| Pensionati: per il 63% la realtà urbana in cui vive è diventata insicura |
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| 05/12/2007 | |
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5 dic. - Sicurezza: serve più ordine, controllo
del territorio e senso civico. Gli artigiani pensionati della
Cna, come emerge da una ricerca PubblicaRes (gruppo Swg),
presentata oggi nel corso di un convegno, individuano "nelle
pene poco severe, nell'uscita facile dalle prigioni e nella
presenza degli extracomunitari i fattori che alimentano
l'insicurezza dei cittadini".
Hanno più paura "quando vanno a
prelevare al bancomat o quando qualcuno bussa alla porta della
loro casa", da qui la richiesta "di misure severe e drastiche
che traspare dalla indagine e che dimostra come i
timori e le
paure diffuse condizionano i comportamenti, anche per gli
associati a CNA Pensionati, i cui valori di riferimento sono
sempre stati quelli sociali e della solidarietà ". Le pene poco
severe (36%), le uscite di prigione facili (32%), nonchè la
presenza degli extracomunitari (30%) sono i fattori che,
secondo gli artigiani in pensione, determinano il senso di
insicurezza dei cittadini.
Volgendo lo sguardo alla complessità del tema sicurezza, gli ex-artigiani individuano
nella pedofilia (62%), nello spaccio di droga (48%) e nella
caccia ai topi di appartamento le priorità su cui intervenire.
Hanno una certa valenza anche i reati come l'usura (16%) e
l'estorsione (10%).
La maggioranza degli artigiani pensionati,
il 66%, si sente abbastanza sicuro nella propria città , anche
se per il 63% la realtà urbana in cui vive è diventata negli
ultimi anni più insicura.
"I risultati dell'indagine hanno
stupito anche noi - ha spiegato Carlo de Matthaeis, Presidente
Nazionale CNA Pensionati -. dalle Assemblee che svolgiamo
continuamente scaturivano con forza le preoccupazioni, il
disagio e le paure degli anziani in una società che cambia,
che diventa pù cruda, che disprezza la vita degli individui.
Ma l'indagine pone anche in evidenza che c'è un allarme
sociale molto vasto, basato spesso sulla percezione di
insicurezza dovuta a condizioni ambientali e all'influenza dei
mass media, piuttosto che a pericoli reali per la persona, che
pure ci sono. Se è vero che il 18% dei pensionati intervistati
è stato oggetto direttamente di eventi criminosi - e questa è
già una percentuale elevata -, è anche vero che anche gli
altri subiscono l'influenza delle condizioni di degrado e il
senso di insicurezza fa scadere la qualità della vita di tutti
i pensionati". "Quello che chiediamo al Governo e alle
Autorità competenti - ha aggiunto Claudio D'Antonangelo,
Segretario Nazionale CNA Pensionati - è che si affronti il
problema sicurezza e legalità nella sua complessità , agendo
in via preventiva verso i fenomeni di micro e di grande
criminalità , sapendo che si fa prevenzione anche dimostrando
fermezza e facendo vedere che lo Stato c'è ed è più
forte".(AGI)
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