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Ultimo aggiornamento: 05.07.2008 ore 02:00
L'86% DEI MEDICI ITALIANI USA LA "SANITA' ELETTRONICA" Stampa E-mail
26/04/2008

26 Apr. - La sanità "elettronica" prende piede in Europa, e l'Italia, è in generale in media con lo sviluppo dei Ventisette. La Commissione europea ha pubblicato un sondaggio paneuropeo sui servizi elettronici di assistenza sanitaria (eHealth), dal quale risulta che l'87% dei medici europei (medici generici) usa il computer (l'Italia è all'86%) e il 48% dispone di una connessione a banda larga (in Italia sono il 49%).

medico__280x200.jpg I medici europei ricorrono sempre più ai mezzi elettronici per archiviare e inviare i dati dei pazienti, come ad esempio i referti di laboratorio. Grazie alla diffusione delle applicazioni di sanità elettronica, l'assistenza sanitaria in Europa secondo la Commissione è già migliorata, dotandosi di un'amministrazione più efficiente e riducendo i tempi di attesa per i pazienti.

L'indagine evidenzia anche le aree in cui i medici potrebbero fare maggior ricorso alle tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni per offrire, ad esempio, servizi di telesorveglianza, ricetta elettronica e assistenza medica transfrontaliera.

"L'Europa comincia a cogliere i frutti della connessione a banda larga nel settore della sanità elettronica. Mi congratulo per l'impegno dimostrato da medici e amministrazioni sanitarie a lavorare in modo più efficiente", ha dichiarato Viviane Reding, commissaria europea per la Società dell'informazione e i media. "Questa diagnosi evidenzia peraltro che è giunto il momento di promuovere un più ampio uso di tali servizi elettronici, che possono recare benefici straordinari a tutti i pazienti, in ogni parte d'Europa".

Secondo il sondaggio sull'uso dell'informatica tra i medici generici in Europa, presentato dalla Commissione, le applicazioni di sanità elettronica assumono un ruolo sempre più importante nella pratica medica. Sussistono tuttavia notevoli differenze all'interno dell'Europa quanto alla loro disponibilità e utilizzazione. Il 69% dei medici europei usa internet (il 71% in Italia) e il 66% si serve del computer durante le visite. Si osservano anche ampi divari da un paese all'altro: la penetrazione della banda larga tra i medici di famiglia è massima in Danimarca (91%) e minima in Romania (5% circa).

In Europa (e l'Italia è in media) i dati amministrativi dei pazienti vengono conservati in forma elettronica nell'80% degli studi medici; il 92% di questi è solito archiviare elettronicamente anche i dati relativi a diagnosi e terapie e il 35% conserva in formato elettronico le radiografie. I medici europei spesso scambiano elettronicamente dati con i laboratori (40%) e in minor misura con altri centri sanitari (10%).

Dal sondaggio emerge che i paesi più avanzati dal punto di vista della connettività e dell'accesso alle tecnologie informatiche sono tendenzialmente quelli che più le utilizzano a scopo professionale. In Danimarca, per esempio, che è il paese d'Europa con la più alta penetrazione di internet ad alta velocità, il 60% dei medici scambia correntemente comunicazioni elettroniche con i pazienti (mentre la media dell'UE è di appena il 4%).

Il sondaggio evidenzia anche le aree che si prestano ad ulteriori progressi, come le ricette elettroniche, che sono utilizzate solo dal 6% dei medici generici dell'UE e sono attualmente in uso in soli tre Stati membri: Danimarca (97%), Paesi Bassi (71%) e Svezia (81%). In Italia risulta un 1%.

La telesorveglianza, che consente ai medici di seguire a distanza il decorso di una malattia o di tenere sotto osservazione i pazienti affetti da disturbi cronici, è praticata soltanto in Svezia (dove il 9% dei medici presta tale servizio), nei Paesi Bassi e in Islanda (circa il 3% in entrambi). La Commissione intende presentare, nel corso di quest'anno, una relazione sulle potenzialità e sullo sviluppo della telemedicina.
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