| LA CASTA NON TIRA PIU': SOLO 32% ITALIANI E' ANCORA ADIRATO |
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| 12/09/2008 | |
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13 set. - Che sarebbe accaduto, un anno fa, se ad esser
sorpreso a utilizzare un motoscafo dei vigili del fuoco per fare
immersioni in un’area marina super-protetta fosse stato Fausto
Bertinotti? I più zelanti, probabilmente, avrebbero calcolato perfino
il costo del gasolio consumato e “pagato, naturalmente, da noi
contribuenti!”.
E se fosse stato il governo passato a riallargare i cordoni della borsa ed a riaprire i voli di Stato a tutti i ministri e perfino ai sottosegretari? Beppe Grillo ci avrebbe forse costruito attorno un altro Vday. Per non chiedersi, ovviamente, che tipo di gogna pubblica sarebbe stata organizzata - appena pochi mesi fa - se si fosse scoperto che un lombardissimo ministro dell’Istruzione che chiede rigore e serietà per la scuola (soprattutto quella al Sud) se ne era andato in Calabria a sostenere - e naturalmente superare - l’esame di abilitazione alla professione di avvocato. «Basta con la Casta!», avremmo strillato.
Adesso non si strilla più. O si strilla assai di meno. E onestamente, tolto qualche aumento di prezzi alla buvette di Montecitorio e la nomina di qualche membro di governo in meno (iniziative, soprattutto la seconda, incidenti e notevoli) non è che i costi della politica siano stati dimezzati o gli episodi di “malcostume da privilegio” spariti.
E allora? «Allora - taglia corto don Gianni Baget Bozzo - quel che è accaduto mi pare chiaro: il tema della lotta alla Casta fu sollevato dalla sinistra contro i privilegi, l’enorme potere e le inefficienze della stessa classe politica di sinistra. Il vento dell’antipolitica nacque, infatti, precisamente dalla rottura tra vertice e base, a sinistra: e se vuole sapere la mia opinione, credo che la vittoria di Berlusconi sia stata vissuta come una liberazione - una liberazione dalla Casta, appunto - anche da chi non ha votato per lui».
Giudizio discutibile, naturalmente: ma ci si muove quasi più sul campo della sociologia dei comportamenti di massa che della politica, è molto - dunque - è opinabile, interpretabile. E infatti non è coincidente l’opinione di Ilvo Diamanti, sociologo e politologo di riconosciuta fama: «Guardi, prendersela con la Casta quando al governo c’è Berlusconi, è come prendersela col rumore quando ci sono i fuochi d’artificio». Compagno di banco al liceo di Gian Antonio Stella (autore con Rizzo, appunto, de “La Casta”), aggiunge: «Sono tanti gli elementi che hanno contribuito prima al sorgere del fenomeno e poi all’attuale eclissi. Innanzitutto, io credo, le molte aspettative di cambiamento - non avvenuto - evocate nel quinquennio berlusconiano e poi pagate dal governo Prodi. Il libro di Stella e Rizzo è stata la scintilla: ma perché certi fenomeni esplodano è necessario ci siano condizioni permissive. E queste erano, da una parte, la sfiducia verso l’inefficienza della politica e, dall’altra, il fatto che una Casta di sinistra è considerata davvero non accettabile».
Ma, appunto, la Casta è di sinistra? O comunque: è più di sinistra che di destra? «Non mi sentirei di sostenerlo - dice Eugenio Scalfari -. Però è un fatto che la bufera dell’antipolitica si è scatenata quando al governo c’era il centrosinistra; e un altro fatto è che il governo di allora, facendosi carico di fronteggiare l’indignazione dei cittadini, ha finito quasi inevitabilmente per trasformarsi in oggetto della contestazione. Si è ritrovato ad esser Casta, insomma, chi era al governo in quel momento: nonostante al governo ci fossero persone come Padoa Schioppa, Bersani, Visco e altri che francamente faticherei a definire Casta».
Fatto sta che, dopo di allora, il vento s’è posato, l’indignazione è scemata, i giornali hanno smesso di parlarne. «Non è così - replica Scalfari -. I giornali hanno continuato a raccontare. Certo, qualcuno ha tambureggiato di più, qualcun altro di meno. E se nessuno ha più fatto campagna è perché i giornali prima di altri hanno capito che il tema tirava assai di meno».
E si torna, però, al punto di partenza. Perché l’indignazione per le spese della politica, i privilegi e il resto si è attenuata?
