| ISPO/Mannheimer: Pdl al 40, Pd al 33% ma sono gli indecisi che decideranno la partita |
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| 13/02/2008 | |
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13 Feb. - L'analisi di Renato Mannheimer sulle pagine del Corriere della Sera relativamente alle intenzioni di voto attribuisce al nuovo partito di centrodestra il 40% e sembra premiare le scelte dei partiti che "corrono da soli"
Anche indipendentemente dal loro (probabile) risultato, queste
elezioni sembrerebbero rivestire un carattere storico e costituire un
significativo momento di svolta nell'evoluzione del sistema politico
del nostro Paese. La prospettiva elettorale ha infatti stimolato molte
radicali trasformazioni nell'assetto dei partiti e nel-l'offerta
politica in generale. Parrebbe essere in corso un passaggio dal
pluripartitismo estremo che ha connotato gli ultimi anni a una
struttura più semplice, in cui agisce un numero minore di partiti, ma
ove il ruolo principale è ricoperto da due sole grandi forze che
tendono a catalizzare gran parte dei consensi. Un passo importante in
questa direzione è stato compiuto a suo tempo con la costituzione del
Partito democratico. Ma ancora più rilevante è stata la decisione del
suo leader, Veltroni, di «correre da solo».
Una presa di posizione coraggiosa, forse perdente nel breve periodo, ma portatrice di una riformulazione delle alleanze e, specialmente, della costituzione di un nuovo polo di aggregazione nel centrosinistra. La reazione di Berlusconi e del centrodestra è stata altrettanto significativa. È vero che, come ritengono due terzi dell'elettorato di centrosinistra (ma solo un terzo di quello di centrodestra), il Popolo delle libertà può rivelarsi tra qualche mese un mero espediente elettorale, finalizzato esclusivamente a godere dei vantaggi offerti dalla legge in vigore (premio di maggioranza alla coalizione che ottiene più voti). Ma è vero anche che potrebbe accadere il contrario e verificarsi nel centrodestra quanto sembrerebbe essere in corso da tempo nel centrosinistra: vale a dire la formazione di una vera e propria nuova forza politica. Sarebbe una sorta di anticipazione degli effetti del referendum. Non a caso, l'elettorato premia questi nuovi grandi partiti o, quantomeno, non li punisce com'è successo spesso in passato nei casi di aggregazione tra forze politiche diverse. Com'era stato rilevato qualche giorno fa, il Pd ottiene più voti correndo da solo che restando in una coalizione di centrosinistra rivelatasi troppo ampia. I nuovi consensi provengono in egual misura da elettori della sinistra estrema che si spostano e da altri che si sentono di centro ed erano orientati all'astensione o a scelte diverse. Viceversa, per ora, il Pdl non parrebbe fortemente avvantaggiato rispetto al risultato teoricamente ottenuto dai partiti che hanno contribuito a formarlo: esso però sembrerebbe consolidare la sopravvalutazione dei consensi per An di solito rilevabile nei sondaggi: il temuto «effetto simbolo» che, secondo alcuni, avrebbe dovuto trattenere gli elettori di Fini, parrebbe non manifestarsi. Insomma, molti cittadini si trovano, talvolta senza saperlo, a concordare con l'opinione di Berlusconi, secondo la quale un voto esterno alle due maggiori forze politiche, Pd e Pdl, è «inutile»: tanto che, nel complesso, questi due partiti vengono oggi indicati per il voto da più del 70% dell'elettorato. Questa impressione si rafforza ulteriormente osservando i dati sull'ampiezza del voto potenziale, costituito da chi dichiara la disponibilità a prendere in considerazione un partito, pur senza avere ancora deciso definitivamente se votarlo o meno. Sia per il Pd, sia per il Pdl i valori registrati sono molto elevati, tali da coprire quasi l'intero mercato elettorale: nell'insieme i due partiti coinvolgono potenzialmente circa il 90%.
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scritto da Giulio, febbraio 14, 2008 Anch'io considero inutili i voti al di fuori dei due principali agglomerati elettorali, soprattutto va incentivato questo duopartitismo che, finalmente, esclude gli estremisti, destabilizzanti e paralizzanti, dall'agorà del potere rendendo di fatto l'Italia un Paese equilibrato e moderno come quelli del resto d'Europa. |
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