| PENA DI MORTE NEL MONDO: NEL 2007 5.851 GIUSTIZIATI LA CINA IN TESTA |
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| 24/07/2008 | |
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24 lug. - Diminuiscono i paesi che applicano
la pena di morte ma aumentano i condannati che ne sono vittime. Questo
il principale elemento che emerge dal rapporto 2008 "La pena di morte
nel mondo"di "Nessuno tocchi Caino", presentato oggi a Roma curato da
Elisabetta Zamparutti ed edito da 'Reality Book'.
Il rapporto, che
include il 2007 ed i primi sei mesi del 2008, indica quali paesi che
nel 2007 hanno portato a termine piu' esecuzioni capitali,
nell'ordine, Cina, Iran e Arabia Saudita
I paesi o i territori che hanno deciso di abolire, per legge o
in pratica la pena di morte, sono oggi 148.
Di questi, i paesi
totalmente abolizionisti sono 95, gli abolizionisti per crimini
ordinari sono 8.
Un paese, la Russia, in quanto membro del Consiglio
d'Europa e' impegnato ad abolirla e, nel frattempo, attua una
moratoria delle esecuzioni.
Quelli che attuano una moratoria delle
esecuzioni sono tre, mentre i paesi abolizionisti di fatto, che non
eseguono cioe' sentenze capitali da oltre dieci anni, sono 41. I paesi
che mantengono la pena di morte sono 49, a fronte dei 51 del 2006 e
dei 54 del 2005. Nel 2007, e' diminuito il numero di paesi che hanno
fatto ricorso alle esecuzioni capitali: sono stati 26, a fronte dei 28
del 2006.
Cio' nonostante, e' aumentato il numero delle esecuzioni nel
mondo. Nel 2007 ve ne sono state almeno 5.851, contro le 5.635 del
2006 e le 5.494 del 2005.
L'incremento e' dovuto soprattutto
all'aumento delle esecuzioni registrate in Iran, dove sono aumentate
di un terzo, e in Arabia Saudita, dove sono quadruplicate. L'anno
scorso e nei primi sei mesi del 2008, pero', non si sono registrate
esecuzioni in 3 paesi che le avevano effettuate nel 2006: Nigeria
(almeno 7), Giordania (almeno 4) e Uganda (2).
Nel sottolineare che ''l'evoluzione positiva verso
l'abolizione delle esecuzioni nel mondo da oltre dieci anni, si
e' confermata'' anche negli ultimi mesi, il testo ricorda
l'approvazione, il 18 dicembre 2007, dell'assemblea generale Onu
di ''una risoluzione presentata dall'Italia e da altri 86
paesi'', che chiede agli Stati membri di ''stabilire una
moratoria delle esecuzioni, in vista dell'abolizione della pena
di morte''. Risoluzione che ''per la prima volta, afferma il
documento, stabilisce il principio fondamentale che la pena di
morte attiene alle questioni del rispetto dei diritti umani e il
suo superamento ne rappresenta un importante progresso''.
Ancora una volta, l'Asia si e' confermata essere il
continente dove si pratica la quasi totalita' della pena di
morte nel mondo: ''Se contiamo che in Cina vi sono state almeno
5.000 esecuzioni (anche se diminuite rispetto all'anno
precedente), il dato complessivo del 2007 per il continente
corrisponde ad almeno 5.782 esecuzioni, in netto aumento
rispetto al 2006 quando erano state almeno 5.492 e al 2005,
(almeno 5.413)''.
''Le Americhe, prosegue il testo, sarebbero un continente
praticamente libero dalla pena di morte, se non fosse per gli
Stati Uniti, l'unico paese del continente che ha compiuto
esecuzioni nel 2007: 42 le persone giustiziate (erano state 53
nel 2006 e 60 nel 2005)''.
In Africa, nel 2007 la pena di morte e' stata eseguita in 7
paesi - Botswana (almeno 1), Egitto (numero imprecisato),
Etiopia (1), Guinea Equatoriale (3), Libia (almeno 9), Somalia
(almeno 5) e Sudan (almeno 7) - dove sono state registrate
almeno 26 esecuzioni contro le 87 del 2006 e le 19 del 2005
effettuate in tutto il continente.
In Europa, la Bielorussia continua a costituire l'unica
eccezione in un continente altrimenti totalmente libero dalla
pena di morte. Almeno una esecuzione e' stata effettuata nel
2007 e altre tre nei primi mesi del 2008.
La Russia, infine, e' impegnata ad abolire la pena di morte
in quanto membro del Consiglio d'Europa e, nel frattempo, attua
una moratoria delle esecuzioni.
E' Romano Prodi 'L'abolizionista
dell'anno', edizione 2008. Il Premio, promosso da 'Nessuno tocchi
Caino', viene consegnato questa mattina a Roma a Prodi in quanto
"personalita' che, piu' di ogni altra, si e' impegnata sul fronte
della moratoria delle esecuzioni capitali e dell'abolizione della pena
di morte", dato che in veste di presidente del Consiglio, il 18
dicembre scorso, "a nome del Governo, del Parlamento e del Paese ha
portato al successo la risoluzione per la moratoria delle esecuzioni
capitali all'Assemblea Generale dell'Onu".
