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Ultimo aggiornamento: 04.07.2008 ore 19:39
Il 56% degli ebrei israeliani è pessimista sulla conferenza di Annapolis Stampa E-mail
16/10/2007
Un sondaggio Peace Index rivela che solo il 39% degli ebrei israeliani crede che l'incontro di Annapolis aumenterà le possibilità di raggiungere un'intesa di pace

Il Segretario di Stato Usa Condoleezza Rice è oggi al Cairo per colloqui con il presidente Hosni Mubarak in vista della conferenza di pace sul Medio Oriente in programma ad Annapolis, in Maryland, per fine novembre. Una visita difficile viste le recenti dichiarazioni del capo della diplomazia egiziana secondo il quale la conferenza promossa da George W. Bush deve essere rinviata a causa della mancanza di un accordo di base per discussioni "concrete" che portino alla soluzione del conflitto israelo-palestinese.mubarak.jpg

Lo scetticismo, peraltro, abbonda anche in Israele. Il 56% degli ebrei israeliani è pessimista sulla possibilità di successo della conferenza.

Secondo un recente sondaggio il 77% del campione interpellato ritiene che il primo ministro israeliano Ehud Olmert ed il suo governo siano troppo deboli, politicamente, per firmare un accordo a nome del Paese, soprattutto se tale intesa dovesse contenere quello che gli israeliani considerano concessioni significative ai palestinesi.

Solo il 39% degli ebrei israeliani - rivela il sondaggio Peace Index - crede che l'incontro di Annapolis aumenterà le possibilità di raggiungere un'intesa di pace, anche se per due terzi circa delle persone ascoltate - il 65% - Israele non può accettare l'attuale stato delle relazioni con i palestinesi ed il 62% considera la questione palestinese la più urgente o moderatamente urgente tra quelle in agenda per il governo.

Da parte palestinese, non mancano le insidie sulla strada per Annapolis. L'ex premier Abu Ala starebbe pensando di lasciare la direzione della delegazione palestinese impegnata nei colloqui con gli israeliani in vista della conferenza, secondo quanto riferito da un suo collaboratore, ripreso dal quotidiano arabo con base a Londra 'Al-Quds al-Arabi'. Il capo negoziatore è irritato dalla mancanza di serietà nei negoziati da parte dei rappresentanti dello Stato ebraico che puntano a portare negli Stati Uniti solo una dichiarazione generale, evitando accuratamente di parlare di un accordo sullo status finale.

Al contrario, secondo Abu Ala, il documento che verrà presentato alla conferenza di novembre "dovrebbe essere trasparente e dettagliato sulle questioni dello status finale". (RaiNews 24)

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