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Ultimo aggiornamento: 16.05.2008 ore 20:56
MANNHEIMER. LE NOVITA' DEL VOTO DI ROMA: MOBILITA' E VOTO DISGIUNTO Stampa E-mail
29/04/2008
29 Apr. - Sono la mobilità tra blocchi e il voto disgiunto, secondo l'analisi di Renato Mannheimer pubblicata dal Corriere della Sera, le novità che hanno caratterizzato il voto nei ballottaggi di Roma per il Sindaco e il Presidente della Provincia.
mannheimer-rett.jpgGli esiti del voto per il Comune e per la Provincia di Roma hanno lasciato sorpresi molti osservatori.
Ancora una volta, ci troviamo di fronte ad un risultato per molti versi inaspettato, specie per quel che riguarda la differenza tra il dato relativo al comune e quello provinciale.
Si tratta di un voto che ha, ovviamente, un forte significato politico e conferma, da diversi punti di vista, alcune tendenze già emerse quindici giorni fa. La vera novità del voto romano sta nelle opzioni disgiunte certamente manifestate da molti elettori.
La Provincia ha riprodotto grosomodo l'esito precedente, mentre il Comune ha dato risultati di segno opposto sia rispetto alla Provincia sia al passato. Qui sta, evidentemente, il significato politico maggiore, che potrà essere spiegato da analisi più sofisticate dei risultati: pare indubbio comunque che gli elettori abbiano voluto in qualche modo "punire" Rutelli e, al tempo stesso, Veltroni.
Ma, al di là delle indicazioni sull'orientamento dell'elettorato, il risultato di Roma mostra, con la sua difformità, come siano divenute appannaggio dei votanti -e, in certa misura, quasi pratica di massa- due tendenze sconosciute sino a qualche lustro fa: la mobilità tra blocchi e il voto disgiunto.
Gli elettori hanno voluto esprimere, a torto o a ragione, la loro specifica opinione, al di là delle appartenenze di schieramento. Un numero rilevante di votanti ha mostrato di essere sempre più slegato dai legami politici tradizionali e di voler scegliere in base a valutazioni maturate in relazione alla specifica elezione. Il fenomeno era già stato sottolineato proprio domenica scorsa su queste colonne poiché aveva in qualche misura caratterizzato anche le ultime politiche. Un libro sul comportamento elettorale americano di qualche anno fa, titolava Voters begin to choose, per sottolineare la mobilità crescente negli Stati Uniti. Forse è giunto il momento di scrivere un libro analogo anche per il nostro Paese. (Renato Mannheimer)
Commenti (2) >>
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scritto da Dave, aprile 29, 2008

'La Provincia ha riprodotto grossomodo l'esito precedente, mentre il Comune ha dato risultati di segno opposto sia rispetto alla Provincia sia al passato'.
Ma che dice Mannheimer? Zingaretti è passato da 10 a 2, ha vinto di poco. Semplicemente partiva da un maggior vantaggio! Rutelli ha perso di brutto e Zingaretti a tenuto di poco: se avesse avuto contro non un Antoniozzi a caso ma un altro Alemanno anche la Prov. andava!

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scritto da Claudio M '58, aprile 29, 2008

Penso che l'Italia con gli USA non centra un cavolo.
Il libro secondo me dovrebbe essere più simile al programma di improvvisazione di Ale e Franz "Buona la prima" in quanto ormai gli elettori delusi di questi personaggi politici (anche di quelli di destra) sanno che non sono loro a governare l'Italia, ma la macroeconomia e pertanto, sapendo di non rischiare, votano come se si trattasse di un televoto.
Questo è il risultato di anni di politica qualunquista che ha portato gli italiani a credere più nei fatti che nelle parole quando in realtà i fatti non ci sono mai stati e le parole (queste sconosciute) hanno fatto credere il contrario.
Questa carenza di civiltà ha fortemente, se non definitivamente, indebolito il sistema sociale ed instaurato la legge del più furbo.
In Italia oggi le garanzie minime, che tralaltro stanno sparendo, si sono trasformate in una palla al piede che viene percepita dagli operai come un rischio per il posto di lavoro ed ecco che il voto si sposta dalla richiesta di garanzie alla richiesta di lavoro.
Il concetto di televoto risponde esattamente a questa richiesta, basti pensare che la questione immigrazione incide direttamente sulla paura di perdere il posto di lavoro.
Ecco che la politica spettacolo prevale sulla politica del buon senso e la mobilità dei blocchi corrisponde alla tifoseria di "Amici".
Facciamoci gli auguri.
Claudio

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