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Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 09.07.2008 ore 07:00
Per il 42% dei giovani imprenditori l'immagine del made in Italy è migliorata Stampa E-mail
14/11/2007
14 nov. - Sembra sempre che sul'argomento Made in Italy si sia già detto tutto e invece domani i giovani imprenditori italiani si riuniranno per discutere proprio del tema, accompagnati da studi e dati che danno l'immagine dei nostri prodotti in miglioramento rispetto al passato, ma c'è ancora tanto, tanto lavoro da fare.
Sviluppare il made in Italy promuovendo l'internazionalizzazione del mercato, ma senza dimenticare i bisogni del consumatore. È questo l'obiettivo del convegno che si terra' domani promosso e organizzato dal Coordinamento dei Giovani imprenditori aderenti a Cna, made in italy-rosso.jpgConfagricoltura, Confapi, Confartigianato, Confcommercio e Confindustria.
Al centro del dibattito ci saranno i risultati del sondaggio "Campioni del made in Italy" realizzato tra gli stessi giovani aderenti alle associazioni di categoria. Stando ai primi dati dello studio, "l'immagine dei prodotti italiani all'estero e' migliorata rispetto al passato per il 42% degli intervistati, contro un 19% che dichiara un peggioramento. Inoltre, l'89% del campione ritiene che l'inserimento del marchio 'made in Italy' per indicare i prodotti interamente realizzati in Italia aiuterebbe notevolmente la produzione nazionale. Senza contare che, per il 76% degli intervistati, il consumatore sarebbe disposto a pagare di piu' per il marchio, in quanto sinonimo di garanzia della qualita' del bene".
Accanto a questi dati, nel corso del convegno saranno analizzati anche i risultati di una ricerca curata dalla Sda Bocconi, secondo cui "se il marchio 'made in Italy' sembra ancora funzionare, il modo in cui il prodotto italiano viene promosso e venduto sui mercati internazionali richiede ancora un grande sforzo da parte del sistema Italia: gli attuali processi di cambiamento del mercato globale, infatti, vengono letti da Istituzioni e Pmi con tempi troppo lunghi e con una sottovalutazione delle barriere esistenti sui mercati globali".
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