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Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 13.05.2008 ore 07:37
ISPO: IL 60% DEGLI ELETTORI E' CONVINTO DEL "VOTO UTILE" Stampa E-mail
26/03/2008

26 Mar. - Da quanto leggiamo sul Corriere.it che riporta i dati di un recente sondaggio ISPO, gli appelli dei leader al "voto utile" hanno avuto successo tanto che il 60% degli elettori intende applicarlo nell'urna anche se c'è ancora qualchearea di scetticismo soprattutto tra l'elettorato di Veltroni.

voto_max280x200.jpgAncora negli ultimi giorni, i leader dei due maggiori schieramenti, Silvio Berlusconi e Walter Veltroni, hanno entrambi sottolineato la necessità, a loro avviso, di dare un «voto utile». Come si sa, essi argomentano che sarebbe uno «spreco» attribuire il proprio consenso elettorale a quelle forze che, non riuscendo a superare la soglia minima di ammissione, non avrebbero comunque possibilità di accedere alla distribuzione dei seggi nel futuro Parlamento.

Il ragionamento viene applicato sia alle elezioni per la Camera dei Deputati, sia per quelle del Senato, ma acquista maggior valenza in questo secondo caso. Per la Camera dei Deputati, infatti, la soglia è pari al 4% dei voti ottenuti a livello nazionale. Diversi partiti rischiano di non raggiungere questo limite e di essere di conseguenza esclusi dalla rappresentanza. Per il Senato la situazione è più complessa. Non solo la soglia di sbarramento, infatti, è doppia e pari all’8% ma, quel che è più importante, si applica a livello della singola regione. Ciò significa che se una forza politica ottiene più dell’8% in una data regione, concorre alla ripartizione dei seggi senatoriali attribuiti in quel contesto, ma non necessariamente in altri. Per le due forze maggiori il problema non si pone, poiché entrambe superano di gran lunga l’8%. D’altra parte, la maggior parte dei piccoli partiti è lontana da questa quota di consensi. Ma due forze politiche sembrano ottenere, almeno sulla base dei sondaggi effettuati sino a questo momento, proprio questa percentuale di voti, superandola in certe regioni, ma rimanendo al di sotto in altre. Si tratta dell’Unione di Centro e della Sinistra l’Arcobaleno.
È importante sottolineare un dato che può apparire tecnico: nelle regioni ove supereranno l’8% queste forze toglieranno senatori al perdente tra i due partiti maggiori, PD o PDL, ciò che non accadrebbe se non raggiungessero la soglia in questione. Infatti, il vincente tra PD e PDL avrà senz’altro i seggi senatoriali derivanti dall’applicazione del premio di maggioranza, anch’esso computato a livello regionale. I seggi restanti saranno divisi tra il soccombente tra i due maggiori partiti e, eventualmente, le altre forze che supereranno l’8% e che quindi entreranno nella spartizione della "torta" residua. Per questo, i due partiti maggiori hanno tutto l’interesse a concentrare i voti su sé stessi, evitando, spe
cie al Senato, che altri raggiungano la soglia di ammissione.

Ma in che misura l’elettorato è persuaso dell’idea del voto utile? Un recente sondaggio ha mostrato che la gran parte – il 60% degli elettori – condivide questo argomento e intende applicarlo. Ma questa quota è inferiore a quella del complesso dei votanti per i due maggiori partiti. Infatti, molti, anche all’interno di PD e PDL non sono convinti fino in fondo dell’opportunità del «voto utile». Lo scetticismo appare più intenso tra l’elettorato della coalizione di Veltroni, ove quasi un votante su tre non condivide l’idea del voto utile. Dalle scelte dei perplessi sul «voto utile» dipende, di fatto, l’esito politico delle elezioni. Che si giocherà soprattutto sull’esistenza o meno di una maggioranza agibile in Senato, tale da permettere di governare. Come si è detto, essa verrà in larga parte determinata dal risultato delle singole regioni, dal raggiungimento dell’8% per i due partiti "concorrenti" a quelli maggiori e, dunque, dall’applicazione o meno dell’appello al «voto utile». (Renato Mannheimer)vaialletavole1.jpg

Commenti (1) >>
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scritto da Faber, marzo 26, 2008

In questi giorni si è parlato tanto, forse troppo, di “voto utile” costringendoci a riflettere su questo anomalo consiglio arrivato a più riprese dalle sponde dei due partiti contenitore. Silvio e Walter hanno duettato elegantemente, secondo un copione ben scritto, invitando gli elettori a votare per sé o per l'altro. Questo sarebbe il “voto utile”, cioè quello “che apporta vantaggio, profitto o giovamento”. Appunto… utile per chi? A pensarci bene, non pare appassionante uno scenario nel quale i due contenitori ben assortiti possano conquistare oltre l’80 per cento dei voti, arrivando ad un conseguente controllo assoluto del potere politico in Italia. I 'partiti gemelli' stanno puntando decisamente a trasformare il bipolarismo in un secco bipartitismo. Vogliono americanizzare lo scenario politico italiano abbattendo le differenze, le identità, le storie culturali e politiche nazionali. La chiamano semplificazione, ma - visti i numeri e gli scenari di grande equilibrio che si prefigurano - profuma tanto di grande accordo: larghe intese, inciucio o ammucchiata… fate voi. Una pesante minaccia di pensiero unico ( a proposito, sono in corso le indagini per scoprire chi abbia copiato il programma dell’altro…) dietro il quale sarebbe più facile fare affari (all’orizzonte ce ne sono tanti) per quei poteri ben acquattati trasversalmente dietro i due contenitori. Senza più alcun controllo, soprattutto grazie all’attuale sistema elettorale che ha consegnato ai leader il potere di veto e di scelta nelle liste dei 'nominati'. Attenzione, avviso ai naviganti verso il 13 aprile: è breve il passo che porta dal voto utile al voto dell’utile idiota… dal BLOG
http://faber2008.blogspot.com/

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