| PIRATERIA STRADALE: IN 6 MESI +74%. UCCISE 48 PERSONE (+30%) |
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| 23/07/2008 | |
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23 lug. - Inarrestabili e implacabili i pirati della
strada continuano a fare vittime, con un crescendo impressionante: nei
primi sei mesi del 2008 i dati dell'osservatorio Asaps, associazione
amici polizia stradale, parlano di 136 incidenti, pari a una crescita
del +74% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con 48 persone
uccise (+30%) e 127 ferite (+92%).
E se 136 casi vi sembrano pochi avete ragione: il monitoraggio dell'Asaps prende in considerazione solo i casi più gravi. E questo significa che la realtà è ben più grave. In ogni caso il 75% dei pirati della strada viene smascherato, ma neanche questo riesce ad arginare il fenomeno che tutti gli esperti riconducono alla guida sotto influssi di alcol e droghe: in questi casi qualsiasi ragionamento diventa impossibile.
Le statistiche infatti parlano di 49 casi su 136 di pirati della strada drogati o ubriachi, ma è un dato "ottimistico" perché si riferisce ovviamente solo ai pirati colti in flagrante e non a quelli arrestati giorni dopo.
Gli eventi mortali sono stati 45 (33,1%), mentre quelli con lesioni 91 (66,9%), con 48 vittime e 127 persone ospedalizzate.
"È ovvio - spiega Giordano Biserni, presidente dell'Asaps - che al nostro esame passano solo gli atti di pirateria più grave, quelli che bucano la cronaca o che i nostri 700 referenti sul territorio selezionano sulla scorta di precisi standard di riferimento".
La regione che vanta il poco invidiabile primato è la Lombardia (21 episodi), seguita dal Lazio (17), Emilia Romagna e Campania (16), Toscana (12), Piemonte e Liguria (9), Veneto (7), Sicilia e Marche (6), il sorprendente Molise e la Puglia (5), Sardegna, Friuli Venezia Giulia e Calabria (2), Valle d'Aosta e Trentino Alto Adige (1). Isole felici Umbria, Abruzzo e Basilicata, le uniche regioni dove non sono avvenuti eventi gravi.
E sono proprio le categorie "deboli" della strada, in modo particolare anziani e bambini, a pagare un prezzo altissimo in termini di mortalità e lesività: 27 sono gli anziani coinvolti, 17 i bambini, rispettivamente il 19,9% ed il 12,5%".
L'identikit del pirata? "Nella maggior parte dei casi - conclude Giordano Biserni - si tratta di uomini di età compresa tra i 18 ed i 44 anni, spesso sotto l'effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti, mancanza della patente (o ritirata) assicurazione falsa o scaduta (fenomeno sempre più pervasivo) e per questo decide di fuggire, sottraendosi alle proprie responsabilità. Le pene, peraltro, rimangono non elevatissime: da un anno a tre anni. Ora le sanzioni per l'omicidio colposo sono però diventate più pesanti. Le vocazioni alla irresponsabile fuga dovrebbero calare se non altro per il fatto che tre pirati su quattro finiscono in manette".
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