Sondaggi politici, elettorali, sondaggi d'opinione. Il sondaggio politico elettorale che fa opinione

Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 06.09.2008 ore 02:00
Il PD al 37,5%. Le "“berlusconate” Walter “sondaggio” Veltroni. Stampa E-mail
03/11/2007

di Francesco Blasilli - Il sorpasso è ormai avvenuto. Walter Veltroni è saldamente avanti a Silvio Berlusconi, se non in quanto a voti - al momento non quantificabili per ovvi motivi (anche se con l'aria che tira non dovremo attendere molto per avere il verdetto delle urne) - sicuramente lo ha sorpassato in quanto a berlusconate.

silviowalter.jpgIn pratica l'allievo ha superato il maestro. In ogni settore. La certificazione definitiva del sorpasso avvenuto è arrivata sui sondaggi, visto che come sembra, Veltroni ha cominciato a farseli da soli come il suo idolo Berlusconi.

L'altro giorno il sindaco di Roma ha confessato che il suo Pd è dato al 37,5%, precisando che “il voto anticipato sarebbe irresponsabile”. Ha mentito sapendo di mentire, e lo ha pure confessato, perché se fosse vero un dato del genere andrebbe subito alle urne, alla faccia della fedeltà (più presunta che vera) a Prodi.

Un dato, quello del 37,5%, degno dei migliori sondaggi berlusconiani, quelli in cui il Cavaliere si ama attribuirsi percentuali bulgare. Per smentire Veltroni basta pensare che la maggior parte degli istituti di ricerca assegna al novello partito non più del 28%, che alle elezioni del 2006 in Senato l'Ulivo prese il 31,27% e che il Pd, a differenza dell'Ulivo, ha perso per strada qualche ramo (Mussi) e qualche foglia (Dini).

A rendere ancora più irreale il sondaggio veltroniano è anche il dato che il sindaco di Roma assegna alla sinistra radicale: il 6,8%. Se prendiamo come punto di riferimento ancora il Senato del 2006, vediamo che Rifondazione da sola ha preso quasi il 6, mentre sia i Verdi che i Comunisti Italiani sono andati oltre il 2. A questo 10% andrebbe aggiunto il plus valore portato dalla Sinistra Democratica, che non sembra poco. Ora, è vero che stiamo viaggiando nel campo delle ipotesi e che le cose nel tempo cambiamo, ma qui appare evidente che Veltroni è rimasto vittima di uno dei classici deliri di onnipotenza berlusconiani. Una di quelle cose che un po' fa parte del personaggio, un po' è studiata a tavolino per tenere alto il morale della truppa.

Ma dal maestro Silvio, l'alunno Walter ha imparato anche l'arte della comunicazione, anzi del controllo dei media, visto che di giornalismo il buon Veltroni se ne intende da tempo, se è vero come è vero, che è stato direttore de L'Unità. L'arte di controllare i media, invece, è di acquisizione più recente e Veltroni ha ormai sorpassato Berlusconi anche in questo campo: 7 a 5 (e mezzo) è il risultato parziale a favore dell'ex comunista. Dalla parte del Cavaliere sono rimaste le tre reti Mediaset (che sono sue), il Giornale (sempre suo) Tg 2 e Libero che conta mezzo, perché Feltri ogni tanto una polpetta avvelenata la lancia anche nel giardino di Arcore e soprattutto perché l'editore Angelucci non è certo un fedelissimo del centrodestra (nel 2006 stava per candidarsi con l'Udeur, mentre ora è ad un passo dall'acquisto dell'Unità, oltre ad avere anche il Riformista).

Dalla parte di Walter, invece, ci sono il Tg1 di Riotta, il Tg3 dal quale - per rinforzare l'eterna alleanza - ha preso la redattrice Ilaria Capitani e l'ha innalzata al ruolo di capo ufficio stampa, il Corriere della Sera (che ora critica Prodi, ma fa lenzuolate pro Walter); più i gioielli di famiglia Unità e Repubblica e le testate degli amici costruttori, il Messaggero e il Tempo.

Adesso qualcuno vada ancora in giro a raccontare che Berlusconi occupa tutta l'informazione; anche perché se lo fa, lo fa nella maggior parte dei casi con roba che paga di tasca sua. Veltroni, invece, lo ha superato non solo numericamente, ma anche perché le sue sono occupazioni mediatiche abusive, visto che non è roba sua: lui appare, gli altri pagano. Ma se non bastano esposizioni mediatiche e “sparate sondaggistiche” a convincervi della totale sovrapposizione tra Berlusconi e Veltroni, basta tornare alla tanto vituperata campagna elettorale del Cavaliere del 2001, quella del “Meno tasse per tutti”. Beh, il 2 settembre scorso, alla Festa dell'Unità di Bologna Veltroni chiedeva la stessa cosa...

E' proprio questa la grandezza di Berlusconi, aver portato la disputa politica sul campo a lui più congeniale: stavolta, però, la sensazione è che nella gara a chi le spare più grosse, il Cavaliere abbia trovato un degno rivale. Walter “sondaggio” Veltroni prima o poi dirà pure che “una volta ha votato Forza Italia. Ma anche An”. Francesco Blasilli (L'Opinione)

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