| Inquinamento: 51 per cento dei lombardi pensa che non sarà ridotto il traffico, nonostante l'ecopass |
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| 13/10/2007 | |
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La Lombardia perlopiù contraria, a Milano la cittadinanza divisa a metà, con
una lieve prevalenza di favorevoli. E molta incertezza. Il ticket-ecopass per
far pagare l'ingresso ai veicoli inquinanti nel centro cittadino, varato dalla
giunta comunale guidata dal sindaco Letizia Moratti, entrerà in vigore il 2
gennaio.
Ma intanto divide a metà la popolazione, secondo un sondaggio
commissionato da Panorama alla Simulation intelligence, istituto di ricerche di
mercato specializzato su media e comunicazione.
Infatti solo il 7 per cento degli intervistati lo giudica più efficace mentre la misura preferita, nel 36 per cento dei casi, è il divieto di circolazione solo per i veicoli vecchi e inquinanti. «Ma se l'alternativa è il ticket o nessuna misura, tra i cittadini di Milano i favorevoli sono più dei contrari» precisa Patierno, «mentre il discorso si rovescia per i lombardi non residenti a Milano, che in maggioranza percepiscono questa misura come punitiva nei loro confronti, senza ottenere in cambio alcun vantaggio». La divisione di orientamento tra gli abitanti di Milano e del resto della Lombardia è evidenziata dalle risposte alla domanda «Lei personalmente è favorevole al ticket-ecopass?», con un 47 per cento di milanesi favorevoli e un 45 per cento di contrari (8 per cento incerti), mentre nel resto della Lombardia i sì sono il 41 per cento. Sta di fatto che secondo i dati dell'Arpa (l'agenzia regionale per l'ambiente) c'è stato un crollo verticale delle sostanze inquinanti in Lombardia negli ultimi 15 anni: il biossido di zolfo è sceso da 38 a 5 microgrammi per metro cubo (-87 per cento), il biossido di azoto da 115 a 60 (-48 per cento), l'ossido di carbonio è stato abbattuto da 3,9 a 1,3 mg (-67 per cento) e le polveri sospese pm 10 sono scese da 140 a 59 microgrammi per metro cubo (-58 per cento). Ciononostante, tra i personaggi milanesi interpellati da Panorama, i favorevoli al ticket puntano proprio su un'ulteriore riduzione dell'inquinamento. «Considerando che l'unico aspetto negativo di Milano è lo smog, mi sembra un'iniziativa positiva» dice l'avvocato Annamaria Bernardini de Pace. «A patto che il ticket antismog non diventi un incubo per chi abita in città e deve avere la possibilità di circolare tranquillo. Non vorrei vedere Milano piena di risciò». Decisamente contrario invece Vittorio Feltri, direttore di Libero: «Questo non è un ticket per abbassare l'inquinamento, perché se paghi puoi inquinare. Così vengono colpiti i redditi bassi, le persone che non possono permettersi un'auto nuova. E poi peserà sui pendolari che arrivano dalle altre province lombarde e non possono contare su un sistema ferroviario decente». Tra i favorevoli, lo scrittore Alessandro Golinelli: «Non ho la macchina e nemmeno la patente, quindi meno auto ci sono meglio è». Mentre un altro scrittore, Antonio Scurati, è contrario perché ritiene la misura debole: «Il ticket così com'è ora non mi piace. Se fosse più rigoroso, e fosse impedito l'ingresso a tutta la città, sarebbe meglio. Così è una mezza misura che limita la libertà di movimento e non risolve il problema inquinamento». Claudia Buccellati, titolare di una nota griffe di gioielleria, è decisamente contraria: «Il ticket antismog non rientra in un piano generale, rischia di essere l'ennesima bolla di sapone». Come Adriano Galliani, vicepresidente del Milan: «Non sono d'accordo con il ticket. Non ho studiato a fondo l'argomento, ma a pelle sono contrario». (Fonte: Panorama)
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