| NUCLEARE: IL 55,8% DEGLI ITALIANI LA RITIENE UNA SCELTA OPPORTUNA |
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| 05/04/2008 | |
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05 apr. - Se fossero chiamati oggi a votare sul referendum che nel
1987 decretò l’abbandono dell’energia nucleare civile, gli italiani si
comporterebbero in tutt’altro modo.
Un italiano su due è convinto che quella scaturita dal referendum sia stata una scelta sbagliata e il 55,8 per cento dei cittadini considera quella del ritorno al nucleare un’eventualità opportuna contro il 35,1 per cento dei contrari.
Questi sono i dati emersi da un sondaggio realizzato da Ferrari Nasi & Grisantelli pubblicato su il Giornale della Libertà, i allegato al quotidiano il Giornale.
Per il 24,7 per cento degli intervistati, il ritorno al nucleare serve a renderci più indipendenti dai Paesi stranieri per il nostro fabbisogno di energia, mentre il 19,2 per cento è d’accordo nel sostenere che il nucleare sia la più valida alternativa al petrolio, che è troppo caro. (IlVelino)
scritto da casadellasinistra, aprile 05, 2008 Si vuole dire che l'Italia dipenderebbe anche con il nucleare dall'estero visto che di giacimenti di uranio non ce ne!!! scritto da Mah..., aprile 05, 2008 In effetti il problema della dipendenza dell'Italia (ma non solo) dai combustibili fossili per la produzione di energia è molto grosso e significativo. In un mondo 'finito' non è possibile pensare di estrarre petrolio (e derivati) all'infinito. Prima o poi finirà. E come il petrolio finirà l'uranio (già oggi, gran parte del combustibile utilizzato nelle centrali nucleari 'occidentali' deriva - pensate un po' - dallo smantellamento delle testate nucleari dell'ex Unione Sovietica). Poi c'è anche il problema irrisolto delle scorie della produzione nucleare... Forse dovremmo veramente cominciare a pensare seriamente ad energie 'rinnovabili'; e non penso solo al solare o all'eolico, ma per esempio all'idrogeno. Oggi è costoso? Qualunque nuovo prodotto è costoso quando è ancora sperimentale: pensiamo ad un frigorifero negli anni '50: ingombrante, rumoroso, inefficiente, costoso sia come acquisto, sia come gestione (in termini di energia, non solo di denaro); oppure pensiamo ai consumi delle automobili dell'inizio del '900: senza citare le auto sperimentali, oggi la mia automobile percorre quasi 20 km con un solo litro a velocità superiori ai 100 km/ora mentre solo 30 anni fa era considerata 'economica' un'auto che consumava 'solo' 10 litri per 100 km (10 km per litro). Gli esempi potrebbero continuare. Dalle batterie per i telefonini, alle lampadine per uso domestico, e così via. Notate che sto pensando all'economicità in termini di consumo energetico, NON in termini di denaro. Stiamo infatti parlando di questo, vero? Non certo di quanto costa in dollari un barile di petrolio o un chilo di carbone, ma di quanto costa in termini energetici 'produrre' una quantità di energia comoda da immagazzinare ed utilizzare in modo controllato. Credo che sarebbe davvero il caso anche per le grandi compagnie petrolifere di cominciare a pensare ad un mondo senza petrolio: in che modo posso 'riconvertirmi'? Come continuare a sopravvivere come azienda se il mio prodotto non dovesse più esistere (o essere antieconomico)? Alcuni Sceicchi degli Emirati ci stanno già pensando e stanno realizzando (non solo 'pensando') una città che sia indipendente dal petrolio e derivati... Noi siamo qui a discutere se costruire o no una centrale nucleare che verrebbe pronta tra una dozzina di anni, che nessuno vorrebbe vicino a casa, di cui nessuno sa dove mettere le scorie e che funziona con un combustibile destinato a finire. Grazie per l'attenzione e buon futuro a tutti. scritto da Claudio M., aprile 05, 2008 Questa bufala del nucleare sta rincoglionendo migliaia di italiani. 1. il giornale che ha pubblicato il sondaggio è chiaramente di parte e venduto ai grossi interessi privati che stanno dietro a questa bufala. 2. chiediamoci quanto tempo occorre per costruire una centrale nucleare "sicura" in italia(in europa minimo 12 anni). 3. chiediamoci se fra tot. anni il combustibile nucleare sarà ancora così economico. 4.proviamo a calcolare nei costi di produzione anche lo smaltimento delle scorie radioattive e la messa in sicurezza delle centrali dismesse a fine produzione. 5. chiediamoci come mai il governo di centrodestra ha fatto scappare Rubbia dall'Italia e ora sta sperimentando su vasta scala gli "specchi solari" in Spagna. Ma fatemi il piacere di pensare anche un po' agli interessi degli italiani. Claudio |
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