"L'approvazione della risoluzione, presentata dall'Italia e
co-sponsorizzata da 86 governi di paesi rappresentativi di tutti i
continenti - motiva 'Nessuno tocchi Caino' - e' stata indubbiamente
l'evento piu' significativo del 2007, il coronamento di una campagna
condotta per oltre 15 anni da 'Nessuno tocchi Caino' e dal partito
Radicale 'Nonviolento', ma anche una pietra miliare verso l'abolizione
della pena di morte nel mondo".
"Gia' nel 1994 - spiega 'Nessuno tocchi Caino - con il governo
Berlusconi e per la prima volta nella storia, l'Italia aveva avuto il
merito di presentare una risoluzione per la moratoria universale delle
esecuzioni davanti all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La
risoluzione non fu approvata per soli 8 voti, ma nel 1997, nonostante
la contrarieta' esplicita dei partner europei, il Governo presieduto
da Romano Prodi decise di presentare la risoluzione pro Moratoria alla
Commissione dell'Onu per i Diritti Umani di Ginevra che l'ha
approvata, ogni anno e fino al 2005, con la maggioranza assoluta dei
voti".
"E' stato grazie anche a questo - continua
'Nessuno tocchi Caino' - se la situazione della pena di morte nel
mondo risulta oggi radicalmente cambiata, con i Paesi mantenitori
della pena capitale che sono drasticamente diminuiti dai 98 del 1994
ai 49 di oggi. Con una convergenza di maggioranza e opposizione,
straordinaria e unanime come quella registrata sulla moratoria
internazionale delle esecuzioni, nelle settimane che hanno preceduto
il voto al Palazzo di Vetro e dopo anni di tentativi falliti nelle
legislature che hanno preceduto quella del governo Prodi, il
Parlamento italiano ha anche approvato la legge che cancella dalla
Costituzione ogni riferimento alla pena capitale e, con cio', la
possibilita', seppure teorica, di una sua reintroduzione nel nostro
Paese".
Il Premio 'L'Abolizionista dell'Anno 2008', un'opera in bronzo
creata appositamente dall'artista Massimo Liberti, raffigura una terra
a forma di palloncino sul quale sono seduti dei bambini per volare
piu' in alto e guardare lontano.
Presenti alla consegna, Emma Bonino,
vice Presidente del Senato, Marco Pannella, presidente di 'Nessuno
tocchi Caino', Sergio D'Elia, segretario di 'Nessuno tocchi Caino' e
Elisabetta Zamparutti, deputato Radicale e curatrice del rapporto 2008
sulla situazione della pena di morte nel mondo. Ad assistere anche
parlamentari italiani e ambasciatori di vari paesi
La cerimonia di consegna del premio e' anche un'occasione per
fare il punto sulla campagna 'Moratoria della pena di morte anche per
Tareq Aziz' condotta da Marco Pannella, in sciopero della fame dalla
mezzanotte del 6 luglio scorso. "In questi giorni, in Iraq - si legge
nell' appello della 'Moratoria' - e' in corso un processo farsa che
con ogni probabilita' e' destinato a condannare a morte il cristiano
caldeo Tareq Aziz, il numero 2 del regime criminale che e' stato
guidato per decenni da Saddam Hussein. A Tareq Aziz e' stata negata
ogni garanzia processuale. Non ha un collegio di difesa, dopo che il
suo avvocato iracheno ha abbandonato il Paese per paura di essere
assassinato, come e' gia' accaduto all'avvocato difensore di Saddam
Hussein. Ad Aziz e' stato impedito anche di essere assistito da
avvocati stranieri che ne hanno fatto richiesta".
"Non si tratta - spiegano, nell'appello, i
sostenitori della campagna - di un 'mero' atto umanitario ma di un
preciso, concreto e puntuale obiettivo politico: la difesa del diritto
e della verita', della legalita' e della giustizia in Iraq. Evitare la
condanna a morte e l'esecuzione di Tareq Aziz, che, lo ripetiamo,
rischiano di avvenire senza che vi sia stato un processo degno di
questo nome, potrebbe segnare una evidente soluzione di continuita'
rispetto a metodi e pratiche in voga ai tempi di Saddam, oltre che
assicurare verita' e giustizia a tutte le vittime del suo regime, non
solo quelle per cui Aziz e' oggi sotto processo".
Dopo l'approvazione, da parte dell'Assemblea Generale dell'Onu
il 18 dicembre 2007, della risoluzione sulla 'Moratoria Universale
della pena di morte', centinaia di parlamentari di tutti gli
schieramenti politici, premi Nobel e personalita' di tutto il mondo
hanno aderito all'appello di Marco Pannella.
Hanno dato la loro
approvazione, tra gli altri, anche i senatori a vita Giulio Andreotti,
Carlo Azeglio Ciampi, Emilio Colombo, Francesco Cossiga, Rita Levi
Montalcini, Sergio Pininfarina e Oscar Luigi Scalfaro.
Ad oggi, hanno firmato l'appello 375 parlamentari italiani ed
europei e numerose personalita', tra cui Gianni Alemanno, Marco
Bellocchio, Cristina Comencini, Serena Dandini, Piera degli Espositi,
Roberto Formigoni, Dacia Maraini, Citto Maselli, Giuliano Montaldo,
Nanni Moretti, Ettore Scola, Paolo Taviani e Vittorio Taviani, Nicola
Zingaretti. (Adnkronos).
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