. E comunque a far quadrare i conti ci ha pensato anche nel 2007 la grande distribuzione: il 56% degli intervistati ritiene che supermercati, iper e discount abbiamo contribuito con le loro politiche di prezzo a aiutare maggiormente le famiglie a risparmiare e a mantenere una buona qualita' della vita. Davvero poco significative le altre voci campionate (3% compagnie telefoniche, 2% industria agroalimentare e banche, 1% utilities e assicurazioni). D'altronde, anche nel 2008, la spesa si farà sempre di più nelle superfici medie e grandi della distribuzione moderna e nel carrello della spesa gli italiani metteranno sempre di piu' prodotti di casa nostra (ne aumenterà il 44% degli intervistati), prodotti di primo prezzo (il 26%), prodotti tipici e locali (il 23%), prodotti private label (ovvero la marca del supermercato di riferimento sara' preferita dal 21% del campione). (vita.it) |
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