| Milano 10° città d'affari in Europa - Roma 27° |
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| 09/10/2007 | |
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Se Londra, Parigi e Francoforte occupano, inamovibili, i
primi tre posti tra le 33 migliori città d'affari europee dal lontano 1990,
Milano continua a galleggiare intorno alla decima posizione mentre Roma, unica
altra città italiana finora considerata, è solo ventisettesima.
Questi i dati emersi dall'edizione 2007 dell'European Cities Monitor realizzato da Taylor Nelson Sofres per conto di Cushman & Wakefield e presentato oggi alla stampa. La ricerca si basa su un sondaggio tra i dirigenti delle principali società europee per individuare i fattori determinanti nella scelta di una ciità in cui stabilire una sede d'affari.
Più vivaci altre città europee, come Barcellona e Madrid, salite rispettivamente al quarto e al settimo posto dall'undicesimo e diciassettesimo del 1990. Aria di forte risveglio per alcune città regionali, come Ginevra (dodicesima dal ventesimo posto del 2006), Lione e Manchester (alle posizioni 17 e 18). Per il futuro, si affacciano città nuove come Valencia e Torino, che dal prossimo anno potrebbero entrare in classifica, e si conferma una grande attenzione per le capitali dell'Europa centro-orientale, da Praga a Mosca. Restano brillanti le prospettive di Londra e Parigi. Gli elementi giudicati fondamentali per la scelta di una location sono la disponibilità di personale qualificato, la facilità di accesso a mercati e clienti, la qualità delle telecomunicazioni e del trasporto extraurbano e internazionale. Importanti anche il costo del personale, le agevolazioni fiscali e la disponibilità di spazi per uffici, mentre appaiono quasi ininfluenti, agli occhi dei manager, il tasso di inquinamento e in generale la qualità della vita (che, per inciso, vedono Milano rispettivamente al 31° e al 21° posto e Roma al 27° e al 15° posto). Londra è prima per tutti e quattro i fattori considerati più importanti, Barcellona è la migliore per la qualità della vita, Stoccolma per l'inquinamento, Bucarest per il costo del personale.
Dall'indagine emerge infine che il 22% delle società ha riallocato o dato in
outsourcing le proprie unità operative in un altro paese negli ultimi 12 mesi e
che altrettante lo faranno nei prossimi due anni. (Fonte:Reuters)
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