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| ISPO: IL 60% DEGLI ELETTORI E' CONVINTO DEL "VOTO UTILE" |
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| 26/03/2008 | |
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26 Mar. - Da quanto leggiamo sul Corriere.it che riporta i dati di un recente sondaggio ISPO, gli appelli dei leader al "voto utile" hanno avuto successo tanto che il 60% degli elettori intende applicarlo nell'urna anche se c'è ancora qualchearea di scetticismo soprattutto tra l'elettorato di Veltroni.
Il ragionamento viene applicato sia alle elezioni per la Camera dei Deputati, sia
per quelle del Senato, ma acquista maggior valenza in questo secondo caso. Per la Camera dei Deputati,
infatti, la soglia è pari al 4% dei voti ottenuti a livello nazionale. Diversi
partiti rischiano di non raggiungere questo limite e di essere di conseguenza
esclusi dalla rappresentanza. Per il Senato la situazione è più complessa. Non
solo la soglia di sbarramento, infatti, è doppia e pari all’8% ma, quel che è
più importante, si applica a livello della singola regione. Ciò significa che
se una forza politica ottiene più dell’8% in una data regione, concorre alla
ripartizione dei seggi senatoriali attribuiti in quel contesto, ma non
necessariamente in altri. Per le due forze maggiori il problema non si pone,
poiché entrambe superano di gran lunga l’8%. D’altra parte, la maggior parte
dei piccoli partiti è lontana da questa quota di consensi. Ma due forze
politiche sembrano ottenere, almeno sulla base dei sondaggi effettuati sino a
questo momento, proprio questa percentuale di voti, superandola in certe
regioni, ma rimanendo al di sotto in altre. Si tratta dell’Unione di Centro e
della Sinistra l’Arcobaleno.
Ma in che misura l’elettorato è persuaso dell’idea del voto
utile? Un recente sondaggio ha mostrato che la gran parte – il 60% degli
elettori – condivide questo argomento e intende applicarlo. Ma questa quota è
inferiore a quella del complesso dei votanti per i due maggiori partiti.
Infatti, molti, anche all’interno di PD e PDL non sono convinti fino in fondo
dell’opportunità del «voto utile». Lo scetticismo appare più intenso tra
l’elettorato della coalizione di Veltroni, ove quasi un votante su tre non
condivide l’idea del voto utile. Dalle scelte dei perplessi sul «voto utile»
dipende, di fatto, l’esito politico delle elezioni. Che si giocherà soprattutto
sull’esistenza o meno di una maggioranza agibile in Senato, tale da permettere
di governare. Come si è detto, essa verrà in larga parte determinata dal
risultato delle singole regioni, dal raggiungimento dell’8% per i due partiti
"concorrenti" a quelli maggiori e, dunque, dall’applicazione o meno
dell’appello al «voto utile». (Renato Mannheimer) scritto da Faber, marzo 26, 2008 In questi giorni si è parlato tanto, forse troppo, di “voto utile” costringendoci a riflettere su questo anomalo consiglio arrivato a più riprese dalle sponde dei due partiti contenitore. Silvio e Walter hanno duettato elegantemente, secondo un copione ben scritto, invitando gli elettori a votare per sé o per l'altro. Questo sarebbe il “voto utile”, cioè quello “che apporta vantaggio, profitto o giovamento”. Appunto… utile per chi? A pensarci bene, non pare appassionante uno scenario nel quale i due contenitori ben assortiti possano conquistare oltre l’80 per cento dei voti, arrivando ad un conseguente controllo assoluto del potere politico in Italia. I 'partiti gemelli' stanno puntando decisamente a trasformare il bipolarismo in un secco bipartitismo. Vogliono americanizzare lo scenario politico italiano abbattendo le differenze, le identità, le storie culturali e politiche nazionali. La chiamano semplificazione, ma - visti i numeri e gli scenari di grande equilibrio che si prefigurano - profuma tanto di grande accordo: larghe intese, inciucio o ammucchiata… fate voi. Una pesante minaccia di pensiero unico ( a proposito, sono in corso le indagini per scoprire chi abbia copiato il programma dell’altro…) dietro il quale sarebbe più facile fare affari (all’orizzonte ce ne sono tanti) per quei poteri ben acquattati trasversalmente dietro i due contenitori. Senza più alcun controllo, soprattutto grazie all’attuale sistema elettorale che ha consegnato ai leader il potere di veto e di scelta nelle liste dei 'nominati'. Attenzione, avviso ai naviganti verso il 13 aprile: è breve il passo che porta dal voto utile al voto dell’utile idiota… dal BLOG http://faber2008.blogspot.com/ |
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