| LIBERO: addirittura Il 47% degli elettori di Fini sta con Berlusconi, forse troppi? |
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| 22/11/2007 | |
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22 Nov. - Gli italiani vogliono il dialogo tra i Poli (77%) sulla legge elettorale e preferiscono il modello proporzionale tedesco (42%) a quello maggioritario francese (23%)
Il 47% degli elettori del partito di Fini apprezza la decisione di Berlusconi e quattro su dieci considerano sbagliata la presa di distanza del loro leader dal Ppl.
Silvio Berlusconi, dopo l'approvazione della finanziaria e la fallita "spallata" al Governo Prodi, invece di abbattersi e abbandonare la partita, ha piuttosto raddoppiato. Scegliendo Forza Italia, fondando il nuovo Partito del popolo della libertà e di fatto spaccando An. Una mossa coraggiosa, nello stile del Cavaliere, che ha suscitato varie reazioni tra alleati e oppositori. Ma la gente, quel "popolo" tanto caro a Silvio da entrare nel nome stesso del partito pur abbinato alla solita parola chiave "libertà", come ha reagito? Ce lo dice un sondaggio eseguito, per conto di Libero, il 19 novembre dall'Istituto Piepoli, con metologia CATI, su un campione di 501 persone (48% maschi e 52% femmine) dai 18 anni in su. Alla domanda "in che misura secondo Lei Berlusconi ha fatto bene a fondare il nuovo Ppl?", il 36% risponde "molto (8%) + abbastanza (28%)", il 55% "poco (33%) + per nulla (22%), mentre il 9% è senza opinione. Ma all'interno degli elettori di centrodestra le percentuali degli entusiasti si alzano: "molto (19%) + abbastanza (37%)" sale al 56%, con "poco (19%) + per nulla (17%) al 36% e un 8% senza opinione. Ancora più interessante il dato del partito. Gli elettori di FI, infatti, portano il "molto+abbastanza" fino al 73% e, attenzione, quelli di An al 47%. Insomma, nonostante la reazione del loro leader Gianfranco Fini, quasi un elettore di An su due si dice contento della decisione dell'ex premier. La strategia dell'ex Premier Sia Fini che Casini, del resto, hanno accusato Berlusconi di aver sbagliato strategia. Un'opinione che trova "d'accordo" il 52% del campione, "non d'accordo" il 37%, con un 12% senza opinione. All'interno del centrodestra, però, il "d'accordo" scende al 41%, il "non d'accordo" sale al 53%. E anzi in FI il "d'accordo" precipita al 26%, mentre in An si impenna fino al 59%. Il che, comunque, significa che 4 elettori di Fini su 10 considerano errata la presa di distanza del loro leader dal Ppl. Ma andando avanti con gli scenari, e ipotizzando la creazione di quattro grandi raggruppamenti politici, come voterebbero gli italiani? Ebbene, il 32% sceglierebbe il Ppl (Forza Italia, Lega Nord, La Destra e i Circoli della Libertà), il 21% il nuovo Centrodestra (An, Udc, Udeur e Ld), il 39% il Pd (Pd, IdV e Psi.Socialisti) e l'8% la sinistra radicale (Verdi, Rifondazione, Pdci, Sinistra Democratica). Quindi una vittoria del centrodestra (53%) sul centrosinistra (47%). Epperò con la forte incognita rappresentata dagli indecisi (33%), che non sanno o non voterebbero nessuno di questi raggruppamenti. Certo, il momento politico è più confuso del solito e i due poli del barcollante bipolarismo italiano sono in crisi. Ma chi lo è maggiormente? Il centrosinistra, risponde il 47%; il centrodestra per il 32%; senza opinione il 21%. Nel dettaglio, tra gli elettori di centrosinistra, il centrodestra appare più in crisi al 56% (contro il 27% del centrosinistra e il 17% senza opinione); tra quelli di centrodestra, il centrosinistra naviga nel caos (74%) mentre il centrodestra se la cava (11%) e il 15% è senza opinione. Via libera all'inciucio Quanto al problema della riforma elettorale e all'ipotesi di un approccio bipartisan, ben il 77% si dichiara favorevole al dialogo tra maggioranza ed opposizione, con un 16% di contrari e un 7% senza opinione. Gli elettori di centrosinistra, poi, sono ancora più favorevoli (89%, con un 9% di contrari e un 2% senza opinione) rispetto a quelli di centrodestra (78% favorevoli, 17% contrari e 5% senza opinione). Entrando infine nel merito della riforma, il 42% vorrebbe un sistema proporzionale con sbarramento sul modello tedesco, il 23% un maggioritario a doppio turno alla francese (cioè con ballottaggio tra i primi due candidati, come accade per le elezioni amministrative), il 15% lascerebbe volentieri le cose come stanno adesso e il 20% è senza opinione. Se poi scindiamo il campione tra i due poli, vediamo che le differenze sono davvero minime: gli elettori di centrosinistra preferiscono il proporzionale con sbarramento (49%) al maggioritario a doppio turno (25%) e allo status quo (9%); tra quelli di centrodestra diminuisce appena appena il gradimento per proporzionale (47%) e maggioritario (24%) e cresce un po' il mantenimento della situazione attuale (11%). Con i senza opinione rispettivamente al 17% e al 18%. (Libero)
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