| Per il 61% degli italiani la politica è distanza |
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| 30/09/2007 | |
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Aumenta la distanza tra
cittadini e politica
"Gli italiani, la politica e il Buon Governo" è il sondaggio presentato il 29
settembre a Siena dal Laps, Laboratorio di analisi politiche e sociali
dell'Università di Siena in seno al programma di appuntamenti "Alla ricerca del
Buon Governo".
L'indagine del Laps è
stata fatta intervistando, tra luglio a settembre 2007, 801
cittadini di tutta Italia ed un campione nazionale di 143 membri della classe
politica, selezionando casualmente consiglieri provinciali,comunali dei
capoluoghi di provincia, consiglieri regionali e parlamentari.
Sia cittadini che politici sono concordi nel dire che la percezione della distanza cittadini e politica è aumentata (per il 61% dei cittadini ed il 65% dei politici), senza grandi differenze tra rappresentanti del centro destra o del centro sinistra. La percezione diffusa nell'opinione pubblica della separazione tra cittadini e politica chiama il causa il sentimento della disaffezione. Ben il 93% degli italiani ritiene che "Le persone che eleggiamo al parlamento perdono molto presto il contatto con gli elettori"; l'87% pensa che "I partiti sono interessati solo ai voti della gente, non alle loro opinioni"; l'85% si sente incapace di comprendere quello che succede nella politica ed il 74% condivide un sentimento di frustrante inefficacia. Alla richiesta di indicare i motivi per i quali un giovane potrebbe iscriversi ad un partito, la metà degli intervistati menziona "per fare carriera", opinione condivisa solo dal 15% della classe politica. Questi dati però non devono farci credere che il distacco sia recente o figlio dei fenomeni di antipolitica degli ultimi tempi: i dati disponibili a partire dal 1959 ci dicono infatti che, seppur in modo appena percettibile, la disaffezione è in realtà in calo. Il sentimento di inefficacia della politica ed estraniazione, secondo la ricerca del Laps, sono una presenza costante nella cultura politica degli italiani. Con l'avvio della Seconda Repubblica - e le positive attese ad essa associate - la disaffezione subisce un sensibile arresto, per poi tuttavia riprendere e solo ora, nel 2007, consolidarsi in un relativo declino. Contemporaneamente si osserva una contrazione dell'interesse che i cittadini provano per le vicende politiche mentre è in crescita la quota di italiani che si sente vicino a un partito. Alla domanda su quali siano i cambiamenti che i partiti e la classe politica dovrebbero favorire per recuperare legittimità e consenso alla politica, i cittadini mettono al primo posto la "riduzione dei privilegi dei politici" (95%), mentre la classe politica ritiene viceversa prioritario "essere più rapidi nelle decisioni di governo", opzione condivisa dal 95% dei politici. Sulla ricetta per un buongoverno in Italia i due poli si distaccano tra di loro: per i politici di centrosinistra la ricetta associa la rapidità delle decisioni politiche al coinvolgimento dei cittadini nel processo decisionale; per i politici di centrodestra invece si deve unire la rapidità decisionale alla semplificazione del linguaggio politico. Il 69% degli intervistati sostiene la pragmaticità dei cittadini contro l'astrattezza della classe politica ed il 67% afferma che solo i cittadini conoscono i problemi reali della vita, mentre i politici sono estranei a questi. Ma il 63% della classe politica ritiene i cittadini disinformati o poco informati e il 54% ritiene che i politici siano più avvertiti circa la complessità dei problemi. Il 90% dei cittadini vorrebbe una classe politica fedele ai propri principi, anche al costo di perdere voti. Tra le qualità dei leader politici il 69% del campione del pubblico ha indicato l'onestà seguita dalla capacità di ascoltare i bisogni della gente e dalla competenza. Nel campione della classe politica, la qualità più menzionata è la competenza, seguita dall'onestà e dalla comprensione dei bisogni della gente. Infine, chiedendo al campione dei cittadini di valutare con voti da 0 a 10 un gruppo di politici nazionali Fini, Veltroni e Bindi ricevono mediamente un punteggio più elevato dei leader attuali delle due coalizioni, Berlusconi e Prodi. Tra questi, Fini appare più apprezzato in termini di competenza e chiarezza e Veltroni in termini di capacità di rispondere ai bisogni della gente. (Fonte: IMG Press)
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