| ISTRUZIONE: 30% il tetto massimo delle presenze straniere in classe |
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| 12/12/2007 | |
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12 Dic. - Un'altra delibera che farà
scuola nel Nordest che si sente sotto assedio. È quella che approverà la
prossima settimana il consiglio comunale di Chiarano (Treviso), guidato da una
giunta leghista che il 26 novembre ha fatto propria l'ordinanza sulla residenza
agli stranieri.
Questo provvedimento però non avrà effetto immediato: è una richiesta al ministro della Pubblica istruzione perché imponga un tetto del 30% al numero degli studenti non italiani nelle scuole e filtri l'accesso con un esame di ammissione. Dopo la residenza e il matrimonio, tocca dunque alla scuola. «Chiediamo che non si superi il 30% delle presenze straniere nelle classi - scrive il sindaco Giampaolo Vallardi - per non far sentire stranieri i nostri ragazzi che, inevitabilmente, con l'attuale situazione, perdono tradizioni, identità culturale e attaccamento al territorio. Chiediamo al ministro di istituire una apposita commissione con l'obiettivo di approntare un idoneo filtro mediante prove di ammissione che valutino il livello di conoscenza della lingua italiana prima dell'inserimento degli alunni nelle classi». Gli stranieri, spiega il primo cittadino, non possono seguire lo stesso programma degli studenti italiani: «Vengono buttati nella mischia senza conoscere l'italiano e senza poter comunicare. Questo provoca problemi in primo luogo ai ragazzi immigrati e rallenta le attività didattiche per gli italiani». La soluzione è un limite agli stranieri a scuola, previo esame di lingua e la frequenza a corsi di recupero per colmare il divario. La notizia arriva nel giorno in cui il Gazzettino pubblica i risultati di un sondaggio settimanale svolto dall'istituto Demos di Ilvo Diamanti, secondo il quale il 27% di veneti e friulani chiede aule separate per gli studenti stranieri (la media nazionale è pari al 18,3%). Gli immigrati in classe impediscono agli italiani di imparare come dovrebbero: è la medesima convinzione del sindaco Vallardi. L'indagine dell'Osservatorio Nordest per il Gazzettino specifica che la quota di chi auspica scuole «a due velocità» è legata al livello di istruzione (solo il 18,4% dei laureati è favorevole) e alla pratica religiosa (d'accordo il 46,1% dei praticanti assidui). Tra gli elettori del centrodestra le «classi differenziali» raccolgono il 35,4% dei consensi (fermi al 15,6 tra gli elettori del centrosinistra): Lega Nord 39%, Forza Italia 36,9, 36 Udc, 24,8 Alleanza nazionale, 16,2 Partito democratico. (ilgiornale) |
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