| Index of Economic Freedom: Italia 64^ al mondo e 29^ in Europa |
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| 07/02/2008 | |
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7 Feb. - L'impressione, netta, e' che il tema delle liberta' economiche nel nostro paese sia destinato a diventare uno dei "must" della campagna elettorale (alle porte). Con almeno un fatto nuovo: i problemi sono sul tavolo da troppo tempo e la discussione dovra' inevitabilmente essere molto concreta. Questo e' il quadro emerso
ieri sera a Roma, nel corso del dibattito seguito alla presentazione
italiana dell'Index of Economic Freedom organizzata dall'Istituto
Bruno Leoni, il think tank italiano che collabora alla stesura
dell'indice.
L'Italia e' 64ma al mondo, e 29ma in Europa, nella
classifica
speciale curata dall'Heritage Foundation di Washington che analizza i
principali indici di liberta' economica. Dati che, benche' non
abbiano nulla a che fare con gli indici di sviluppo con cui talvolta
qualcuno strumentalmente li confonde, non e' piacevole dover
ricordare anche perche' vedono il nostro paese praticamente fermo dal
1995.
La notizia invece sta da un'altra parte: per la prima volta un
cospicuo numero di rappresentanti qualificati del mondo delle
imprese, della politica e dei sindacati, esce allo scoperto e dice
che i numeri elaborati dagli studiosi dell'Heritage sono addirittura
indulgenti con la realta' economica del paese.
"Ho rilevato una sorprendente convergenza sui temi - commenta il direttore generale dell'Istituto Bruno Leoni Alberto Mingardi -. In particolare mi ha colpito il fatto che mentre in passato si assisteva a cori unanimi sull'eccessiva negativita' del ritratto tracciato dall'Index,oggi ci viene detto invece che e' fin troppo generoso! Segno che la percezione dei problemi e' molto piu' diffusa di prima". Particolarmente significativo l'incipit dell'intervento del rappresentante del mondo sindacale: "Sono piacevolmente stupito - ha detto Pirani - perche' mi aspettavo l'Indice ritraesse una situazione molto peggiore, invece sembra bastino poche riforme, a partire dalla detassazione dei salari dei lavoratori dipendenti e dalla spesa pubblica, per saltare molto in avanti nella classifica". Un tema, quello del recupero del potere d'acquisto degli stipendi, riportato all'ordine del giorno dalla cronaca piu' recente. "Veltroni - ha detto nel corso del suo lungo intervento Sacconi - ci ha proposto proprio in queste ore un accordo su alcuni punti chiave, tra cui il carico fiscale sui salari, da qui ad aprile. Una proposta che ci lascia molto perplessi, in clima di campagna elettorale, e lascia in sospeso la domanda sul perche' non si sia cercato un accordo prima". "Confido - ha proseguito il senatore azzurro - in una prossima intensa stagione di riformismo e rammento che tutti noi ricordiamo la Tatcher non per il primo, ma per il suo secondo mandato". "La nostra malattia e' questa 'economia di relazione' - aveva prima detto l'amministratore di Bat Valli - e per combatterla basterebbero interventi come tagliare la spesa corrente e abbassare i carichi fiscali, che sono di una banalita' assoluta eppure nessuno fa. A chiunque guidera' il paese da maggio in avanti chiedo una cosa: di avere coraggio, perche' bastano piccole cose". (Velino) |
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