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Ultimo aggiornamento: 10.01.2009 ore 01:00
INDAGINE OUTSIDE: ITALIANI ANSIOSI E IN TILT DI FRONTE AL MINIMO IMPREVISTO Stampa E-mail
19/07/2008
19 lug. - Non perdere la calma nelle situazioni critiche, affrontare i problemi della vita quotidiana con intelligenza ed evitare di dare sempre la colpa agli altri. Ma gli italiani sono in grado di mettere in pratica questi piccoli insegnamenti quando gli si presenta di fronte un imprevisto?
ansia280x200.jpgSembrerebbe proprio di no, perche' oggi davanti a qualcosa che non era in preventivo secondo un esperto su due (49%) gli italiani vanno in tilt e si lasciano prendere dalla rabbia. La capacità di reagire agli imprevisti secondo il 46% degli intervistati era molto piu' alta un tempo grazie soprattutto ad una piu' sviluppata arte di arrangiarsi. Solo il 21% degli esperti intervistati giudica questa generazione piu' brava a risolvere un accadimento inatteso.
L'evento inaspettato in ogni caso genera piu' ansia (33%) che volonta' di reagire e l'imprevisto si trasforma in vero incubo da temere quando coinvolge la quotidianita'. E ad agitare maggiormente gli Italiani sono, proprio gli imprevisti legati alla vita quotidiana (59%), al lavoro, (38%), ma anche quelli di natura economico finanziario (24%). In ogni caso quando succede qualcosa sono in pochi che la prendono con filosofia o che analizzano se un loro comportamento e' alla base dell'imprevisto: secondo il 34% tutto viene attribuito alla ''sfortuna'' e al caso, ma per il 49% l'atteggiamento predominante e' quello di dare la colpa agli altri. Questo e' quanto emerge da un'indagine promossa dal mensile Outside, diretto da GianMaria Madella e condotta su 75 psicologi e sociologi, ai quali e' stato chiesto come reagiscono solitamente gli italiani di fronte ad un imprevisto, per quali cause e quali sono gli imprevisti in grado di mandare in tilt gli italiani.
Come fa notare il 23% degli esperti, anni fa gli imprevisti erano quasi all'ordine del giorno, di conseguenza, gli italiani erano tanto abituati da non farci piu' caso, oltre a poter contare su una ''rete sociale'', famiglia in primis, che forniva un forte sostegno, come indica il 21%. E oggi? Solo il 21% ritiene che gli italiani siano in grado di affrontare meglio i piccoli imprevisti quotidiani. E lo sostengono soprattutto perche' tutte le migliorie tecnologiche, da internet ai cellulari, passando per navigatori e laptop, hanno reso la vita piu' facile (47%). Ma non solo, anche l'innalzamento del livello culturale ha fatto la sua parte secondo il 39%, oltre ad una societa' molto piu' ''controllata'' e sicura (21%). E sono piu' attrezzati a far fronte a un imprevisto gli uomini o le donne? Per il 53% degli intervistati sono le donne, mentre gli uomini si fanno prendere piu' facilmente dall'emotivita' e dall'ansia. Solo il 20% ritiene che gli uomini siano piu' versatili e si sappiano controllare maggiormente.
Di fatti, come sottolinea il 33% quando si verifica un imprevisto, anche se piccolo, l'atteggiamento predominante e' farsi prendere dall'ansia o addirittura, come dice il 49% dalla rabbia e dal nervosismo. Una minoranza tra gli intervistati sostiene che la reazione predominante e' la volonta' di reagire, di non arrendersi di fronte all'inciampo. D'altra parte solo il 19% dice che la situazione viene razionalizzata per trovare la soluzione, mentre e' in crescita, come sottolinea il 9%, un atteggiamento di resa. Senza mezzi termini il 17% rileva che sempre piu' spesso la risposta a un qualsiasi imprevisto che pone un ostacolo nella vita quotidiana, genera un vero e proprio sentimento di panico e totale impotenza. Ma quali sono, secondo gli esperti, le tipologie di imprevisti che mandano in tilt gli italiani? A creare maggiori problemi sono proprio quegli imprevisti che sono legati alla vita quotidiana di ciascuno e che costringono a cambiare un'abitudine ormai consolidata (59%): chiudersi fuori casa scatena reazioni incontrollate che vanno dal panico alla rabbia accecante, un ingorgo mentre si percorre la solita strada riesce a mandare in completa confusione. Molta influenza hanno anche i piccoli imprevisti che capitano sul lavoro (38%), dal perdere un documento su cui si stava lavorando al pc all'accorgersi troppo tardi di aver inviato una mail al destinatario sbagliato. Un vero dramma anche gli imprevisti di tipo ''economico-finanziario'' (24%), ma non si parla del crollo della borsa, ma semplicemente di un bancomat smagnetizzato. E lo stesso vale per quelli legati al fisico e alla salute (21%), dove un graffio, un piccolo eritema o altro riescono a far scoppiare il panico.
Tutte situazioni che in determinati momenti e ambiti si possono trasformare in veri incubi e paure, come accade ad esempio in relazione alla ferie. Sono in molti, infatti, secondo il 47% degli intervistati, a vivere come un vero incubo, in grado di rovinare l'intera vacanza, il rischio di trovare brutto tempo in villeggiatura o a partire gia' preoccupati che la localita' scelta non risponda ''alle promesse'' (41%), con il rischio che il piu' piccolo imprevisto rovini l'intera vacanza. Per il 27% poi, uno dei motivi di maggior crisi in vacanza e' lo scoprire di aver lasciato qualcosa a casa e la perdita dei bagagli e' in grado di rovinare le ferie sognate da una vita (21%).
Secondo gli esperti, intervistati dal mensile Outside, quando si e' in situazioni diverse da quelle cui si e' abituati basta un nonnulla per entrare in confusione e per vivere piccoli imprevisti come veri spauracchi, in grado persino di turbare il sonno. Ma quando si verificano, che ci si trovi in ferie o a casa, nel proprio tran tran quotidiano, di chi e' la responsabilita'? A cosa vengono attribuiti? L'atteggiamento piu' comune e': ''Io? No, non c'entro assolutamente, e' colpa di?''. Ben il 49% degli esperti conferma che gli italiani adorano scaricare la colpa sugli altri, associando ogni tipo di avvenimento imprevisto all'incuria dei loro simili, ma guai ad assumersi le proprie responsabilita', cosa che sostiene solo il 12%. Per non parlare poi dei ''fatalisti'': la colpa non e' mai di nessuno, ci sono delle cose o dei fenomeni che non si possono controllare, come conferma il 34%. Del resto, ''e' cosi' che va il mondo'', esordirebbe l'italiano medio.(Adnkronos).
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