| IL 92,5% DEI GENITORI AMERICANI PREOCCUPATO DEI RISCHI DELLA RETE |
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| 27/03/2008 | |
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28 Mar. - I computer e Internet sono ormai entrati da tempo nelle
nostre case grazie soprattutto alle nuove generazioni che non possono farne a
meno per motivi di studio o di svago. La tecnologia sta contribuendo a cambiare
in maniera sempre più rapida i rapporti sociali; i nostri ragazzi oggi navigano
nella Rete, si riuniscono in comunità virtuali, chattano con i loro coetanei,
usano i loro cellulari per filmare e condividere.
Tutte azioni che per la
maggior parte dei genitori sono un vero mistero. Infatti il gap generazionale
tra padri e figli non è più solo una questione di età e di esperienze, ma anche
di conoscenze tecniche e il 92,5% degli intervistati da una società americana che si occupa di
sicurezza in Internet, teme che i propri figli siano esposti a dei veri e
propri pericoli in rete. In una recente indagine del Pew internet &
American life project la percentuale di genitori che pensa che internet sia una
cosa buona è diminuita notevolmente rispetto alla stessa indagine svolta solo
due anni prima.
“Il dato di fatto – dice Cristiana De Paoli Coordinatrice minori e nuove tecnologie per Save The Children - è che i ragazzi di oggi sono molto svegli e attivi, ma spesso non colgono le conseguenze dei loro comportamenti online”. Dai programmi di chat come Msn Messanger che il 96% dei ragazzi intervistati dalla Doxa in un’inchiesta su minori e internet ha dichiarato di usare, passando per le comunità virtuali i minori di fatto viaggiano in internet con scarse protezioni soprattutto per quel che riguarda la propria privacy. Gli indizi che lasciano in giro sono tanti e spesso e volentieri i nick sono semplicemente i loro nomi e cognomi. D’altro canto i profili su myspace o Facebook solo per citare due social network tra i più famosi al momento, servono proprio per fare nuove conoscenze e per consolidarne di vecchie ed è tramite queste pagine internet che i minori si raccontano senza remore. “In questo contesto il ruolo dei genitori è fondamentale – afferma Cristiana De Paoli – sono loro che devono aiutare i ragazzi a capire i rischi che corrono”. Save the Children e l’Adiconsum dal 2004 portano avanti la campagna Easy che aiuta genitori e ragazzi a capire le possibilità di internet e a evitare i pericoli che possono annidarsi nella rete. “Internet non va demonizzata – dice Cristiana De Paoli – spesso i genitori sono frustrati per il fatto di non capire il computer e il mondo che ci gira attorno da qui il nostro intervento per aiutarli”. Ad Easy si affianca anche Stop it con un vero vademecum per genitori e ragazzi il tutto sempre curato da Save the children. Ad aiutare i genitori esistono anche speciali software che impediscono ai minori di entrare in siti a contenuto pornografico, bloccando di fatto l’accesso alle pagine e nell’ambito della prevenzione l’Unione Europea ha realizzato un gioco online proprio per bambini. “Strumenti tecnici utili per aiutare, ma che non possono e non devono sostituire i genitori nell’esercitare le loro funzioni di controllo ed educative” afferma la De Paoli. (Rainews) |
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