| LE NUOVE LAUREE BOCCIATE DAL 45% DEGLI STUDENTI |
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| 02/04/2008 | |
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02 apr. - Le "nuove" lauree? Non servono a niente.
Meglio continuare a puntare su quelle tradizionali. A pensarla
cosi' - secondo un sondaggio di www.studenti.it - e' il 45%
degli universitari di casa nostra: un altro 31% liquida questi
corsi come un modo per aumentare la competizione tra gli atenei
e per ottenere maggiori finanziamenti, mentre solo il 17% li
ritiene davvero utili a creare figure professionali specifiche.
Con la riforma ministeriale del 1999, che ha dato maggiore autonomia agli atenei, e l'introduzione del 3+2 sono aumentati a dismisura i corsi di laurea in tutte le facoltà italiane.
Un modo per conquistare gli studenti, proponendo corsi più competitivi e di sicuro successo.
Si va dalle lauree interfacoltà, che offrono una preparazione più generica ma spendibile in diversi settori, a lauree specifiche, che formano nuove figure professionali di cui il mondo del lavoro ha sempre più bisogno.
Lo studente si trova così di fronte al dilemma: avere una preparazione generale, sapendo un po' di tutto, o specializzarsi in un settore particolare?
Bisogna però vedere se le nuove lauree aprono veramente le porte del mondo del lavoro o se servono solo a creare nuovi disoccupati che non sanno bene cosa fare dopo la fine degli studi.
Gli atenei presentano i nuovi corsi come le lauree del futuro, facilmente spendibili nel mondo del lavoro. Ma i possibili sbocchi professionali risultano spesso piuttosto generici, come a dire che con una simile laurea si può trovare lavoro in diversi settori, senza indicarne uno specifico nel quale c'è un'effettiva richiesta.
Sono molti ad esempio i nuovi corsi nati all'interno della facoltà di Veterinaria: tutela e benessere dell'animale; tecniche dell'allevamento del cane di razza ed educazione cinofila; scienze dell'allevamento, dell'igiene e del benessere del cane e del gatto; scienze equine.
La prima impressione che si ha leggendo i possibili sbocchi professionali è che i laureati in queste materie potranno affiancare il medico veterinario.
Ma allora perché non scegliere una laurea in veterinaria tradizionale, specializzandosi in un secondo momento?
I vari corsi di laurea diventano un modo per presentare in maniera diversa un unico corso, che fondamentalmente è lo stesso per tutti e si differenzia solo per alcuni esami.
Come ha spiegato Salvatore Casillo, che nel libro “Come ti erudisco il pupo” ha analizzato l'aumento dei corsi di laurea, “chi si laurea in 'Scienze dell'allevamento, dell'igiene e del benessere del cane e del gatto' o in 'Scienze equine', oppure in 'Tecniche dell'allevamento del cane di razza ed educazione cinofila' crede di laurearsi in qualcosa di unico in Italia mentre si laurea in realtà in 'Scienze e tecnologie zootecniche e delle produzioni animali'.
La specificità della laurea collegata alla denominazione suggestiva si basa solo su pochi crediti, relativi ad esami che non sono altro che quelli che un tempo chiamavano complementari.
”
Nel settore alimentare ci sono lauree come Scienze gastronomiche e Scienza della produzione e della trasformazione del latte che assicurano un'ottima spendibilità nel mondo del lavoro: “il gastronomo è una nuova figura professionale che si inserisce nel mercato del lavoro con solide basi culturali, un'articolata conoscenza multidisciplinare della nutrizione e del controllo degli alimenti, oltre all'esperienza diretta dei luoghi e dei territori produttivi”; la laurea in scienza del latte “consentirà di passare subito al mondo del lavoro con una professionalità pienamente spendibile nel settore degli allevamenti da latte e delle industrie lattiero-casearie”.
Il Corso di laurea in Scienze e tecnologie del packaging, che permette di studiare la relazione tra struttura e proprietà dei materiali per l'imballaggio e la loro interazione con i prodotti contenuti, offre sicure possibilità lavorative: “il settore è in continuo sviluppo.
Considerando che il Corso è unico in Italia ed uno dei pochi in Europa, si comprende bene che le possibilità occupazionali nei vari settori sono estremamente elevate”.
Ma gli studenti come vivono questo fenomeno?
Abbiamo chiesto ai nostri utenti un parere sul boom delle lauree stravaganti e il pensiero comune è che non servono a nulla: il 45% ritiene infatti che le nuove lauree non sono utili ed è meglio scegliere una laurea tradizionale; il 31% considera questi corsi come un modo per aumentare la competizione tra gli atenei e per ottenere maggiori finanziamenti. Infatti negli ultimi anni l'Università italiana ha attuato una vera e propria corsa per attrarre studenti e finanziamenti. Avere più corsi corrisponde ad ottenere più professori, più sedi e di conseguenza più soldi. Così dai 2.336 corsi di laurea pre-riforma siamo passati agli attuali 5.545 corsi. Una competizione tra atenei che non accenna a diminuire, come ha spiegato il professor Vittorio Vidotto: "La competizione dell'Università di oggi è cosa normale. Il problema sta a monte del sistema: fin quando non sparirà il principio che vuole i finanziamenti legati al numero degli iscritti, probabilmente gli atenei, e le facoltà dentro di essi, saranno giustamente in competizione." Una minima parte dei nostri utenti, che hanno partecipato al sondaggio, è invece favorevole alle nuove lauree: il 17% le considera utili perché creano figure professionali specifiche e il 6% perché aumentano l'offerta formativa. La tendenza generale è però quella di prediligere i corsi “classici”, che almeno non fanno venire il dubbio “cosa diventiamo con questa laurea?”, soprattutto perché andando ad analizzare i vari corsi di laurea innovativi si scopre che “di 1.000 corsi disponibili se ne potrebbero fare subito la metà perché sono per lo più identici come formazione ma cambia solo il nome”. Un altro modo per aumentare l'offerta formativa ed attirare più studenti. (studenti.it) scritto da maria, giugno 20, 2008 appoggio la tesi della bocciatura delle lauree a 3 2 in quanto nn hanno i professori un'idea precisa e una prparazione adeguata in merito alla tipologia di "nuova laurea" per loro sono esami a tutti gli effetti e nn moduli come la normativa prevedeva......in più il numero degli esami è esorbitante e diventa solo uno dei tanti stress che lo studete ha da sommare.....non si parla di sostenere un unico esame come lo era anni addietro ma x 1 esame ci sarebbero 2 prove scritte e 1 orale x cui la vita è un esame ......ma senza qualità cito un aneddoto: su 200 e più allievi solo 20 hanno superato un esame ...vado dal prof a visionare cosa nn andava e mi dice me lo leggi ad alta voce? conclude dicendo bello cosi andava fatto ....e si rivolge agli altri decantando il mio compito scritto.conclusione dei fatti?? io rientravo tra quelli ke nn l avevano superato!! bella questa vero?? ecco cosa succede nella correzioen dei compriti scritti "nn obbligatori."......BISOGNEREBBE rivedere il tutto bene e nn fare troppo affidamenteo ai proff......ne succede anke di peggio!! |
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