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Sono più del 50% i consumatori che guardano favorevolmente alle aziende che
operano in maniera responsabile nei confronti dell'ambiente.
E' questo
uno dei risultati svelato dall'inchiesta commissionata da TANDBERG a
Ipsos MORI su un campione di oltre 16.000 individui in quindici diverse
nazioni in tutto il mondo.
Il dato italiano (33%) conferma
l'atteggiamento positivo nei confronti delle imprese che vantano una
buona reputazione ambientale, affermando di essere più disposti ad
acquistarne prodotti e servizi.
L'attenzione
a questo aspetto è maggiormente sentita in paesi quali la Cina e
l'Australia che hanno registrato rispettivamente il 67% e il 52% di
risposte di questo tipo.
In Europa, generalmente, questi numeri si
riducono in maniera significativa con Germania 28%, Regno Unito 27% e Francia 23%. Nel vecchio continente l'Italia si
colloca al terzo posto, dopo il 46% della Svezia ed il 35% dei Paesi
Bassi.
Dal sondaggio emerge un chiaro interesse da parte del grande
pubblico a rivolgersi ad aziende che hanno adottato politiche
ambientali: il 53% di coloro che acquisterebbe più facilmente da
aziende responsabili si traduce in oltre un miliardo di persone nei 15
paesi interessati dall'indagine.
L'inchiesta mira a comprendere
l'approccio verso i cambiamenti climatici e, in particolare, a valutare
come gli sforzi delle imprese per essere più responsabili da un punto
di vista ambientale vengono percepiti dai consumatori e dagli stessi
dipendenti. Ed
è proprio da parte di questi ultimi che si registra un dato importante:
sono oltre l'80% gli italiani che preferirebbero lavorare per aziende
‘verdi'.
Questo risultato è simile in quasi tutti i paesi, fatta
eccezione per la Germania, dove il 30% degli intervistati non si è
dimostrato né a favore, né contrario. E' comunque abbastanza evidente
che gli individui sono più preoccupati dalla reputazione ambientale
dell'azienda per la quale lavorano che non dall'acquistare i prodotti
di un'impresa priva di policy in tal senso. Questo atteggiamento
suggerisce che i dipendenti si sentono partecipi delle azioni della
propria azienda nei confronti dell'ambiente. L'impatto sulle attività
di reclutamento e ritenzione del personale e la necessità di dimostrare
le qualità ‘verdi' a potenziali dipendenti rappresenta un criterio
importante per attrarre i migliori talenti e non deve essere
sottovalutato.
Come,
a questo punto, incoraggiare le aziende ad essere più responsabili
verso l'ambiente? Gli italiani ritengono che le iniziative di maggior
successo siano i programmi di riciclaggio (49%), la produzione di
materiali ecologici (39%) e la riduzione delle emissioni (39%). La
popolarità delle attività di riciclaggio - che hanno registrato un
risultato globale pari al 65% - non deve sorprendere dato che nella
maggior parte degli uffici esiste già una qualche forma di recupero e
programma di riciclo. Il successo di queste iniziative dipende molto
dal singolo individuo, mentre decisioni relative all'acquisto di
materiali ecologici e la riduzione delle emissioni spettano al
management dell'azienda. "Anche
la riduzione dei viaggi di lavoro può essere un mezzo utile per ridurre
le emissioni e proteggere l'ambiente", commenta Ivano Zanni, Country
Manager di TANDBERG Italia. "Le soluzioni di videocomunicazione
rappresentano l'alternativa ideale ai viaggi superflui e garantiscono
efficienza, massimizzano la produttività e migliorano la qualità di
vita dei dipendenti".
Un'altra
inchiesta effettuata dalla stessa Ipsos Mori nel 2006, sempre per conto
di TANDBERG, aveva infatti rivelato come l'81% degli Italiani
intervistati dichiarasse di subire stress a causa dei troppi viaggi di
lavoro ed il 19% pensasse che i viaggi di lavoro li rendono meno
produttivi. (Tandberg)
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