Una ricerca delle Acli appena resa nota, rivela che oggi “solo” il 32% degli elettori nutre «rabbia» verso la Casta: una percentuale, potremmo dire, quasi fisiologica o comunque assai più bassa di quella che si registrava ancora pochi mesi fa. Perché? Nando Pagnoncelli, della Ipsos, offre una spiegazione molto pragmatica: «I cittadini hanno sempre considerato un male inevitabile i privilegi dei politici: l’esplodere della rabbia è semplicemente il sintomo di un malessere nella relazione, appunto, tra politica e cittadini. Le faccio un esempio: se porto mio figlio da un medico ed egli è scortese, sbrigativo ma guarisce il bambino, io non faccio caso alla sua maleducazione; ma se non lo guarisce, quella maleducazione diventa insopportabile.
Così è per la politica: il cittadino sa da sempre che costa molto ed è luogo di privilegio, ma se funziona e gli risolve i problemi, passa sopra a tutto il resto. Se invece costa molto ed è anche inefficiente, ecco esplodere il malessere. E’ questo - conclude Pagnoncelli - che forse spiega la differenza di clima dopo il passaggio da un governo a un altro: quello di Prodi era diventato sinonimo di liti e immobilismo; l’arrivo di Berlusconi ha portato fino ad ora il segno del “fare”, della concretezza e della novità che, finalmente, c’è qualcuno che decide».
E’ davvero così? Giuseppe De Rita, sociologo e tra i fondatori del Censis, ci crede fino a un certo punto. «Le fiammate dell’opinione pubblica - dice - creano un evento, ma mentre lo creano gli scavano la fossa... E’ sempre stato così. Il fenomeno è rientrato, anche se non è detto che non riesploda da qui a qualche tempo. La Casta resta un problema serio, ma la fase è del tutto cambiata: oggi la gente s’appassiona al gossip. Delle foto di Fini in barca nel parco naturale non frega niente a nessuno. Delle foto di Fini che, sempre in barca, si fa carezzare dalla compagna, si è parlato per settimane. Oggi, come sa, si discute della fidanzata di Frattini. In Italia, del resto, è sempre andata così...».
(lastampa.it)
scritto da Claudio M '58, settembre 13, 2008 Ale P e Extramuros ...... quì è un casino! Ho già scritto che se questo blog fosse un sondaggio si capirebbe molto, ma ora la deriva a cui siamo destinati è ormai chiara e non ci vedo possibilità di recupero. Il dramma dell'italiota è che crede di essere ed invece appare soltanto. Ma vi rendete conto che dai destroidi non arriva un discorso completo, una risposta chiara, un ragionamento logico e, meno che mai, qualsiasi cosa dettata dalla conoscenza? L'Italia a cui mira il nano è quella che appare dai loro scritti, quella dei cerebrolesi che progetta la gelmini, quella dei puttanieri che sperano nella carfagna o quella dei capitani coraggiosi che si fanno belli con i nostri soldi, senza considerare l'Italia che nasconde la sporcizia sotto il tappeto e non se ne vergogna. Varrà la pena? Claudio scritto da Luca.m, settembre 13, 2008 Avevo ragione, quando sostenevo che la lotta alla casta, il grillismo, i V-day nn erano nient'altro che la reazione al malgoverno dell'Unione, all'immobilità alla litigiosità ecc, tutto nato certamente dal fatto che Prodi in campagna elettorale aveva promesso serietà impegno e così nn è stato ed ecco spiegato le reazioni contro la classe politica. Non appena si è invertita la rotta ecco tutto svanito scritto da ale p., settembre 13, 2008 basta levarlo di palinsesti e l'italiano medio diventa docile come un agnellino...... mi accorgo sempre più di come questo popolo vada ben oltre il semplice ridicolo, Ammaestrato com'è da due servizi sugli oranghi o sull'attacco di un squalo in florida......... ribadisco, l'italia farà la fine che merita scritto da extramuros, settembre 12, 2008 Ma se fosse stato Bertinotti, tutti gli avrebbero dato addosso perchè quelli di sinistra fanno i moralisti. Quelli di destra, invece, rappresentano perfettamente i fantasmi di moltissimi italiani medi: le leggi si rispettano solo con una pistola puntata alla tempia, e appena si ha la possibilità di svicolare, oppure si acquisisce un po' di potere, la prima cosa che si fa è di far strame di leggi e regole. Silvius docet e la sua corte dei miracoli fa altrettanto. Per il popolo dei suoi elettori, questa è palesemente una ragione di speranza, in questo momento di difficoltà orribili, si può sognare di fare un giorno un pochino come lui. Di assaggiare la vertigine di farla franca, di prendere a calci le regole... Razza padrona per un giorno, un minuto, un bagno al mare, una corsa a 190 sull'autostrada. |
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