| LE PAURE DEGLI ITALIANI: 9 su 10 temono la criminalità in aumento |
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| 17/12/2007 | |
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17 dic. - Gli italiani sono un popolo felice
nel piccolo del privato, ma impaurito, spaventato, insicuro nel
pubblico; e non solo perche' quasi 9 su 10 vedono che la
criminalita' e' aumentata e che (1 su 2) le cose sono
peggiorate anche nella propria zona di residenza.
Ma perche'
temono la distruzione dell'ambiente, hanno paura per il futuro
dei figli, hanno ancora paura di possibili atti terroristici.
E
poi temono per la sicurezza dei cibi che mangiamo, ma anche di
non avere abbastanza soldi per vivere.
Insomma, un paese
certamente sfiduciato e in ansia, seppur tutto sommato contento
quando e' nelle mura di casa, ma con una percezione di
insicurezza sostenuta da numerosi parametri e che, per la prima
volta, vede la preoccupazione propagarsi anche fra i
'giovanissimi' e, ancor piu', fra i 25 e i 34 anni d'eta'.
E' questo il quadro che emerge da una indagine curata dal
sociologo Ilvo Diamanti per la Fondazione Unipolis (espressione
del gruppo assicurativo-bancario Unipol) e presentata oggi a
Bologna.
L'elemento di maggior rilievo che emerge dall'analisi
elaborata dalla societa' Demos risiede proprio nella
parziale confutazione di una tesi che si tende a dare quasi per
scontata: cioe' che sia innanzitutto la criminalita' a generare
inquietudine.
Invece la percezione di insicurezza oggi e
moltiplicata, ad ogni livello, dall'emergere di nuove fonti di
incertezza, e nuovi rischi, per le persone: alla paura della
cosiddetta criminalita' si aggiunge oggi la paura di non avere
o di perdere il lavoro e la pensione, di non avere abbasta
soldi per vivere, la paura di problemi di salute.
L'indagine sul sentimento e sul
significato di sicurezza in Italia presentata oggi a Bologna ha
messo in evidenza anzitutto la crescita della 'paura' riferita
alle diverse forme di criminalita': quasi 9 persone su dieci
(il campione della ricerca era costituito da 1200 persone)
pensano che la criminalita' sia cresciuta, in Italia; piu' di 1
persona su 2 pensa che le cose siano peggiorate nella propria
zona di residenza (51%, 17 punti percentuali in piu' rispetto
al 2005).
Anche il rischio di vittimizzazione, nella percezione
comune, si e' ulteriormente allargato.
In particolare, negli
utlimi 24 mesi e' cresciuto il timore di subire un furto in
casa (dal 18 al 23%), la preoccupazione di essere vittima di
uno scippo (dal 17 al 21%) o di una rapina (dal 13 al 19%).
Di fronte a questa escalation di paure, l'89% degli
italiani chiede un aumento delle forze di polizia e l'86% una
sorveglianza piu' attenza dei luoghi pubblici con l'uso di
telecamere.
E intanto aumenta la prevenzione con la "sicurezza
fai-da-te": il 32% degli italiani ha gia' installato un sistema
antifurto, il 44% ha già provveduto a blindare porte e
finestre; e - dato in qualche modo ancor piu' significativo -
l'8,2% degli italiani (dati a ottobre 2007) ha acquistato
un'arma a scopo difensivo.
C'e', dunque, la criminalita' tra le
paure degli italiani, ma si tratta di un fattore che, se messo
a confronto diretto con altre fonti di insicurezza, tende a
ridimensionarsi.
Al primo posto nella graduatoria delle 'paure'
c'e' quella della distruzione dell'ambiente e della natura
(58,3%); al secondo posto (46,4%) la paura per il futuro dei
figli; quindi quella di atti terroristici; la sicurezza dei
cibi che mangiamo; non avere abbastanza soldi per vivere; lo
scoppio di nuove guerre nel mondo; i problemi di salute; la
perdita o la mancanza di una pensione; la globalizzazione; la
perdita del lavoro.
Piu' giu' compaiono la paura di un
incidente stradale, la perdita dei propri risparmi, il rischio
di nuove epidemie e solo dopo la paura di un furto in casa, di
uno scippo, di una truffa o di una aggressione.
Una sicurezza - o 'insicurezza' - dunque, a due facce:
quella di ordine pubblico e quella piu' "sociale" ma che messe
insieme tracciano il profilo di una sindrome che sembra
attanagliare la societa' italiana e che per la prima volta,
come ha sottolineato Ilvo Diamanti illustrando la ricerca
insieme a Fabio Bordignon - alla presenza del presidente di
Unipol Pierluigi Stefanini e del presidente di Unipoli Eneas
Mazzoli - non risparmia nemmeno le giovani generazioni. (AGI)
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