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Ultimo aggiornamento: 10.01.2009 ore 01:00
PENA DI MORTE NEL MONDO: NEL 2007 5.851 GIUSTIZIATI LA CINA IN TESTA Stampa E-mail
24/07/2008
24 lug. - Diminuiscono i paesi che applicano la pena di morte ma aumentano i condannati che ne sono vittime. Questo il principale elemento che emerge dal rapporto 2008 "La pena di morte nel mondo"di "Nessuno tocchi Caino", presentato oggi a Roma curato da Elisabetta Zamparutti ed edito da 'Reality Book'.
pena di morte_280x200.jpgIl rapporto, che include il 2007 ed i primi sei mesi del 2008, indica quali paesi che nel 2007 hanno portato a termine piu' esecuzioni capitali, nell'ordine, Cina, Iran e Arabia Saudita
I paesi o i territori che hanno deciso di abolire, per legge o in pratica la pena di morte, sono oggi 148.
Di questi, i paesi totalmente abolizionisti sono 95, gli abolizionisti per crimini ordinari sono 8.
Un paese, la Russia, in quanto membro del Consiglio d'Europa e' impegnato ad abolirla e, nel frattempo, attua una moratoria delle esecuzioni.
Quelli che attuano una moratoria delle esecuzioni sono tre, mentre i paesi abolizionisti di fatto, che non eseguono cioe' sentenze capitali da oltre dieci anni, sono 41. I paesi che mantengono la pena di morte sono 49, a fronte dei 51 del 2006 e dei 54 del 2005. Nel 2007, e' diminuito il numero di paesi che hanno fatto ricorso alle esecuzioni capitali: sono stati 26, a fronte dei 28 del 2006.
Cio' nonostante, e' aumentato il numero delle esecuzioni nel mondo. Nel 2007 ve ne sono state almeno 5.851, contro le 5.635 del 2006 e le 5.494 del 2005.
L'incremento e' dovuto soprattutto all'aumento delle esecuzioni registrate in Iran, dove sono aumentate di un terzo, e in Arabia Saudita, dove sono quadruplicate. L'anno scorso e nei primi sei mesi del 2008, pero', non si sono registrate esecuzioni in 3 paesi che le avevano effettuate nel 2006: Nigeria (almeno 7), Giordania (almeno 4) e Uganda (2).
Nel sottolineare che ''l'evoluzione positiva verso l'abolizione delle esecuzioni nel mondo da oltre dieci anni, si e' confermata'' anche negli ultimi mesi, il testo ricorda l'approvazione, il 18 dicembre 2007, dell'assemblea generale Onu di ''una risoluzione presentata dall'Italia e da altri 86 paesi'', che chiede agli Stati membri di ''stabilire una moratoria delle esecuzioni, in vista dell'abolizione della pena di morte''. Risoluzione che ''per la prima volta, afferma il documento, stabilisce il principio fondamentale che la pena di morte attiene alle questioni del rispetto dei diritti umani e il suo superamento ne rappresenta un importante progresso''.
Ancora una volta, l'Asia si e' confermata essere il continente dove si pratica la quasi totalita' della pena di morte nel mondo: ''Se contiamo che in Cina vi sono state almeno 5.000 esecuzioni (anche se diminuite rispetto all'anno precedente), il dato complessivo del 2007 per il continente corrisponde ad almeno 5.782 esecuzioni, in netto aumento rispetto al 2006 quando erano state almeno 5.492 e al 2005, (almeno 5.413)''. ''Le Americhe, prosegue il testo, sarebbero un continente praticamente libero dalla pena di morte, se non fosse per gli Stati Uniti, l'unico paese del continente che ha compiuto esecuzioni nel 2007: 42 le persone giustiziate (erano state 53 nel 2006 e 60 nel 2005)''.
In Africa, nel 2007 la pena di morte e' stata eseguita in 7 paesi - Botswana (almeno 1), Egitto (numero imprecisato), Etiopia (1), Guinea Equatoriale (3), Libia (almeno 9), Somalia (almeno 5) e Sudan (almeno 7) - dove sono state registrate almeno 26 esecuzioni contro le 87 del 2006 e le 19 del 2005 effettuate in tutto il continente.
In Europa, la Bielorussia continua a costituire l'unica eccezione in un continente altrimenti totalmente libero dalla pena di morte. Almeno una esecuzione e' stata effettuata nel 2007 e altre tre nei primi mesi del 2008. La Russia, infine, e' impegnata ad abolire la pena di morte in quanto membro del Consiglio d'Europa e, nel frattempo, attua una moratoria delle esecuzioni.
E' Romano Prodi 'L'abolizionista dell'anno', edizione 2008. Il Premio, promosso da 'Nessuno tocchi Caino', viene consegnato questa mattina a Roma a Prodi in quanto "personalita' che, piu' di ogni altra, si e' impegnata sul fronte della moratoria delle esecuzioni capitali e dell'abolizione della pena di morte", dato che in veste di presidente del Consiglio, il 18 dicembre scorso, "a nome del Governo, del Parlamento e del Paese ha portato al successo la risoluzione per la moratoria delle esecuzioni capitali all'Assemblea Generale dell'Onu".
