| PD, Bad Ischil: da solo otterrebbe tra il 25 e il 27% dei consensi |
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| 06/02/2008 | |
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6 Feb. - Secondo la scuola della demoscopea di Bad Ischil del professor Otto Sacher, per il Pd partita disperata ma conviene la solitudine, è il risultato di focus group ed una rilevazione, effettuata appena avuta la certezza dello scioglimento delle Camere.
Berlusconi dovrebbe essere dipinto o inseguito così colorato come un novello Mussolini in salsa RUBA. Questa fetta di elettorato del centrosinistra sa benissimo di non avere alcuna chance di vittoria alle elezioni, ma non è interessata a questo. L'importante è poter continuare a protestare, nel solco di quello che viene definito "il nuovo sessantotto ma non quello di quarant'anni fa, quindi con la testa all'indietro, bensì quello che si pone davanti". Ecco il ritorno dell'antinomia davanti/didietro: davanti è Berlusconi, didietro Veltroni. Tuttavia, a proposito del leader del Partito Democratico, sia il focus group che le intenzioni di voto sono stati chiarissimi: la quasi trotalità degli elettori che esprimono un'intenzione di voto per il PD afferma senza mezzi termini che la novella formazione dovrà concorrere da sola nell'agone elettorale, anche per potersi meglio preparare alle nozze del post voto con il centrodestra. Insomma ne vien fuori un Veltroni "padre della sposa" e di qui la felicità, o quantomeno non la tristezza che il sindaco di Roma dimostra in queste ore. Il Partito Democratico, da solo, è calcolato fra il 25 e il 27% dei consensi: è una percentiuale ragguardevole, se si tiene conto che il Partito del Popolo delle Libertà di Berlusconi si situa, sempre nelle intenzioni di voto, tra il 29 ed il 33%. E' la prima volta dal 1994 che la situazione elettorale alla vigilia appare così netta; si tenga conto che in entrambi gli schieramenti prevalgono in grande maggioranza, soprattutto nell'elettorato affluente ed influente, coloro che si schierano apertamente per un governo di coalizione dopo il voto, con un esecutivo ristretto, che possa durare il tempo necessariio alle riforme strutturali di cui l'Italia ha bisogno. Una volta realizzate queste riforme, l'auspicio è che si torni a rivotare per scegliere uno o l'altro schieramento. Una prospettiva molto interessante e che apre molteplici scenari di indagine sociologica nel corso di questa campagna elettorale. Ne riparleremo. (L'Opinione)
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