| IRAN: APERTI I SEGGI PER IL SECONDO TURNO DELLE LEGISLATIVE |
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| 25/04/2008 | |
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25 Apr. - Gli 81 seggi del parlamento iraniano, su un totale di 290, non ancora attribuiti dopo le elezioni del 14 marzo scorso, saranno assegnati oggi in un ballottaggio elettorale a cui parteciperanno 162 candidati e che vede ancora favoriti i conservatori, già vittoriosi al primo turno.
Tra questi, però non scarseggiano gli oppositori del
presidente, Mahmud Ahmadinejad che appare sempre criticato, isolato e
non più in una posizione di forza come nel recente passato.
Al coro
delle critiche ad Ahmadinejad, motivate soprattutto dalla forte spirale
inflattiva innescata dall’iniezione indiscriminata dei proventi del
petrolio nell’economia nazionale e dai continui cambi di ministri nel
governo, si è unita in questi ultimi giorni una voce autorevole: quella
del presidente del parlamento uscente, Gholamali Haddad-Adel, secondo
il quale i rimpasti troppo frequenti potrebbero avere «conseguenze
negative».
Haddad-Adel è un importante rappresentante della stessa ala
fondamentalista di Ahmadinejad, ma come diversi altri conservatori si è
spostato su posizioni sempre più scettiche rispetto alle politiche del
presidente. Una metamorfosi su cui sembrano pesare anche le rivalità
personali in vista delle elezioni presidenziali dell’estate 2009,
quando Ahmadinejad potrebbe essere sfidato da altre due importanti
figure conservatrici: l’ex negoziatore sul nucleare Ali Larijani e il
sindaco di Teheran, Mohammad-Baqer Qalibaf. Fino ad ora, tuttavia,
Ahmadinejad sembra godere dell’appoggio della Guida suprema, ayatollah
Ali Khamenei.
I principali membri del governo attuale, ha detto
mercoledì la Guida, «lavorano come operai» facendo del loro meglio per
il bene del Paese.
Dei seggi assegnati nel primo turno, il 14 marzo
scorso, oltre il 70 per cento è andato ai conservatori. Ma molti
osservatori concordano nell’affermare che buona parte di questi nuovi
deputati assumerà una posizione critica nei confronti di Ahmadinejad. A
questi si aggiungeranno i riformisti, che nella nuova assemblea sperano
di arrivare ad avere tra il 17 e il 20 per cento dei seggi, confermando
le posizioni del parlamento uscente.
Il fronte riformista è stato penalizzato dalla squalifica
pre-elettorale di praticamente tutti i suoi candidati più in vista. A
Teheran nel primo turno i conservatori hanno ottenuto tutti i 19 seggi
assegnati e appaiono favoriti anche per il ballottaggio di oggi, quando
verranno aggiudicati gli altri 11.
Al ballottaggio vanno i candidati
meglio piazzati al primo turno, senza però essersi aggiudicati almeno
il 25 per cento dei voti totali espressi nella loro circoscrizione.
Nella prima tornata l’affluenza, secondo stime ufficiali, è stata del
60 per cento a livello nazionale, ma non è andata oltre il 40 per cento
nella capitale. Ieri Ahmadinejad ha chiamato gli elettori a partecipare
in modo massiccio al voto di oggi, al fine, ha detto, di «dimostrare la
dignità, la forza e la resistenza della nazione». (Corriere.com)
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