"L'approvazione della risoluzione, presentata dall'Italia e co-sponsorizzata da 86 governi di paesi rappresentativi di tutti i continenti - motiva 'Nessuno tocchi Caino' - e' stata indubbiamente l'evento piu' significativo del 2007, il coronamento di una campagna condotta per oltre 15 anni da 'Nessuno tocchi Caino' e dal partito Radicale 'Nonviolento', ma anche una pietra miliare verso l'abolizione della pena di morte nel mondo". "Gia' nel 1994 - spiega 'Nessuno tocchi Caino - con il governo Berlusconi e per la prima volta nella storia, l'Italia aveva avuto il merito di presentare una risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni davanti all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La risoluzione non fu approvata per soli 8 voti, ma nel 1997, nonostante la contrarieta' esplicita dei partner europei, il Governo presieduto da Romano Prodi decise di presentare la risoluzione pro Moratoria alla Commissione dell'Onu per i Diritti Umani di Ginevra che l'ha approvata, ogni anno e fino al 2005, con la maggioranza assoluta dei voti".
"E' stato grazie anche a questo - continua 'Nessuno tocchi Caino' - se la situazione della pena di morte nel mondo risulta oggi radicalmente cambiata, con i Paesi mantenitori della pena capitale che sono drasticamente diminuiti dai 98 del 1994 ai 49 di oggi. Con una convergenza di maggioranza e opposizione, straordinaria e unanime come quella registrata sulla moratoria internazionale delle esecuzioni, nelle settimane che hanno preceduto il voto al Palazzo di Vetro e dopo anni di tentativi falliti nelle legislature che hanno preceduto quella del governo Prodi, il Parlamento italiano ha anche approvato la legge che cancella dalla Costituzione ogni riferimento alla pena capitale e, con cio', la possibilita', seppure teorica, di una sua reintroduzione nel nostro Paese".
Il Premio 'L'Abolizionista dell'Anno 2008', un'opera in bronzo creata appositamente dall'artista Massimo Liberti, raffigura una terra a forma di palloncino sul quale sono seduti dei bambini per volare piu' in alto e guardare lontano.
Presenti alla consegna, Emma Bonino, vice Presidente del Senato, Marco Pannella, presidente di 'Nessuno tocchi Caino', Sergio D'Elia, segretario di 'Nessuno tocchi Caino' e Elisabetta Zamparutti, deputato Radicale e curatrice del rapporto 2008 sulla situazione della pena di morte nel mondo. Ad assistere anche parlamentari italiani e ambasciatori di vari paesi La cerimonia di consegna del premio e' anche un'occasione per fare il punto sulla campagna 'Moratoria della pena di morte anche per Tareq Aziz' condotta da Marco Pannella, in sciopero della fame dalla mezzanotte del 6 luglio scorso. "In questi giorni, in Iraq - si legge nell' appello della 'Moratoria' - e' in corso un processo farsa che con ogni probabilita' e' destinato a condannare a morte il cristiano caldeo Tareq Aziz, il numero 2 del regime criminale che e' stato guidato per decenni da Saddam Hussein. A Tareq Aziz e' stata negata ogni garanzia processuale. Non ha un collegio di difesa, dopo che il suo avvocato iracheno ha abbandonato il Paese per paura di essere assassinato, come e' gia' accaduto all'avvocato difensore di Saddam Hussein. Ad Aziz e' stato impedito anche di essere assistito da avvocati stranieri che ne hanno fatto richiesta".
"Non si tratta - spiegano, nell'appello, i sostenitori della campagna - di un 'mero' atto umanitario ma di un preciso, concreto e puntuale obiettivo politico: la difesa del diritto e della verita', della legalita' e della giustizia in Iraq. Evitare la condanna a morte e l'esecuzione di Tareq Aziz, che, lo ripetiamo, rischiano di avvenire senza che vi sia stato un processo degno di questo nome, potrebbe segnare una evidente soluzione di continuita' rispetto a metodi e pratiche in voga ai tempi di Saddam, oltre che assicurare verita' e giustizia a tutte le vittime del suo regime, non solo quelle per cui Aziz e' oggi sotto processo".
Dopo l'approvazione, da parte dell'Assemblea Generale dell'Onu il 18 dicembre 2007, della risoluzione sulla 'Moratoria Universale della pena di morte', centinaia di parlamentari di tutti gli schieramenti politici, premi Nobel e personalita' di tutto il mondo hanno aderito all'appello di Marco Pannella.
Hanno dato la loro approvazione, tra gli altri, anche i senatori a vita Giulio Andreotti, Carlo Azeglio Ciampi, Emilio Colombo, Francesco Cossiga, Rita Levi Montalcini, Sergio Pininfarina e Oscar Luigi Scalfaro. Ad oggi, hanno firmato l'appello 375 parlamentari italiani ed europei e numerose personalita', tra cui Gianni Alemanno, Marco Bellocchio, Cristina Comencini, Serena Dandini, Piera degli Espositi, Roberto Formigoni, Dacia Maraini, Citto Maselli, Giuliano Montaldo, Nanni Moretti, Ettore Scola, Paolo Taviani e Vittorio Taviani, Nicola Zingaretti. (Adnkronos).
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