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Clandestinoweb
Ultimo aggiornamento: 20.07.2008 ore 07:27
PIEPOLI: i PARTITINI di CENTRODESTRA valgono 4 milioni di voti Stampa E-mail
14/02/2008
14 Feb. - Dieci punti percentuali. Ovvero quattro milioni di voti. Ecco quanto valgono i partiti che resistono all'abbraccio del Cavaliere. Udc, La Destra, Rosa Bianca, Udeur, Lista per la vita di Giuliano Ferrara, sigle di estrema destra. Formazioni che in barba al processo di semplificazione in atto sono pronte a sfidare i colossi Silvio Berlusconi e Walter Veltroni per fare corsa solitaria.

partitodelleliberta280x200.jpg E tra i due a farne maggiormente le spese potrebbe essere il leader del Popolo delle Libertà. "Il vantaggio di Berlusconi su Veltroni è ancora molto ampio, ma tende a decrescere", avverte il sondaggista Nicola Piepoli. Al Sento i partitini potrebbero mettere i bastoni tra le ruote del Pdl in regioni come Veneto, Sicilia, Lazio, Puglia, Campania e Abruzzo.

A minacciare di più il Cavaliere sono le sigle che si richiamano esplicitamente o all'eredità democristiana (Udc, Rosa Bianca e Udeur) o ai valori cattolici (Lista Ferrara). Il partito di Pier Ferdinando Casini, accreditato dall'Istituto Piepoli di cinque punti percentuali, potrebbe far scontare a Berlusconi il mancato ingresso nel Pdl nelle regioni in cui l'elettorato di matrice dc è tradizionalmente forte: Sicilia )dove nel 2006 l'accoppiata con il Movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo ha fruttato ai centristi oltre il 13% dei voti); Puglia(8,1% due anni fa) e Abruzzo (7,1% alle ultime Politiche). Lo stesso discorso vale per l'Udeur. Nonostante a livello nazionale il consenso dei mastelliani non superi l'1%, il Campanile è in grado di giocare un ruolo in regioni come la Campania e la calabria, dove nel 2006 ha conquistato rispettivamente il 5,2% e il 4,2% dei voti contribuendo ad assegnare il premio di maggioranza al centrosinistra.

Poi c'è la Rosa Bianca del trio Pezzotta-Baccini-Tabacci. "L'abbiamo testata due volte e in entrambe le occasioni ha superato l'1%", osserva Piepoli, "si tratta di una formazione in ascesa che potrebbe incassare fino al 2% dei voti". e si tratta di voti "tutti in uscita dalla casa delle Libertà. Soprattutto nel Lazio". Se, come sembra, al centro si celebrerà il matrimonio tra l'Udc e la Rosa Bianca, la nuova formazione potrà agevolmente superare la soglia di sbarramento alla Camera (4%) e lottare fino all'ultimo voto per fare altrettanto nelle regioni di tradizione dc con effetti potenzialmente letali per il Pdl berlusconiano.

Altre spine per il Cavaliere -ma le diplomazie sono al lavoro- potrebbero arrivare dalla Lista per la vita promossa da Giuliano Ferrara. "Quello alla formazione del direttore del Foglio, sarà un voto d'opinione e quindi come tale di difficile quantificazione" spiega Piepoli, "Ferrara è una grande mente politicamente onnivora in grado di pescare voti ovunque". Quindi anche dall'elettorato cattolico che finora ha scelto i partiti della Cdl.

A turbare i sonni del Cavaliere è anche il fianco destro della coalizione. La Destra di Francesco Storace, infatti, ha annunciato l'intenzione di correre da sola candidando a Palazzo Chigi Daniela Santanchè. Detto che i voti della Destra provengono per il 99% da An, l'interrogativo da sciogliere riguarda quanto appeal potrà esercitare sugli elettori di An la fiaccola storaciana in assenza della Fiamma dalla scheda. "Al momento La Destra si attesta all'1,5%", rivela Piepoli, che però avverte: "si tratta di una percentuale destinata inevitabilmente a salire con il passare delle settimane. Più An confluisce nel Pdl, più La Destra cresce". Un incremento, tira le somme il sondaggista, che nel tempo potrebbe permettere alla formazione di Storace "di raggiungere il 6%, ovvero la fetta di elettorato che si riconosceva nel vecchio Movimento Sociale Italiano". Completano il quadro, a destra del duo Storace-Santanchè, le formazioni radicali come la Fiamma Tricolore, accreditata allo 0,5% dei voti.

Se Berlusconi piange, Veltroni non ride. La maledizione dei "nanetti", infatti, è pronta a colpire anche il partito democratico. "Pure nell'ex Unione ci sono 4 milioni di voti in libera uscita", ammonisce Piepoli, "e vanno ricercati nella Sinistra arcobaleno, nel partito socialista e nel partito radicale". (Libero)

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