| ITALIA: 27O PERSONE OGNI GIORNO MUOIONO PER SCOMPENSO CARDIACO |
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| 01/07/2008 | |
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1 lug. - Ogni giorno in Italia muoiono 270 persone colpite dallo scompenso cardiaco, malattia poco conosciuta e spesso confusa, nel senso comune, con ictus e infarto. E' quanto emerge da uno degli incontri, che si e' tenuto ieri a Napoli, nell'ambito della prima edizione del Mediterranean Cardiovascular Therapeutics, promosso dalla Casa di Cura di Montevergine di Mercogliano (Avellino).
''Il che si traduce fra l'altro - ha aggiunto Mottola - in una spesa di 500 milioni di euro l'anno: il 2% della spesa sanitaria nazionale. Un recente sondaggio ha dimostrato inoltre che, chiamate 15 persone per ogni regione italiana, la risposta prevalente sullo scompenso e' stata vaga: la gente lo confonde con ictus e infarto''. Dati divulgati nell'ambito di un evento scientifico in parte dedicato alla cooperazione fra l'Italia - il Mezzogiorno in particolare - e i Paesi della sponda Sud: ''il congresso mettera' a confronto i maggiori esperti di malattie cardiovascolari provenienti da diversi Paesi del Mediterraneo - ha spiegato Rubino - un'aera geografica che viene oggi considerata una macroregione, ma in cui la gestione delle piu' comuni patologie del sistema cardiovascolare e' molto diversa da Paese a Paese, a causa dei differenti approcci culturali e delle diverse risorse disponibili in ciascuna nazione''. L'assessore alla Sanita' della Regione Campania Angelo Montemarano - cui e' stato conferito il premio ''Una vita per la sanita''' - consegnato anche al direttore del Centro di ricerca cardiologica di Harvard, Piero Anversa - ha ricordato diverse esperienze di cooperazione. ''Pur avendo ereditato una montagna di debiti in Campania, e lavorando a un difficile risanamento, abbiamo immaginato il nostro territorio come interlocutore dei Paesi della sponda Sud. Recentemente - ha detto Montemarano - abbiamo ospitato il ministro della Sanita' della Nuova Guinea e 12 medici di quel Paese. Inoltre abbiamo stretto un accordo con il ministro della Tunisia, per formare 300 operatori sanitari al Cardarelli''. Carmine Malzoni ha descritto un progetto realizzato, ad Avellino, con gli albanesi: ''in una regione cattolica del Kosovo abbiamo ricostruito, in cinque anni, un ospedale completamente distrutto, che oggi funziona bene. Inoltre abbiamo formato ad Avellino i medici che oggi lavorano in quel presidio grazie al nostro know how''.(Ansa). |
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Della emergenza hanno parlato Paolo Rubino, responsabile del Laboratorio di Cardiologia invasiva della clinica, che ha citato un progetto di terapia dedicata proprio allo scompenso, e il cardiologo Gaetano Mottola. ''Non e' solo un dramma, ma una guerra: di scompenso muoiono 12 persone l'ora'', hanno spiegato.
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