| INDAGINE OUTSIDE: ITALIANI ANSIOSI E IN TILT DI FRONTE AL MINIMO IMPREVISTO |
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| 19/07/2008 | |
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19 lug. - Non perdere la calma nelle
situazioni critiche, affrontare i problemi della vita quotidiana con
intelligenza ed evitare di dare sempre la colpa agli altri. Ma gli
italiani sono in grado di mettere in pratica questi piccoli
insegnamenti quando gli si presenta di fronte un imprevisto?
Sembrerebbe proprio di no, perche' oggi davanti a qualcosa che non era
in preventivo secondo un esperto su due (49%) gli italiani vanno in
tilt e si lasciano prendere dalla rabbia.
La capacità di reagire agli imprevisti secondo il 46% degli
intervistati era molto piu' alta un tempo grazie soprattutto ad una
piu' sviluppata arte di arrangiarsi. Solo il 21% degli esperti
intervistati giudica questa generazione piu' brava a risolvere un
accadimento inatteso.
L'evento inaspettato in ogni caso genera piu' ansia (33%) che
volonta' di reagire e l'imprevisto si trasforma in vero incubo da
temere quando coinvolge la quotidianita'. E ad agitare maggiormente
gli Italiani sono, proprio gli imprevisti legati alla vita quotidiana
(59%), al lavoro, (38%), ma anche quelli di natura economico
finanziario (24%). In ogni caso quando succede qualcosa sono in pochi
che la prendono con filosofia o che analizzano se un loro
comportamento e' alla base dell'imprevisto: secondo il 34% tutto viene
attribuito alla ''sfortuna'' e al caso, ma per il 49% l'atteggiamento
predominante e' quello di dare la colpa agli altri. Questo e' quanto
emerge da un'indagine promossa dal mensile Outside, diretto da
GianMaria Madella e condotta su 75 psicologi e sociologi, ai quali e'
stato chiesto come reagiscono solitamente gli italiani di fronte ad un
imprevisto, per quali cause e quali sono gli imprevisti in grado di
mandare in tilt gli italiani.
Come fa notare il 23% degli esperti, anni fa gli
imprevisti erano quasi all'ordine del giorno, di conseguenza, gli
italiani erano tanto abituati da non farci piu' caso, oltre a poter
contare su una ''rete sociale'', famiglia in primis, che forniva un
forte sostegno, come indica il 21%. E oggi? Solo il 21% ritiene che
gli italiani siano in grado di affrontare meglio i piccoli imprevisti
quotidiani. E lo sostengono soprattutto perche' tutte le migliorie
tecnologiche, da internet ai cellulari, passando per navigatori e
laptop, hanno reso la vita piu' facile (47%).
Ma non solo, anche l'innalzamento del livello culturale ha fatto
la sua parte secondo il 39%, oltre ad una societa' molto piu'
''controllata'' e sicura (21%). E sono piu' attrezzati a far fronte a
un imprevisto gli uomini o le donne? Per il 53% degli intervistati
sono le donne, mentre gli uomini si fanno prendere piu' facilmente
dall'emotivita' e dall'ansia. Solo il 20% ritiene che gli uomini siano
piu' versatili e si sappiano controllare maggiormente.
Di fatti, come sottolinea il 33% quando si
verifica un imprevisto, anche se piccolo, l'atteggiamento predominante
e' farsi prendere dall'ansia o addirittura, come dice il 49% dalla
rabbia e dal nervosismo. Una minoranza tra gli intervistati sostiene
che la reazione predominante e' la volonta' di reagire, di non
arrendersi di fronte all'inciampo. D'altra parte solo il 19% dice che
la situazione viene razionalizzata per trovare la soluzione, mentre e'
in crescita, come sottolinea il 9%, un atteggiamento di resa.
Senza mezzi termini il 17% rileva che sempre piu' spesso la
risposta a un qualsiasi imprevisto che pone un ostacolo nella vita
quotidiana, genera un vero e proprio sentimento di panico e totale
impotenza. Ma quali sono, secondo gli esperti, le tipologie di
imprevisti che mandano in tilt gli italiani? A creare maggiori
problemi sono proprio quegli imprevisti che sono legati alla vita
quotidiana di ciascuno e che costringono a cambiare un'abitudine ormai
consolidata (59%): chiudersi fuori casa scatena reazioni incontrollate
che vanno dal panico alla rabbia accecante, un ingorgo mentre si
percorre la solita strada riesce a mandare in completa confusione.
Molta influenza hanno anche i piccoli imprevisti che capitano
sul lavoro (38%), dal perdere un documento su cui si stava lavorando
al pc all'accorgersi troppo tardi di aver inviato una mail al
destinatario sbagliato. Un vero dramma anche gli imprevisti di tipo
''economico-finanziario'' (24%), ma non si parla del crollo della
borsa, ma semplicemente di un bancomat smagnetizzato. E lo stesso vale
per quelli legati al fisico e alla salute (21%), dove un graffio, un
piccolo eritema o altro riescono a far scoppiare il panico.
Tutte situazioni che in determinati momenti e
ambiti si possono trasformare in veri incubi e paure, come accade ad
esempio in relazione alla ferie. Sono in molti, infatti, secondo il 47%
degli intervistati, a vivere come un vero incubo, in grado di rovinare
l'intera vacanza, il rischio di trovare brutto tempo in villeggiatura
o a partire gia' preoccupati che la localita' scelta non risponda
''alle promesse'' (41%), con il rischio che il piu' piccolo imprevisto
rovini l'intera vacanza.
Per il 27% poi, uno dei motivi di maggior crisi in vacanza e' lo
scoprire di aver lasciato qualcosa a casa e la perdita dei bagagli e'
in grado di rovinare le ferie sognate da una vita (21%).
Secondo gli
esperti, intervistati dal mensile Outside, quando si e' in situazioni
diverse da quelle cui si e' abituati basta un nonnulla per entrare in
confusione e per vivere piccoli imprevisti come veri spauracchi, in
grado persino di turbare il sonno.
Ma quando si verificano, che ci si trovi in ferie o a casa, nel
proprio tran tran quotidiano, di chi e' la responsabilita'? A cosa
vengono attribuiti? L'atteggiamento piu' comune e': ''Io? No, non
c'entro assolutamente, e' colpa di?''. Ben il 49% degli esperti
conferma che gli italiani adorano scaricare la colpa sugli altri,
associando ogni tipo di avvenimento imprevisto all'incuria dei loro
simili, ma guai ad assumersi le proprie responsabilita', cosa che
sostiene solo il 12%.
Per non parlare poi dei ''fatalisti'': la colpa non e' mai di
nessuno, ci sono delle cose o dei fenomeni che non si possono
controllare, come conferma il 34%. Del resto, ''e' cosi' che va il
mondo'', esordirebbe l'italiano medio.(Adnkronos).
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